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martedì, 10 Dicembre 2019

Grazie Piacenza!

Grazie. Grazie ancora cittadini di Piacenza! Grazie per averci consentito giorni di serenità, di amicizia e buon'umore accomunando noi alpini a voi residenti. Grazie per avere sopportato il disagio inevitabile che vi abbiamo creato sperando che sia stato di bellezze della vostra città, nonché di farci apprezzare lo spirito padano che ci accomuna.

Consegnati i fondi raccolti alla Cittadella degli Alpini

I 6.000 euro raccolti alla Cittadella degli Alpini, allestita in piazza Daturi in occasione dell’Adunata a Piacenza, sono stati devoluti all’Amop (Associazione Piacentina Malato Oncologico) per l’acquisto di un ecografo portatile e al laboratorio di immunogenetica dell’ospedale della città per l’acquisto di un congelatore che verrà utilizzato per lo stoccaggio del DNA.

Le voci dell’adunata

Passavano gli alpini del Veneto, per questo Nicola s’è lasciato prendere dall’entusiasmo. Stefani è una delle quattro voci dell’Adunata, le altre sono Manuel Principi...

La Primogenita 165 anni dopo

Non poteva che avvenire al Palazzo Gotico, cuore civico della città, luogo deputato alle assemblee del popolo, la celebrazione del 1650 anniversario dello storico 10 maggio 1848, giorno in cui la città di Piacenza, affrancandosi dal Ducato di Parma e Guastalla, sancì con un plebiscito l’annessione al regno di Sardegna. Stava ormai compiendosi la stagione di quell’anelito patriottico e di speranze - ma anche di delusioni e sconfitte che tuttavia non fiaccarono lo spirito risorgimentale - che avrebbe portato tredici anni dopo all’Unità d’Italia.

L’ammainabandiera pensando a Pordenone

Gli ultimi a sfilare sono stati gli alpini del Servizio d’ordine nazionale e i 141 – un alpino in servizio e uno in congedo – delle bandiere che testimoniano gli anni trascorsi dalla istituzione del Corpo degli Alpini, avvenuta nel 1872.

I Rotariani alpini all’86ª Adunata

Nello splendido clima di partecipazione dell’Adunata gli alpini rotariani, guidati dal presidente generale di C.A. Franco Cravarezza, hanno celebrato il secondo anniversario di costituzione della Amicizia (Fellowship) all’insegna di valori comuni, rotariani e alpini, e dei progetti di solidarietà e di collaborazione di mutuo interesse.

Gocce di generosità

Sono arrivati di buon mattino. Tute gialle, pale in mano, hanno iniziato a lavorare nel giardino del quartiere. Dalle finestre dei palazzi i più curiosi si erano affacciati, mentre i passanti elogiavano l’intervento, perché da troppo tempo quel pezzo di verde circondato dagli edifici era lasciato a se stesso e all’incuria dell’uomo: arbusti cresciuti in modo incontrollato, vialetti resi invisibili dalle erbacce, fango ovunque.

PC, missione compiuta

È un fatto consolidato che i volontari della Protezione Civile ANA, impegnati in molteplici attività connesse con l’Adunata Nazionale, siano sempre più coinvolti e indispensabili sul territorio. La visione generale dell’evento Adunata, le diversificate esperienze vissute in questi ultimi anni, e in particolar modo il coinvolgimento nei molteplici fatti organizzativi, ha imposto alla P.C. ANA di assumere la direzione di tutto il volontariato coinvolto, oltre che essere i referenti presso la Prefettura per il coordinamento di Enti ed Istituzioni coinvolte.

In 80mila alla Cittadella degli Alpini

A Piacenza la Cittadella degli Alpini ha segnato un nuovo record di affluenza, con oltre 80.000 visitatori in quattro giorni. Nata a Cuneo nel 2007, l’esposizione dinamica di tutto quanto riguarda gli Alpini in armi – dalla montagna alle missioni estere, passando per tutte le specialità delle Truppe Alpine – è ormai diventata un appuntamento fisso di ogni Adunata.

Un “amico” importante

Spaghettata condita con la bagna cauda, a Buones Aires, dagli alpini. Ed un ospite particolare che sarebbe entrato nella storia pochi mesi dopo: il cardinale Jorge Mario Bergoglio, l’attuale papa Francesco. “Un amico”, dice Fernando Caretti, presidente della Sezione Argentina, venuto a trovarci all’ufficio stampa nei giorni dell’adunata di Piacenza con il figlio Aldo.

I giovani, nuovi emigranti

Per un alpino all’estero il richiamo dell’Adunata è qualcosa di più della festa e della gioia di incontrare nuovamente i compagni lontani, perché i colori del cuore e del tricolore sono più accesi, perché ritornare con il cappello in testa per quanti sono emigrati tanti anni fa, in una parola, significa Italia.

L’Adunata? Bella, ma con qualche disagio

Sabato notte alle quattro del mattino, avendo nelle vicinanze un gruppetto di alpini che ancora cantava, suonava, brindava e alla frase di mia moglie: “...stanno esagerando!” mi è venuto in mente un articolo sul quotidiano “Libertà”: “...Una grande festa che coinvolge il centro storico della città era una buona idea, ma forse sarebbe stato meglio organizzarla in modo più adeguato... Bella la musica, l’allegria e i cori anche fino a tarda notte, ma chi vive in quel centro-famiglie con bambini e anziani, persone che al mattino si devono alzare presto per andare al lavoro e se decine di alpini e simpatizzanti si concentrano sotto i gazebo dei bar cantando a squarciagola accompagnati da tamburi e trombe, e se tutto va avanti per diverse ore consecutive fino alle cinque del mattino, è un vero incubo.