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mercoledì, 30 Settembre 2026

“Diamo un futuro al nostro passato”

“I nostri musei” è una nuova rubrica de L’Alpino dedicata ai musei ANA. Del “Museo biellese degli Alpini” abbiamo scritto il mese scorso. In questo numero riportiamo il nuovo museo della sezione di Bergamo. Continueremo la serie man manoche avremo completato la documentazione degli altri musei ANA – che sono sempre frutto di pazienti raccolte dimateriali, scritti e oggetti – certi che questa documentazione sarà utile a comprendere meglio la nostra storia. Una guida, curata dal Centro Studi ANA, valorizza questo patrimonio associativo.

Piercarlo Bonifacio: una stella… alpina

Un quotidiano triestino titola così la pagina dell'attualità: "Tre triestini e una stella, la più vecchia dello spazio", e nell'occhiello precisa: "Assieme a undici scienziati hanno scoperto l'astro più antico, quasi privo di metalli. Ha 13 miliardi di anni. La ricerca appare sulla rivista britannica Nature”. I tre scienziati triestini dell'equipe sono Elisabetta Cuffau, Paolo Molinaro e Piercarlo Bonifacio cui va il plauso della comunità. A me piace ricordare Piercarlo Bonifacio perché è un alpino della Julia, perché nipote di Carlo "Carletto" Tagliaferro, parente di Duilio Tagliaferro (storico di Dante) e del colonnello Alessandro Tagliaferro, attualmente in servizio presso la brigata Julia.

L’ottimismo dell’essere Alpini

Non staremmo diventando troppo seri? Certo il momento è grave, tutto sembra andare a rotoli, ma, se continueremo ad essere quelli di sempre potremo sperare. Una volta avevamo una serenità diversa, non tanto perché il mondo che ci circondava era migliore, ma perché i nostri “veci” sapevano guardarlo con gli occhi della speranza, con ottimismo.

I giovani ai “veci”: noi con voi

Nei giorni 29 e 30 ottobre ha avuto luogo presso il soggiorno alpino ANA di Costalovara (Bolzano) il 1° Convegno dei componenti dei gruppi e delle “Commissioni giovani” dei 4 raggruppamenti, organizzato dalla Commissione Nazionale Giovani e dai “Coordinamenti Giovani” dei 4 raggruppamenti. Nella cornice dell’altopiano del Renon, splendente di colori autunnali, i convegnisti, giunti da tutta Italia in folta rappresentanza di tutti i raggruppamenti e con delegazioni di ben 33 Sezioni, hanno potuto apprezzare la funzionalità della struttura dell’ANA radicalmente ristrutturata per rispondere anche alle più moderne esigenze di formazione e ritrovo dell’Associazione, grazie anche all’accoglienza di grande qualità garantita dallo staff composto dalle bravissime Signore Rita, Dina, Giulia e Loredana e guidato da Ferdinando Scafariello, presidente della sezione di Bolzano.

Savona: “150 volte Italia”, premiato Corrado Perona

In occasione delle celebrazioni delle giornate dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza ha consegnato, il 4 novembre scorso, il premio “150 volte Italia. Premio Presidenza della Provincia di Savona - Impegno sociale” al nostro presidente nazionale Corrado Perona. Il premio “150 volte Italia” è articolato in più sezioni e viene assegnato, ogni anno, a chi si è contraddistinto nei vari ambiti promuovendo e testimoniando i valori e le tradizioni che onorano l’Italia e gli italiani nel mondo.

Sfogliando i nostri giornali

La nostra stampa.

Vodka mattutina? No, grazie!

Dal Giornale di Vicenza di domenica 30 ottobre 2011, pag. 14 – “Ubriaca in classe, si sente male e viene ricoverata”. Come poi hanno spiegato “avevano fatto colazione con birra, vodka e grappa. Ma non essendo alpini di provata esperienza non hanno retto”. Io non so quanti alpini conosca il cronista, che al mattino fanno colazione con birra, vodka. Io di sicuro conosco personalmente decine di alpini che si prodigano nella Protezione civile, che si impegnano nelle zone terremotate, nelle zone alluvionate, ecc. Le penne nere che si sono impegnate, proprio un anno fa in molte zone del Veneto, non credo fossero “alcolisti”. 

