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domenica, 25 Febbraio 2024

PORDENONE – Sessantamila volte grazie!

Durante l’Assemblea dei Delegati della Sezione di Pordenone, il Presidente nazionale Sebastiano Favero è intervenuto per ricevere simbolicamente l’assegno di 60mila euro, frutto di una parte della raccolta dei 72 Gruppi della Sezione di Pordenone.

Premio fedeltà alla montagna a Vernante

I prossimi 26 e 27 agosto il gruppo alpini di Vernante (Sezione di Cuneo) ospiterà il 37º Premio fedeltà alla montagna, assegnato per il 2017 a Michelino Giordano, artigliere alpino del Gruppo Aosta, che gestisce con la famiglia l’azienda “Isola”. 

Impegniamoci per il nostro futuro

Siamo freschi reduci dalla nostra Adunata nazionale, quest’anno tenutasi a Treviso, dove abbiamo vissuto momenti intensi di ricordo del Centenario della Grande Guerra, proprio lì nei luoghi dove dopo la rotta di Caporetto sul Grappa, sul Montello e sul Piave i nostri soldati e l’Italia intera seppero riscattarsi, dove per la prima volta gli italiani si sentirono uniti. Fu allora, io credo, che l’Italia divenne una nazione e che gli italiani acquisirono una propria identità di popolo. 

Il bene porta bene

Anche se da ogni numero de L’Alpino troverei spunto per scriverti, oggi non posso farne a meno. Innanzitutto brevità come tu scrivi. Vengo al punto. Approvo in toto la lettera dell’artigliere da montagna (come il sottoscritto) Fausto Oggionni (Riflessioni di un ateo, L’Alpino, maggio 2017) e la tua risposta. 

Pellegrinaggio in Albania

Nel gennaio scorso si sono riuniti per la prima volta i collaboratori del gruppo di lavoro Grecia- Albania (Commissione Russia- Grecia-Albania), costituito con lo scopo di localizzare le salme degli alpini della Julia sul Monte Golico e, di concerto con il Commissariato per le Onoranze ai Caduti e le autorità albanesi, di provvedere alla loro riesumazione avvalendosi dell’esperienza maturata in anni di ricerche da parte dei componenti la commissione: Guido Aviani Fulvio della Sezione di Cividale, Manuel Grotto della Sezione di Vicenza e Ilario Merlin, Presidente della Sezione di Pordenone che da oltre un decennio si recano in pellegrinaggio in Albania.

Nasce l’Orta

Fiocco verde alla caserma Pasquali, sede del 9º Alpini. Lo scorso 29 maggio è nato il nuovo battaglione multifunzionale Orta che riprende la denominazione del 4º battaglione Genio pionieri, costituito nel novembre 1975 a Trento e sciolto nel 1993. Il nuovo reparto di circa 300 uomini è un battaglione specializzato nell’emergenza in caso di terremoto o di gravi eventi atmosferici ed entrerà in piena operatività entro un anno.

La nostra casa

Ci sono luoghi che sentiamo nostri più di altri. Oltre a ragioni storiche o geografiche, c’è senza dubbio una componente legata a un istinto naturale che non si può mettere a tacere. Accade quando si arriva alla rampa di gradoni che salgono al rifugio Contrin con il fiato corto strozzato dall’ultimo ripido tornante. La sud della Marmolada precipita sul pratone costellato di massi erratici, tra il Gran Vernel e la cima Ombretta occidentale, è la sorpresa preparata dalla natura. Un orizzonte inclinato, protagonista di imprese alpinistiche, teatro nella Grande Guerra, allegoria della storia alpina. 

Scommessa vinta

Per gli alpini, si sa, niente è impossibile. Non ci sono le montagne? Le portiamo noi togliendole dai nostri cuori. E così anche una Sezione di pianura come quella di Casale ha potuto organizzare un Campionato di corsa in montagna… e che Campionato! La partecipazione ha battuto ogni record: 47 le Sezioni oltre 550 gli iscritti.

Bagnati e contenti

Nemmeno sull’amena valle di Contrin è riuscito ad interrompere l’ormai – si può ben dire – lunga storia dei raduni nazionali che si svolgono da ben 34 anni presso l’omonimo complesso rifugistico in alta Val di Fassa, dedicato al compianto Franco Bertagnolli, Presidente nazionale Ana della ricostruzione del Friuli. Qualcuno certo all’ultimo ha deciso di desistere, rinunciando al sapore “eroico” d’una risalita a piedi sin sotto le pareti maestose del gran Vernèl e della regina delle Dolomiti - la Marmolada, con il cappello a far da grondaia.

All’Adunata per mio papà

Sono Federica e ho 11 anni. Sono la nipote dell’alpino Luciano e la figlia dell’alpino e “albatros” Cristian. Aspettavo l’Adunata di Treviso da molto tempo ed ero emozionata a parteciparvi come del resto anche tutta la mia famiglia. Ma il martedì prima dell’atteso evento mio papà ha subito un intervento e quindi non è potuto venire e ha incaricato la sottoscritta ad andarci.

La leva del futuro

Romano Prodi, ai tempi del suo ultimo Governo, lanciò l’idea di rendere obbligatorio un servizio di sei mesi alla nazione. Civile o militare, a scelta dei giovani. La proposta, molto interessante, non ebbe seguito. Ora la ripropone Matteo Salvini (dopo che Renzi aveva auspicato un servizio civile obbligatorio) e io la condivido appieno, pur non essendo leghista. Il ripristino del servizio obbligatorio (civile o militare) non è un’idea di destra né di sinistra.

“A” come abusivi

Vi scrivo per avere delucidazioni in merito a qualcosa che non capisco o che semplicemente non so: all’Adunata di Treviso sono rimasto basito nel vedere l’enorme quantità di ‘figuranti’, messi lì a fare numero. Non mi riferisco però alle persone in uniformi storiche, bensì a tutti quegli imboscati, che di caserma non hanno visto nemmeno la porta carraia, messi nello schieramento con la maglietta della Sezione e un cappello alpino in testa (tra l’altro posso fare nome e cognome perché sono tutti vicini di casa mia).

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