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domenica, 18 Gennaio 2026

AFGHAN WEST – Voci dai villaggi

Questo libro è il racconto del viaggio di tre giornaliste in Afghanistan, nella zona tra Herat e Farah, nel momento in cui è ancora in atto la transizione di potere. Le autrici, tramite un’opera testuale, fotografica e video, raccontano la speranza di chi, dopo decenni di guerre, vede la possibilità di un futuro basato sul lavoro svolto e sul sangue versato dai nostri soldati. Il senso di una missione - quella italiana ISAF - che ha contribuito a creare un forte legame tra popolo afgano e italiano.

ADOLFO RIVOIR L’UFFICIALE CHE SALVÒ LA BANDIERA

Il diario di Adolfo Rivoir è un contributo importante per la conoscenza e la riscoperta degli IMI, gli internati militari italiani in Germania tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Circa 650.000 uomini dislocati in vari campi di detenzione in Polonia e Germania, in condizioni di vita difficilissime. Il col. Rivoir dopo l’8 settembre si trovò costretto a consegnare le armi ai tedeschi e a darsi prigioniero insieme ai suoi soldati. Durante la prigionia conservò sotto gli abiti la bandiera del 5° alpini riportandola in patria alla sua liberazione nel 1945.

L’ULTIMA VOLTA

La fine dell’era del mulo nelle Truppe alpine I muli sono stati congedati nel 1991, chiudendo con nostalgia un’epoca. Questi racconti, accompagnati da foto a colori, alcune commoventi, riguardano il periodo che va dal 1986 al 1989, con particolare riguardo all’ultimo campo invernale effettuato dalla 7ª batteria di artiglieria da montagna del gruppo Pinerolo, prima del congedo dei quadrupedi. Tutte le testimonianze sono state riportate esattamente come sono state scritte dagli autori e questo rende il libro davvero autentico.

OPERAZIONE GALILEA

Perché tra tutte le unità che formavano il convoglio gli inglesi silurarono proprio il Galilea? Che cosa trasportava di così importante? Quali segreti nasconde il suo relitto in fondo al mare? Che cosa sta cercando un nostalgico del Terzo Reich esperto in recuperi sottomarini? Chi è il misterioso guardiano del faro tormentato da un oscuro passato? Basato su un capillare lavoro di ricerca, il romanzo sovverte l’interpretazione data finora, coinvolgendo il lettore in un crescendo di colpi di scena. Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto dall’autore, a nome della sezione di Udine, alle famiglie di bambini malati terminali.

NEVE

Formazione ed evoluzione della neve Ambiente e dinamica delle valanghe Prevenzione e soccorso Un testo unico, un viaggio affascinante nel mondo della neve, dalla formazione di un leggerissimo cristallo fino alla potenza devastante della valanga. Renato Cresta - già ufficiale degli alpini paracadutisti, insegnante ai corsi di formazione per maestri di sci e responsabili della sicurezza sulle piste - ci regala un manuale ricchissimo di informazioni, grafici, tabelle, illustrazioni, l’esperienza di una vita.

ADAMELLO 1963-2013

Era doveroso per la sezione ANA Vallecamonica ricordare i 50 anni dei pellegrinaggi in Adamello con un programma che evidenziasse il legame che unisce gli alpini all’Adamello, le cui cime raccontano gli atti di eroismo e la quotidianità vissuti da migliaia di nostri giovani negli anni della Guerra Bianca. Tra le varie iniziative che hanno coinvolto il territorio valligiano e in particolare il comune di Temù, culla del pellegrinaggio, c’è questa pubblicazione, sintesi e memoria di incontri tra “veci” e “bocia”, di emozioni vissute da chi ritornava su quei campi di battaglia, di dolore per un amico perduto, di orgoglio per il dovere compiuto. Il libro ripercorre, anno dopo anno, la storia del pellegrinaggio, col passare degli anni divenuto manifestazione nazionale. La documentazione agli atti del gruppo di Temù dice che il 1° raduno-pellegrinaggio si ebbe nel 1963, ma già molti anni prima il Tonale e l’Adamello erano meta di tante penne nere. Il numero de “L’Alpino” del maggio 1924, in un box in prima pagina intitolava: “Adamello! Quest’anno tutti in Adamello!”. Era un invito a partecipare al Convegno che si sarebbe tenuto quell’anno dal 23 agosto al 2 settembre a Ponte di Legno.

DA VENEZIA A CATTARO

Il volume è stato pensato per ricordare quelle località della costa adriatica e delle isole del Quarnaro e Dalmate che oggi sono parte integrante delle repubbliche di Slovenia e Croazia. Al termine della seconda guerra mondiale molte migliaia di italiani residenti in quelle regioni dovettero lasciare le loro terre e i loro averi, riparando in buona parte in Italia. Il libro oltre a riprodurre oltre 900 bellissime cartoline d’epoca, vuol essere un omaggio a quegli oltre 250.000 esuli.

“Alpini pregate per me”

Un pellegrinaggio che è già diventato una pagina di storia per la sezione di Lecco. Il 4 e 5 marzo, una delegazione di 800 “penne nere” è partita dalle falde del Resegone alla volta di Roma, per partecipare all’udienza generale di papa Francesco, “colorando” piazza San Pietro con una distesa di cappelli. Sono riusciti ad attirare l’attenzione del Pontefice che ha chiesto di poterne indossare uno, prontamente passato da un alpino dell’alta Brianza.

Occhio alla bussola

L’Associazione Nazionale Alpini è una grande realtà, questo è fuori di dubbio. Ma come ogni grande realtà, seria e cosciente del suo ruolo, ha bisogno talvolta di riflettere e di effettuare qualche autoverifica. Quest’anno per l’adunata di Pordenone è stato definito il motto “Alpini: esempio per l’Italia”. Come già spiegato in diversi contesti, il motto non è e non deve essere un’autocelebrazione della nostra Associazione e dei suoi iscritti, ma deve indurci a riflettere pensando a coloro che vedono in noi un riferimento e anche a coloro che ci guardano da più lontano non nascondendo qualche perplessità.

Resistere ad oltranza

Sono un vecio reduce della Tridentina e ricordo che il 2 febbraio 1943 ci siamo fermati due giorni a Schebekino e un capitano arrivato fra i primi riservò una casetta per gli ufficiali superiori e i generali.

Vox populi, vox dei

Grazie direttore per l’editoriale e in particolar modo per lo spazio, l’attenzione e le risposte che vuoi e sai dare agli alpini e ai non alpini che ti scrivono esprimendo piaceri, delusioni, critiche, appelli e suggerimenti.

L'imboscato e l'ufficiale

Spero di avere interpretato male le parole dell’alpino Mantero di Savona, tantomeno la sua risposta. Un imboscato che faceva fughe coperto addirittura da un ufficiale?

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