Impegniamoci per il nostro futuro

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    Siamo freschi reduci dalla nostra Adunata nazionale, quest’anno tenutasi a Treviso, dove abbiamo vissuto momenti intensi di ricordo del Centenario della Grande Guerra, proprio lì nei luoghi dove dopo la rotta di Caporetto sul Grappa, sul Montello e sul Piave i nostri soldati e l’Italia intera seppero riscattarsi, dove per la prima volta gli italiani si sentirono uniti. Fu allora, io credo, che l’Italia divenne una nazione e che gli italiani acquisirono una propria identità di popolo. 

     

    E oggi, a cento anni di distanza, di quella eredità cosa è rimasto? Poco, mi verrebbe da dire, se guardiamo allo scarso senso di appartenenza, allo scadimento di valori portanti come la famiglia, la Patria, il dovere, il sacrificio, la fede, la lealtà, l’onestà, la solidarietà sincera e gratuita in una società magmatica che non educa più i propri figli. Grazie a Dio ci sono ancora gli alpini.

    Sì, ci siamo ancora noi che tenaci e testardi come siamo, continuiamo a credere che sia possibile costruire un’Italia migliore in un’Europa e in un mondo migliore, chiedendo a tutta la classe politica di dare un colpo d’ala che aiuterebbe i nostri giovani a crescere e maturare, istituendo concretamente un servizio civile universale finalizzato alla difesa della Patria, ma obbligatorio per tutti, perché vada insegnato loro che i doveri vengono prima dei diritti e possano comprendere che è più gratificante dare gratuitamente che ricevere. Per questo l’Associazione Nazionale Alpini ha già accolto il messaggio che il Ministro della Difesa, sen. Roberta Pinotti, ha lanciato a margine dell’Adunata nazionale, pronti a fare fino in fondo la nostra parte.

    È necessario quindi, in un momento così importante e strategico per l’Ana, che tutte le sue componenti sia istituzionali che operative puntino all’unisono allo stesso obiettivo, avendo come riferimento gli organi statutari preposti, perché non ci possiamo permettere deviazioni di nessun tipo. Nella recente assemblea dei Delegati con la mia relazione morale, approvata all’unanimità, è stata tracciata la linea da seguire. Ad essa intendo fare specifico riferimento improntando l’operare dell’intera Ana.

    Un impegno che ci ha visto e ci vedrà in prima linea è quello in aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia con quattro interventi già avviati ad Accumoli, Arquata del Tronto, Campotosto e Preci, il tutto grazie alla generosità dei nostri soci e delle nostre Sezioni che ci hanno permesso fino ad ora di raccogliere oltre due milioni di euro. Mancano all’appello ancora alcune Sezioni ma penso che, come sempre, tutte faranno la loro parte.

    Fin d’ora un grazie sincero e sentito per la grande generosità dimostrata anche in momenti difficili come quelli che stiamo attraversando. Come sempre un ricordo ai nostri Caduti e a quanti in quest’anno sono “andati avanti”. Un saluto ai nostri alpini in armi, ai nostri soci ed amici, alle nostre famiglie e “armati come siamo di fede e di amore” accingiamoci a percorrere assieme un altro anno associativo con l’augurio che sia per tutti un anno sereno e pieno di soddisfazioni.

    Con affetto, un forte abbraccio.

    Sebastiano Favero