Al cimitero di Milovice
Nel cimitero di Milovice, a nordest di Praga, sono sepolti 5.276 militari italiani, fatti prigionieri sul Carso dall’esercito austro-ungarico e internati in quel campo dove morirono di fame e malattie. Quindici anni fa l’attuale presidente della sezione di Belluno Angelo Dal Borgo e Lino Chies della sezione di Conegliano promisero di organizzare ogni anno un pellegrinaggio in quel campo disseminato di croci di legno, per molti anni adibito a base sovietica.
Un grazie sommesso
Vi scrivo per ringraziare tutti gli Alpini che si stanno adoperando infaticabili e preparati nelle nostre strade invase dal fango. Ho visto colonne di mezzi ANA della Protezione Civile arrivare anche da regioni lontane.
I tre dell’Ave Maria
In Valsesia, dove le loro gesta erano sulla bocca di tutti, venivano chiamati i “tre dell’Ave Maria”. Erano legati tra loro da un sentimento vero e duraturo, amici che ogni volta si ritrovavano in paese per un breve periodo durante l’inverno e diventavano una valanga che tutto travolgeva e coinvolgeva. La notizia del loro ritorno si spargeva in un lampo, costringendo addirittura i padri più protettivi a confinare nelle camere le figlie, così attratte da siffatti spiriti liberi. Erano giorni di festa per i tre compari e, si sa, la vera festa significa baldoria e trasgressione. Gli alagnesi perdonavano loro questi eccessi in quanto questi figli esuberanti rappresentavano, con le gesta da loro compiute nella vita militare, l’essenza della vita in montagna, dura e ricca di sfide che tempra gli uomini e le cose. Parliamo di due Alpini doc, Giacomo Chiara e Giovanni Gualdi, e dell’aviatore Alberto Giacomino.
Orgoglio italiano
Con grande interesse ho letto il suo editoriale pubblicato su L’Alpino di novembre dal titolo “Segnali che inquietano”. Mi sono sentito interpellato dalla sua conclusione nella quale scrive: “Tenere duro su questi valori non è questione confessionale, ma di civiltà.
Alpino… in mare
È un bel ritorno quello della nave “Alpino” che rinasce a Riva Trigoso (Genova), nel luogo in cui nel 2006 il libro di bordo si era chiuso, dopo quarant’anni di onorato servizio. La nuova fregata “Alpino” risponde alle esigenze tecnologiche e di flessibilità della flotta della nostra Marina Militare, ed è la quinta di una serie di dieci Fregate Europee Multi Missione, commissionate a Fincantieri dalla Marina nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, in coordinamento con l’Organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti.
“Albanaia” al Filodrammatici
Il coro ANA di Milano parteciperà allo spettacolo teatrale “Albanaia”, tratto dall’omonima opera di Augusto Bianchi Rizzi, presentato in prima nazionale al Filodrammatici di Milano dal 27 gennaio al 1° febbraio 2015. La rappresentazione, a regia di Bruno Fornasari, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dell’attore e co-direttore artistico del teatro Tommaso Amadio e di 18 coristi che non canteranno in formazione, ma saranno parte attiva dello spettacolo.
Errare humanum est
Ho letto la lettera di Beppe Orsello apparsa sul numero di novembre, con la quale segnala errori e refusi apparsi su L’Alpino. Penso che Orsello, prima degli altri, debba correggere se stesso. Alla fine della lettera fa i complimenti al giornale “(sia nei contenuti, che per l’impaginazione)”. Credo sia una forma errata.
Il problema immigrazione
Leggo molte lettere sul vostro mensile e su altri giornali e sono più quelle a favore dell’accoglienza che del respingimento degli immigrati siano essi provenienti dall’Africa e dall’est o quelli ormai stanziali di etnia Rom e Sinti. Questo sentimento fa onore a chi ne è il portatore e nessuno può confutare che il Corpo degli Alpini non sia all’apice di questo nobile sentimento di solidarietà.
Rispettate il regolamento
Carissimi Alpini, sono moglie e mamma di Alpini. Vi seguo nelle vostre iniziative con tanto affetto e a questo proposito vi racconto il fatto. Mentre ci preparavamo per andare in chiesa per la Messa sentiamo arrivare la banda, il corteo di autorità e di cittadini per la commemorazione del 4 Novembre.
Basterebbe chiedere aiuto agli alpini
Gentilissimo direttore, la ringrazio per la bella rivista che ci onora poter leggere. Sono un amico, simpatizzante degli Alpini e da vent’anni iscritto nella Protezione Civile ANA. Ho avuto la gioia di aiutare tante persone: dalla Versilia a L’Aquila, passando dall’Albania. Ora sono addolorato, particolarmente quando arrivano notizie di alluvioni, smottamenti o altre comunicazioni di disastri ambientali.
In dialetto no
Da qualche tempo nella mia Sezione è nata, a causa mia, una controversia, il tema della quale vorrei sottoporti per chiarire una volta per tutte la stessa: riordinando la biblioteca sezionale, ho ritrovato la nostra “Preghiera dell’Alpino” scritta in dialetto da uno dei nostri maggiori poeti Alpini e, a mio giudizio, leggerla durante le cerimonie celebrate per i nostri amici “andati avanti”, sarebbe un omaggio ai nostri vecchi e alle nostre tradizioni che stanno scomparendo.
Testimoni di bontà
Flebili raggi di luce filtrano tra i ricami delle guglie, mentre alcuni piccioni frullano sopra il sagrato della basilica e attorno al grande abete. L’albero addobbato è una tradizione a Milano, come il panettone e le “vasche” per le vie del centro in cerca degli ultimi regali, in un’atmosfera gioiosa e insieme malinconica, tipica del Natale. Da qualche lustro la Messa degli Alpini in Duomo è entrata a pieno titolo tra i riti della tradizione.
