Errare humanum est
Ho letto la lettera di Beppe Orsello apparsa sul numero di novembre, con la quale segnala errori e refusi apparsi su L’Alpino. Penso che Orsello, prima degli altri, debba correggere se stesso. Alla fine della lettera fa i complimenti al giornale “(sia nei contenuti, che per l’impaginazione)”. Credo sia una forma errata.
Il problema immigrazione
Leggo molte lettere sul vostro mensile e su altri giornali e sono più quelle a favore dell’accoglienza che del respingimento degli immigrati siano essi provenienti dall’Africa e dall’est o quelli ormai stanziali di etnia Rom e Sinti. Questo sentimento fa onore a chi ne è il portatore e nessuno può confutare che il Corpo degli Alpini non sia all’apice di questo nobile sentimento di solidarietà.
Rispettate il regolamento
Carissimi Alpini, sono moglie e mamma di Alpini. Vi seguo nelle vostre iniziative con tanto affetto e a questo proposito vi racconto il fatto. Mentre ci preparavamo per andare in chiesa per la Messa sentiamo arrivare la banda, il corteo di autorità e di cittadini per la commemorazione del 4 Novembre.
Basterebbe chiedere aiuto agli alpini
Gentilissimo direttore, la ringrazio per la bella rivista che ci onora poter leggere. Sono un amico, simpatizzante degli Alpini e da vent’anni iscritto nella Protezione Civile ANA. Ho avuto la gioia di aiutare tante persone: dalla Versilia a L’Aquila, passando dall’Albania. Ora sono addolorato, particolarmente quando arrivano notizie di alluvioni, smottamenti o altre comunicazioni di disastri ambientali.
In dialetto no
Da qualche tempo nella mia Sezione è nata, a causa mia, una controversia, il tema della quale vorrei sottoporti per chiarire una volta per tutte la stessa: riordinando la biblioteca sezionale, ho ritrovato la nostra “Preghiera dell’Alpino” scritta in dialetto da uno dei nostri maggiori poeti Alpini e, a mio giudizio, leggerla durante le cerimonie celebrate per i nostri amici “andati avanti”, sarebbe un omaggio ai nostri vecchi e alle nostre tradizioni che stanno scomparendo.
L’amore di una vita
«Enrico era colto. In sua compagnia si poteva colloquiare di qualsiasi argomento perché mai lo si coglieva impreparato o senza parole. Taceva solo della Russia. Taceva la sua sofferenza lunga 142 mesi. Partì la notte di Natale del 1941 e tornò il 13 febbraio del 1954. Questa data rappresentava per lui una seconda nascita». Si potrebbe stare ore ad ascoltare la signora Imelda Tosato Reginato. Una voce musicale la sua con quel marcato accento francese che fa ruggire le r e scivola sulle c. Ecco allora che le parole si susseguono leggere e indugiano solo quando la mente ripercorre i momenti tristi, di dolore come la morte di suo marito Enrico, Medaglia d’Oro al Valor Militare, tenente medico del battaglione Monte Cervino.
Il dovere di avere doveri
I nostri reduci
Sono il vice capogruppo di un paese di 4mila persone, volevo portare al suo giudizio un problema ormai noto ma con ancora tanta confusione fra i Gruppi. Già diversi anni fa alcuni soci mi chiesero spiegazioni perché dopo la morte di un reduce di guerra al suo funerale non gli si poteva far onore con il cappello alpino e il gagliardetto perché non era iscritto a nessun Gruppo ANA.
CD+DVD “Dalla tradotta al Piave”

Il concerto “Dalla tradotta al Piave, solo andata” con il Coro ANA Milano e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, andato in scena lo scorso 3 novembre all’Auditorium di Milano, è disponibile in un cofanetto contenente DVD e CD in confezione speciale ad un prezzo promozionale (idea regalo di Natale) di 15 euro, più spese postali.
Si può ordinare a: venditaonline@self.it (www.self.it) oppure chiamando il numero 02-50901245 della casa produttrice SELF; in alternativa dal sito del Coro ANA Milano www.coroanamilano.it
Riuniti alle Stelline
Nella splendida cornice di Palazzo delle Stelline a Milano, come consuetudine, domenica 16 novembre ha avuto luogo uno degli appuntamenti associativi di maggior rilievo, la riunione dei presidenti di Sezione. Una mezza giornata di incontri e di confronti sui temi salienti che riguardano la vita associativa di questo periodo. Erano presenti 78 Sezioni su 81.
Il cappello alpino
Leggo L’Alpino da quando ho messo il cappello alpino nel lontano 1941, mi tuffo nella lettura con sana avidità, leggo l’editoriale, le lettere al direttore, alpinità, sentieri, programmi, alpino chiama alpino, vita delle Sezioni e dei Gruppi… ed è un bagno di alpinità.
La cura di Paolo Tormen
Il talento è sempre nascosto. Poi, a tempo debito come tutti i frutti, viene a maturazione ed esce allo scoperto. Qualche volta proponendosi, qualche volta imponendosi. Qualche altra ancora, sussurrando, quasi a chiedere scusa per una visibilità non cercata. Se volete, è un po’ l’indole contadina che rifugge dal clamore. La terra ha i tempi della meditazione e del silenzio. Se poi questa terra è accovacciata tra le cime dei monti, la discrezione si fa ancora più profonda, quasi impenetrabile.

