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giovedì, 25 Aprile 2024

Il cappello di mio marito

Sono friulana e vedova di un abruzzese alpino, abbonato e tesserato che amava molto il Friuli. Mio marito adorava partecipare alle Adunate con il suo cappello e non mancava mai una sfilata per cui avevo pensato quest’anno a Pordenone di sfilare con il suo cappello d’alpino.

Terremoto estivo

La tipologia e la complessità degli scenari scelti, la meticolosa preparazione, l’appassionata partecipazione dei volontari, il coinvolgimento di parte della popolazione e l’intensa frequenza di eventi hanno fatto sì che l’esercitazione “Full scale” (“A larga scala”) sembrasse una vera emergenza. Il coordinatore del 4° Raggruppamento Nicola Cianci e i suoi collaboratori sono stati i principali artefici dell’ottima riuscita nella pianificazione dell’esercitazione. Per essere produttiva e ottenere una crescita professionale degli attori impegnati, essa deve tenere in massimo conto il territorio in cui si opera e i rischi al quale può essere soggetto. Quindi, tenuto presente che si era nella Majella settentrionale, il programma ha simulato un rischio sismico.

La prigionia di don Franzoni

Ringrazio la redazione del giornale per avermi fatto pervenire la lettera di Pio Penzo di Modena: nel 1990, fece il viaggio in Russia con noi suo papà, il capitano Alberto Penzo. Pio Penzo nomina un fatto su don Enelio Franzoni, cappellano militare in Russia, sul quale avete fatto un articolo sul giornale dello scorso mese di marzo. Avete fatto un errore.

Firmato l’impegno morale

“Mi impegno a rispettare e a far rispettare le regole che ordinano questo luogo, consapevole che il terreno dove poggiano i miei piedi è sacro alla Patria e vi riposano coloro che hanno dato la vita per garantire a noi la libertà, un luogo intriso dei più alti valori morali che sono propri dell’Associazione Nazionale Alpini e che saranno per me da guida nel servizio di questi giorni e nella vita”. Un vero e proprio giuramento il “Codice di Impegno Morale” che ogni volontario sottoscrive prima di entrare in servizio di sorveglianza al Sacrario di Cima Grappa e che sarà trasmesso ad ogni visitatore che vi giungerà per un omaggio e una preghiera.

Il Giacomini chiede volontari

Molte e di straordinaria suggestione sono le leggende che la tradizione attribuisce ai Monti Sibillini che diffondono su di essi un alone di fascino e di mistero. È sufficiente evocare i nomi e i luoghi per dare libero corso alla fantasia su questo gruppo montuoso dell’Appennino umbro-marchigiano: il Monte Sibilla sul quale si cerca ancora l’antro del mitico personaggio, oppure il Lago di Pilato, piccolo specchio d’acqua di origine glaciale, nel quale ha trovato il suo habitat il “Chirocefalo del Marchesoni”, un piccolo crostaceo d’acqua dolce con la caratteristica, unica nel genere, di nuotare con il ventre rivolto verso l’alto.

Campo scuola: sapore di naja

Ventisei ragazzi per dieci giorni hanno dato vita al primo Campo scuola ANA, allestito a Griante sul lago di Como.

Alpinità anche in pianura

Un bravo al tesoriere per l’editoriale di luglio sull’alpinità. Il concetto di compattezza e povertà non deve essere però associato solo alle popolazioni di montagna, fatto salvo il legame Alpi, alpino, alpinità, ma a tutti coloro che vivevano e letteralmente riuscivano a sussistere solo con i prodotti della propria terra.

Gioiello di pietra

La parte occidentale dell’Altipiano dei Sette Comuni è un luogo di rara bellezza. Le ultime case di Tresché Conca si consegnano ai prati e ai boschi tra i quali serpeggia un’antica strada militare che conduce all’estremità del pianoro. A Punta Corbin (1.077 metri), incastonato tra le rocce, c’è Forte Corbin, un gioiello d’ingegneria militare che domina la Val d’Astico.

In montagna per passione

Questo premio è stato istituito 34 anni fa perché si era capito quanto fosse importante, non solo per gli alpini ma per tutti in Italia, guardare alle montagne, a quel punto di riferimento che vuol dire prima di tutto impegno, sacrificio, disponibilità. Voglio perciò complimentarmi con il vincitore di quest’anno, unitamente alla sua famiglia; sono la sintesi indovinata di quello che la nostra Associazione vuole esprimere con questo premio: quel modo silenzioso ma vero di impegno, quel guardare alla montagna come una risorsa da amare e rispettare”.

Settant’anni in gloria

Si sono ritrovati a Scapoli, Pizzone, Rocchetta a Volturno e il giorno seguente a Colle Rotondo, in quel Molise entrato a far parte della vita di tanti alpini e della nostra storia, per celebrare la ricorrenza della conquista di Monte Marrone e della vittoriosa battaglia delle Mainarde che segnano la rinascita, dopo l’8 settembre 1943, del ricostruito Esercito Italiano. Il raduno ha avuto inizio a Scapoli il 20 giugno con la cerimonia dell’alzabandiera, accompagnata dall’Inno Nazionale suonato dalla banda del gruppo di Sant’Agapito e con la deposizione della corona alla lapide inaugurata dal presidente Moro, alla presenza di tanti alpini provenienti da tutt’Italia e dei consiglieri nazionali Curasì, Di Nardo, Greco, Robustini e Sonzogni.

L’Aquila, la più bella del reame…

Se saremo tutti uniti faremo della nostra città la città più bella del reame. Così recitava un detto del 1200, che cito a braccio per il suo messaggio ancor oggi attualissimo. Parafrasando potremmo dire che questa è la storia che si ripete ad ogni nostra Adunata. Una volta l’anno, un capoluogo scelto dagli alpini fa di una città italiana, la più bella d’Italia. Quasi la meta di un corteo nuziale, dove fiumi di uomini giungono da ogni parte, del Paese e del mondo, a portare il regalo della loro festosa presenza e i suoi preziosi valori. Sono i valori dell’allegria, della fratellanza, della solidarietà, dell’amore di Patria, del valore della famiglia, dei sentimenti religiosi...

Papà Perrucchetti

Quando posso seguo il coro Montenero della mia Sezione, e nell’ultima trasferta fatta a Romano di Lombardia ho conosciuto una ragazza che si è laureata in filosofia, discutendo la sua tesi sul generale Perrucchetti. Il giorno successivo ci siamo nuovamente incontrati e mi ha regalato la sua tesi di laurea con allegato un foglio scritto la sera stessa dopo il concerto.

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