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martedì, 23 Luglio, 2019

La Bandiera del 6° Alpini fra orgoglio e applausi

Era uno spettacolo molto atteso, quello del passaggio della Bandiera di guerra del 6° Alpini per le vie della città, appuntamento suggestivo dell’Adunata, secondo solo alla grande sfilata della domenica per partecipazione della gente e spettacolarità. L’Adunata è un insieme di momenti racchiusi nello spirito alpino: l’alzabandiera del venerdì mattina, l’arrivo della bandiera di uno dei reggimenti, la sera; la resa degli onori ai Caduti, l’incontro con gli alpini che vivono lontani dall’Italia… e via via fino alla sfilata e all’ammainabandiera che chiude questo grande incontro. La bandiera del 6° Alpini è uscita dal palazzo Alti Comandi di piazza Diaz preceduta della fanfara della brigata alpina Taurinense, scortata da una compagnia del 6° e una compagnia mista del 2° Trasmissioni e del 24° di manovra di Merano.

Il sindaco Spagnolli: grazie, alpini, grazie concittadini

Sono un Sindaco fortunato: ho potuto vedere nella mia città un’Adunata Nazionale degli Alpini, cercata con caparbietà da pochi visionari, concessa con magnanimità e con qualche perplessità dall’ANA Nazionale e vissuta poi con un entusiasmo indescrivibile da tantissimi.

È stato bello. Davvero

“È stato bello”, così ha commentato la stampa, compresa quella di lingua tedesca: “Wir feiern gemeinsame Werte” (“Festeggiamo valori comuni”). “Alpini, tornate”. Nulla sarà più come prima a Bolzano, che lunedì mattina si è svegliata diversa. Eppure le strade erano pulite, come sempre. Come sempre il traffico scorreva, gli autobus erano puntuali alle fermate. Dell’invasione degli alpini restava solo tanta nostalgia perché la città sembrava vuota. Solo sui prati che costeggiano l’Isarco, il torrente che taglia in due la città, c’era qualche tenda smontata fra masserizie pronte per essere caricate sulle auto. L’erba non mostrava alcun passaggio, non una carta per terra. Traffico di biciclette lungo le piste ciclabili, qualche bolzanino passeggiava sui sentieri, con bambini, carrozzine: come sempre.

“Dobbiamo copiare da voi per superare la crisi”

I rappresentanti delle sezioni all’estero e quelli dell’IFMS, la Federazione internazionale dei soldati di montagna, si sono riuniti sabato mattina all’auditorium Haydn: era uno degli appuntamenti più importanti e molto atteso dagli alpini che vengono all’Adunata da tutte le parti del mondo. Sono giunti dall’Argentina, Australia, Belgio, Brasile, dalla sezione Balcanica-Carpatica-Danubiana, Canada, Cile, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, New York, dalla sezione Nordica (Svezia, Norvegia e Danimarca), Sudafrica, Svizzera, Uruguay. Per l’IFMS c’erano il segretario generale della Federazione, lo sloveno gen. Bojan Popgrajc e le delegazioni di Bulgaria, Germania, Francia Slovenia, Spagna e Svizzera.

Il grande abbraccio di Bolzano

L’incontro tra i vertici dell’Associazione e le autorità locali all’Auditorium di via Dante è stato uno dei momenti ufficiali più importanti dell’Adunata di Bolzano, soprattutto per la nutrita presenza in platea, con gli alpini, di numerosi sindaci altoatesini, provincia dove convivono la comunità italiana, sudtirolese e ladina. Ed è stata una standing ovation per il presidente nazionale Corrado Perona con tutto il pubblico ad applaudire le sue espressioni di amore incondizionato per gli alpini e per l’Italia, in un momento delicato per il nostro Paese, concetti che sono stati richiamati partendo da tre parole che componevano il motto dell’Adunata nazionale: amicizia, fratellanza, responsabilità.

Corone e onori ai Caduti dei due fronti

Venerdì mattina, conclusa la cerimonia dell’alzabandiera, da piazza Mazzini, il presidente Perona con il Consiglio Direttivo Nazionale, il comandante delle Truppe alpine e il picchetto d’onore si sono trasferiti al rione di san Giacomo, per rendere omaggio ai Caduti sepolti nel cimitero militare formato da due settori attigui, con soldati dell’esercito austro-ungarico della prima guerra mondiale e altoatesini Caduti nella seconda guerra mondiale nei diversi fronti con l’esercito tedesco.