Pierantonio Bellin - Noventa Vicentina

La lezione del C.T. Fabio Capello

Nella terza domenica di settembre Udine ha ospitato una manifestazione che è la maggiore vetrina dei prodotti dell’artigianato e dell’agro-gastronomico del Friuli, invitando Fabio Capello ad inaugurare la kermesse. In piazza Libertà si è svolta l’apertura con le note della fanfara della Julia e qualcuno ha provato a far indossare il cappello alpino al commissario tecnico; ecco cosa scrive il Gazzettino nell’edizione di Udine: “Forse la politica dovrebbe essere più semplice o perlomeno più attenta al quotidiano. Prendete ad esempio la questione dell’appartenenza o meno dell’Isontino al Friuli, tanto cara ai fautori dell’influenza triestina. Arriva un personaggio come il CT della nazionale inglese di calcio, Fabio Capello, nato a Pieris, e i dubbi sono risolti: si sente friulano fino al midollo, senza retorica, ma con emozione. Non si mette il cappello da alpino, inflazionato ormai sulle teste di Zico e del papa, si mostra rispettoso, ma lui l’alpino non l’ha fatto: urlo liberatorio per quanti sono stanchi di stereotipi”. Una bella lezione di correttezza.

Roberto Toffoletti, Udine

NOSTRI MUSEI: Bergamo – Cent’anni di storia, di uomini e cose

La sede della sezione di Bergamo si è arricchita del nuovo museo alpino, inaugurato il 9 settembre in occasione del 90° anniversario di fondazione alla presenza del presidente nazionale Corrado Perona. “L’idea si è sviluppata poco per volta, abbiamo cominciato prima a chiedere ai gruppi alpini, poi abbiamo esteso l’appello a quanti avessero oggetti e documenti da donare”, spiega il presidente del museo Antonio Arnoldi.

Gli alpini nella storia d’Italia (10ª puntata)

La Campagna di Russia: nella sacca del Don

Nella notte del 22 giugno 1941 le truppe della Wehrmacht attaccano l’Unione Sovietica con tre gruppi di armate, che puntano sulle direttrici di Leningrado, Mosca e Kiev. Mussolini vuole assolutamente partecipare a quella che considera la “guerra santa” contro il bolscevismo e, dopo molte insistenze diplomatiche, ottiene la partecipazione del Corpo di Spedizione italiano in Russia (CSIR), forte di 60mila uomini. Nei mesi successivi le condizioni internazionali mutano drasticamente: la facile e rapida penetrazione nelle steppe sovietiche, immaginata da Hitler come un autonomo successo tedesco, è stata frenata dalla resistenza dell’Armata Rossa, e ora è la Germania a chiedere con insistenza la cooperazione italiana.

C’erano anche gli alpini e la Julia

In attesa di essere ricevuto nel mio Comune, ho potuto sfogliare una rivista dal titolo “La Protezione Civile Italiana” n. 5 giugno 2011 ed a pagina 90 trovo: “Friuli, 35 anni fa la terra trema”, che tratta di un convegno presso il Castello di Udine su quella catastrofe. Poiché partecipai come alpino in congedo della sezione ANA di Modena alla ricostruzione, ho letto con particolare interesse quello scritto. Meraviglia e amarezza: non vengono citati né l’ANA, né la Julia e gli alpini alle armi. E dire che erano presenti prefetti, presidenti, onorevoli, professori. Siamo proprio “alla frutta”, ormai.

Alfonso Pasquali, Fanano (MO)

Commodoro… o no?

Una precisazione su una parola che appare in un articolo di Cesare Lavizzari su L’Alpino di ottobre. La parola è “commodoro”. La sua spiegazione è in parte giusta, nel senso che è un eufemismo che si dà ai diportisti, precisamente al presidente di un yacht club, e non solo nel Mediterraneo, ma bensì in tutti gli yacht club del mondo. Ma il vero significato della parola è un altro, cioè nelle marine militari, USA e britannica, corrisponde ad un grado temporaneo che viene conferito ad un ufficiale superiore, capitano di vascello, con funzioni di comando di una squadra navale.

Osvaldo Monti - Gruppo “Francesco Bona” ANMI

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