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giovedì, 25 Aprile 2024

TUCC UN

“Tucc Un” (titolo che riprende il motto del battaglione Ivrea), è un’opera in due volumi dedicata al battaglione dalla nappina bianca, il reparto che ha portato il nome della città di Ivrea, sede dal 1887 al 1935 del 4° reggimento Alpini. Le vicende piccole e grandi di questo reparto - composto da giovani delle valli piemontesi ma anche da un buon numero di liguri, bergamaschi e parmensi - sono inserite nel contesto delle varie epoche, per meglio comprendere le azioni del battaglione alla luce dei fatti storici. L’opera, imponente e costata tre anni di lavoro, è impreziosita da numerose belle foto in bianco e nero.

LE ORME E LE FERITE DELLA MEMORIA

Il libro, voluto dal gruppo di Collegno, è un omaggio a tutti i collegnesi caduti nelle guerre dello scorso secolo. La ricerca ha preso avvio dall’esame delle lapidi commemorative presenti sul territorio comunale ed è proseguita consultando l’archivio storico, lo stato civile, l’anagrafe e la biblioteca della Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino. Per chi ha avuto un parente o un conoscente partito e non più tornato sarà come ritrovarlo e seguirlo nelle vicende che ha vissuto prima della morte. Leggerlo servirà a stimolare la riflessione sulle vicende belliche del Novecento.

ROSSOSCH IN DUE LIBRI

È in ristampa il libro “Ritorniamo a Rossosch – Operazione Sorriso” di Sebastiano Favero, Cesare Poncato e Lino Chies, che racconta la storia della costruzione dell’Asilo Sorriso a Rossosch e dei suoi primi vent’anni. La ristampa riporterà tutte le integrazioni segnalate dopo la prima edizione (compresa quella del prof. Guido Vettorazzo) con l’aggiunta di 16 pagine sulla cerimonia di Rossosch per il ventennale dell’asilo. Sempre a cura della Commissione Nazionale Rossosch e grazie alla disponibilità di Bortolo Busnardo, Lino Chies, Sebastiano Favero e Cesare Poncato, è uscito il libro del prof. Alim Morozov “La mia scoperta dell’Italia e degli Alpini, 1942 - 2012”. La pubblicazione è stata resa possibile grazie al contributo economico di Luciano Mazzer di Conegliano, nel ricordo dei due zii Giacomo ed Enrico, (artiglieri da montagna del 3°, dispersi in Russia) e alla traduzione di Gianna Valsecchi.

1918/19 – Dalla vittoria al ripristino dei territori liberati

L’autore, socio del gruppo di Pianzano e consigliere emerito della sezione di Conegliano, ci racconta alcuni aspetti della prima guerra mondiale, in particolare il periodo da giugno a novembre 1918, che vide l’ingresso al fronte dei “ragazzi del ’99”. Anche i reparti di Arditi furono potenziati trasformando i soldati italiani da difensori ad attaccanti. Nella seconda parte del libro si rende merito all’80ª Divisione alpina e al Genio militare che, insieme a molti prigionieri austro ungarici, dal novembre 1918 all’aprile 1919, ripristinò territori e fiumi in tempi brevissimi. Un’opera comune che gettò le basi per l’unione dei popoli d’Europa.

LA STAZIONE DI CALDÈ

È la storia dei quattro fratelli Albertoli: uno reduce di Russia, uno partigiano, gli altri due impegnati a favorire la fuga in Svizzera, prima dei prigionieri alleati evasi dopo l’8 settembre e poi di ebrei e perseguitati politici. La struttura in cui operavano, che faceva capo al CNL, era chiamata “Centro di Caldè” e prendeva il nome dalla stazione ferroviaria dove arrivavano i fuggitivi. Verso la conclusione si accenna alla storia dei fratelli Zampori, arruolati a forza nella Divisione Monterosa e fucilati in Garfagnana. Il loro padre, Clemente, colonnello degli alpini, Medaglia d’Argento al Valor Militare e socio fondatore dell’ANA, riposa nel cimitero di Castelveccana, vicino a Luino.

CAMPIONATI SCIISTICI DELLE TRUPPE ALPINE

Il libro, illustrato con più di 200 fotografie a colori, racconta tramite immagini la storia dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine, la grande manifestazione sportiva e militare alla quale partecipano atleti e squadre di nazioni dalla tradizione alpina. Particolare risalto è dato alla gara regina dei CaSTA, la gara dei plotoni, nella quale formazioni delle Truppe Alpine, team stranieri e rappresentative di altre Unità delle Forze Armate si confrontano al fine di verificare lo stato ed i progressi dell’addestramento mirato a muoversi, sopravvivere e combattere in montagna e con gli sci.

Parole antiche sempre nuove

«Qui, noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia.

Qui, noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia uguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato. Ma non come atto di privilegio, bensì come una ricompensa al merito. La povertà non costituisce in questo un impedimento.

Diversamente giovani

Come ogni anno si è celebrato il 27 gennaio il giorno della memoria, una ricorrenza internazionale. È mirabile vedere come le istituzioni ed i mezzi di comunicazione si prodigano nel documentare e mantenere vivo quel terribile ricordo specie nei giovani, che fortunatamente non hanno vissuto tale tragedia.

Grazie, dopo tanti anni

Caro Direttore, pur essendo a conoscenza del fatidico passo, leggendo sulla pag. 4 del nostro giornale di gennaio "Dopo tanti anni..." non posso che provare tanta nostalgia per un lungo periodo di collaborazione giornalistica sempre intesa a migliorare il nostro approccio con i lettori. Basile ha fatto una scelta e con lui la stessa Associazione Nazionale Alpini, personalmente ne sentirò la mancanza, tra di noi c'era molta sintonia, sincerità, franchezza e alto spirito di collaborazione.

Territorio d’eccellenze

La gran parte dei vini sulle nostre tavole e in quelle del resto del mondo. Oppure gli idromassaggi che spopolano nelle lussuose dimore dello star system hollywoodiano. Ma anche le “Ferrari” dei pianoforti, utilizzati dai più grandi musicisti, o ancora uno dei primi campioni del mondo di boxe che ha fatto sognare una nazione nel periodo della seconda guerra mondiale. Che cos’hanno in comune tra loro tutte queste cose? Semplice: l’origine in provincia di Pordenone.

In breve – febbraio 2014

Notizie in breve.

L'Adunata: una condivisione gioiosa

Egregio direttore, a maggio c’è stata nella mia città, Piacenza, l’Adunata nazionale degli alpini. È stata un’esperienza meravigliosa, allegra, educativa. Gli alpini hanno lasciato la mia città migliore, più bella e più ordinata, ma soprattutto hanno migliorato noi piacentini facendoci scoprire doti che non sapevamo di avere e facendoci sperimentare la convivenza e la condivisione gioiosa.

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