Con l’alzabandiera parte l’Adunata che farà storia

L’Adunata è stata aperta ufficialmente venerdì mattina, con l’alzabandiera in piazza Mazzini. Alle 9 c’era un quadrato di vessilli, gagliardetti e una compagnia del 2° reggimento alpino Trasmissioni davanti al palco con tre pennoni: per la bandiera italiana, quella dell’Europa e di Bolzano. In prima fila le massime autorità, con il sindaco, il prefetto, il questore, il vice presidente della Provincia Tommasini. Il segretario generale dell’Associazione, gen. Silverio Vecchio - accolto da un caloroso applauso che ha fatto comprendere con quanta partecipazione fosse atteso quel primo momento dell’Adunata - ha dato il benvenuto alle centinaia di alpini e bolzanini che gremivano la piazza.

Alpini, per favore ritornate

Bolzano è un bijou, nemmeno una carta a terra o un fiore calpestato. L’avevano detto, ma non ci si credeva. Sembrava impossibile uscire indenni dall’assalto dei trecentomila. Pareva impossibile alla città dove regna un ordine asburgico, in cui si passa il tempo a pettinare i fili d’erba delle aiuole. E invece ci sono riusciti. «Alpini, per favore ritornate ». Stava scritto così su uno striscione appeso lunedì mattina fuori da un terrazzo, lungo le vie della sfilata. Il giorno dopo l’Adunata, inutile negarlo, i bolzanini si sono risvegliati tutti un poco depressi, intristiti, col magone: mai avrebbero pensato di vivere una simile magnifica baraonda; ora è finita e non vedono l’ora che ricapiti.

In visita al S.O.N. alla caserma Huber

Sabato di buon mattino il nostro presidente nazionale Corrado Perona, accompagnato dal sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e dal generale Fausto Macor, vice comandante delle Truppe alpine e comandante della Divisione Tridentina (nella foto in basso) ha fatto visita agli alpini del SON, il Servizio d’Ordine Nazionale: sono gli alpini che svolgono il servizio d’ordine nei giorni dell’Adunata e tanti compiti per il buon svolgimento della grande manifestazione alpina.

Cittadella alpina: successo record

L’Adunata di Bolzano ha riservato alla Cittadella degli Alpini un successo record inaspettato: in quattro giorni oltre 50.000 visitatori di ogni età hanno affollato gli stand di tutte le specialità delle Truppe Alpine allestiti sui prati del Talvera. Ed è stata proprio la posizione a portare un pubblico senza precedenti a vedere da vicino mezzi, armi ed equipaggiamenti di ultima generazione in dotazione ai reparti alpini e di tradizione alpina.

“Una festa che ha cambiato la città”

Sono rimasti solo tre giorni ma sono riusciti a compiere un piccolo miracolo: coinvolgere nella loro festa una città in genere freddina come Bolzano. L’Adunata degli alpini ha portato una ventata di allegria che ha contagiato tutti, di entrambi i gruppi linguistici. Anche i più scettici che alla vigilia dell’Adunata avevano pensato di “scappare” da quello che immaginavano come un weekend di caos e possibili tensioni etniche, alla fine si sono dovuti ricredere.

Il vescovo Muser: alpini rimanete nella tradizione cristiana

La liturgia ricca di parole d’amore, per il comandamento di pace pronunciato da Gesù agli apostoli riuniti prima dell’Ascensione, di amarsi l’un l’altro, è stata al centro della celebrazione della Messa in Duomo officiata sabato pomeriggio dal vescovo di Bolzano e Bressanone monsignor Ivo Muser. Il quale ne ha tratto lo spunto per proiettarsi nella molteplice realtà altoatesina, dove esistono culture, consuetudini, idiomi diversi che devono ispirarsi ad “una convivenza pacifica, dignitosa e di rispetto per l’altro”. L’omelia è stata pronunciata in un duomo gremito in ogni posto, con autorità schierate in prima fila, fra cui il sindaco Spagnolli, il presidente nazionale Perona, il vice presidente della Provincia Tommasini, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Graziano, e il comandante delle Truppe alpine gen. Primicerj, in una cornice di vessilli e gagliardetti ed il Labaro sull’emiciclo dell’altare.