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mercoledì, 17 Aprile 2024

Truppe Alpine in vetrina

Come ormai tradizione, anche nella splendida cornice della 90ª Adunata nazionale di Treviso il Comando Truppe Alpine ha allestito la “Cittadella degli Alpini”, vetrina espositiva dei mezzi ed equipaggiamenti in dotazione ai reparti alpini dell’Esercito Italiano. Diventata ormai luogo di incontro e punto di riferimento tra gli alpini di ieri e quelli di oggi, la Cittadella ha costituito anche quest’anno una speciale attrazione per gli oltre 130mila visitatori che nell’arco dei tre giorni dell’Adunata l’hanno popolata, interagendo con gli uomini e le donne in uniforme in un coinvolgente percorso tematico. 

Su due ruote

Sotto lo sguardo severo della Grigna, ancora punteggiata dall’ultima neve, è andata in scena la seconda edizione del Campionato Ana di mountain bike, organizzato a Mandello del Lario. Sabato 29 e domenica 30 aprile, la cittadina in riva a “quel ramo del Lago di Como” immortalato dal Manzoni, si è vestita di Tricolore per ospitare i 236 atleti di 33 Sezioni, che hanno affrontato i due percorsi messi a punto dalla Commissione Sport nazionale. 

Grandi lavori al Doss Trent

Il Museo Nazionale Storico degli alpini in vista dell’Adunata nazionale del 2018, si amplierà e rinnoverà il suo percorso museale. Gli alpini hanno un legame particolare con il Doss Trent, quassù infatti, nel 1935, venne eretto il mausoleo dedicato a Cesare Battisti. Un tempo si pensò a un progetto monumentale dell’Acropoli alpina risultato poi troppo costoso, ma di cui fu realizzata la “Strada degli Alpini” dal distaccamento alpini alla “Verruca” (come una volta si chiamava il Doss Trent). 

Dna Alpino

L’emozione, il ricordo, la speranza. Sono questi i sentimenti che al Teatro Comunale di Treviso hanno accompagnato l’incontro con le rappresentanze all’estero, riassunti nel momento più toccante, con la sorpresa di Danilo Cal, Capogruppo di Toronto che ha dedicato una poesia ad Angelo, il papà alpino del Presidente Favero. A simboleggiare il passaggio generazionale sono saliti sul palco i nipotini di Favero e il cappello del papà, posato su di un tricolore. 

Nel segno della memoria

È venerdì 12 maggio, qualche minuto prima delle 9. Per fortuna le nuvole hanno lasciato il posto al sole che ora scalda l’aria. In Piazza della Vittoria a Treviso tante penne nere. Si respira nell’aria l’eccitazione e la frenesia che precedono le grandi cerimonie. La tribuna è gremita e lungo la via che porta alla piazza, dietro alla transenne, gli alpini e la gente aspettano l’inizio. La piazza è incorniciata dagli alpini schierati con i loro vessilli e gagliardetti e nei loro volti si legge la gioia e la fierezza di essere lì a rappresentare il proprio Gruppo o la propria Sezione. I gonfaloni di città, province e Regione sono allineati. Un trionfo di colori.

L’Adunata siamo noi

«Ma che cosa ci andate a fare tutti gli anni alla stessa trita e ritrita rappresentazione di voi stessi? È sempre la solita minestra!». La domanda di un amico privo di esperienza militare non mi stupisce. Capisco che da fuori l’Adunata possa sembrare ormai ripetitiva. Per tanti di noi e per me non è così.

Uomini di valore

Domenica 14 maggio, prima che iniziasse la sfilata, ho letto su un quotidiano un articolo che mi ha indignato per la ovvietà e la stupidità delle descrizioni fatte dall’autore su noi alpini. Come al solito, ma speravo che ormai nel terzo millennio certe posizioni preconcette fossero state rimediate da un minimo di informazione e di cultura, siamo definiti gli ubriaconi di sempre, pieni di alcol dalla mattina alla sera, un po’ buffoni di corte per il divertimento dei cittadini ospiti. 

Grazie di cuore

Sono un alpino di 68 anni e da 44 anni sono associato all’Ana. Con queste mie poche righe sono da lei per esprimere e per dirle che ogni volta che ricevo il mensile della nostra rivista L’Alpino è sempre una ventata di gioia, dove passo passo ho visto crescere la nostra rivista sia nella grafica, ma soprattutto nei contenuti e negli argomenti interessanti e godibili. 

La mia Adunata del Piave

La mia Adunata del Piave Se non fossi tanto incline alla commozione, come invece sono, probabilmente gusterei molto meno l’Adunata nazionale. Mi sembra quasi che il frequente inumidirsi degli occhi nel corso delle varie cerimonie che si susseguono faccia da condimento al piacere di esser presente. Insomma, il sapore migliora. Dopo tanti anni di partecipazione, l’Adunata, pur con il suo cerimoniale standard, è misteriosamente sempre nuova, tutta da scoprire. 

Ortigara: centenario della battaglia

Ricorre quest’anno il centenario della battaglia sul Monte Ortigara che verrà ricordato il secondo fine settimana di luglio con il pellegrinaggio al Monte simbolo del sacrificio delle penne nere. La commemorazione a carattere nazionale è organizzata dalle Sezioni di Asiago, Marostica e Verona. 

Sul suolo natio

Il tradizionale arrivo della Bandiera di Guerra a Treviso ha assunto un valore speciale: era quella del 7º reggimento alpini, nato a Conegliano nell’agosto del 1887, proprio nella Marca trevigiana dove si è svolta l’Adunata del Piave, ed oggi di stanza a Belluno. Quattro Medaglie d’Argento e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare (una sul Grappa), una Medaglia d’Oro al Valor Civile per essere arrivati primi a soccorrere le vittime della tragedia del Vajont il 9 ottobre 1963, due Croci di Cavalleria dell’Ordine Militare di Savoia: la Bandiera del 7º Alpini è il simbolo di tutti coloro che hanno perso la vita nelle guerre combattute nel mondo.

Insieme si va lontano

È su questa terra, “dove Sile e Cagnan s’accompagna” che gli alpini sono tornati per difendere quel patrimonio etico e di memoria cristallizzato sulle pagine della letteratura alpina, nelle immagini in bianco e nero vecchie di un secolo. Cento anni fa le sofferenze degli uomini al fronte, delle donne tanto coraggiose, delle genti costrette al profugato. 

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