Un anno di volontariato dell’Ana riassunto nel Libro Verde

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Oltre 2 milioni di ore di lavoro volontario nel senso più puro del termine, perché nessuno del personale impegnato ha percepito un solo euro, monetizzabili (al costo orario medio di un manovale in Lombardia) in un controvalore di oltre 57 milioni di euro. E ben 4,54 milioni di euro di offerte in denaro. Sommando tutto, si ottiene un valore di oltre 61 milioni di euro.

Sono le cifre racchiuse nel Libro Verde della solidarietà edizione 2022, che è stato presentato nella sede della Associazione Nazionale Alpini, a Milano.

“Si tratta di cifre sicuramente approssimate per difetto – ha ricordato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero –, perché molti Gruppi e Sezioni di penne nere sono piuttosto restie a comunicare quanto fatto a favore delle loro comunità ogni anno”.

“Gli alpini – ha continuato Favero – sono uomini del fare ed operano da decenni praticamente in ogni campo, ovunque si manifesti una necessità o ci sia bisogno di solidarietà. E lo fanno nel più puro spirito del Terzo Settore, pur mantenendo orgogliosamente la loro natura di Associazione d’arma: un binomio in cui a nostro avviso non si ravvisa alcuna incompatibilità, proprio perché le penne nere sono volontari allo stato puro, praticamente senza eguali”.

Offerte e ore di lavoro sono andati, in percentuali diverse e proporzionate alle necessità, a favore di anziani, alpini in armi, raccolta del Banco alimentare, comunità locali (per il 37%), enti benefici (10,4%), manifestazioni patriottiche, missioni, parrocchie, profughi dell’Ucraina, Protezione Civile (18,8%), scuole, giovani e manifestazioni sportive.

E non è mancato il sostegno, anche finanziario, ad alcune realtà solidali e meritorie, sia collaborando direttamente con i propri soci, sia veicolandone il messaggio, come Banco Farmaceutico, Isal, Rondine, Associazione italiana per la lotta al neuroblastoma, Airc, Ail, Banco alimentare e la meravigliosa realtà della Fondazione don Carlo Gnocchi.

Un risultato che possiamo definire straordinario per una Associazione che, pur scontando una contrazione numerica per scarsità di ricambi causata dalla sospensione della leva nel 2004,  conta ancora su numeri ragguardevoli, con circa 315mila tra alpini, aggregati ed amici. E, soprattutto, su organizzazioni come la Protezione Civile Ana, forte di oltre 13mila persone perfettamente formate e sempre pronte ad intervenire ovunque (l’abbiamo visto anche in agosto, con l’emergenza Stromboli, quando le penne nere sono state le prime a muovere). Senza contare l’Ospedale da campo, il più grande ed attrezzato tra quelli non militari, che viene costantemente manutenuto ed adeguato a normative e livelli sempre in divenire.

Notevole anche l’impegno profuso nei Campi scuola per i giovani, estesi da un paio d’anni con crescente successo a ragazzi e ragazze dai 16 ai 25 anni: un modo concreto per trasmettere i valori dell’Associazione Nazionale Alpini ai giovani, che si dimostrano entusiasti dell’esperienza e della positiva ricaduta di esempio e condivisione.

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