Il discorso di Mattarella
Ho atteso con trepidazione l’arrivo de L’Alpino per vedere se ci fosse qualcosa sul discorso del Presidente della Repubblica Italiana di fine anno, dove Mattarella paragonava i diciottenni partiti e morti al Fronte per l’Italia ai diciottenni che sarebbero andati a votare alle ultime elezioni.
L’illacrimato
Mi riferisco alla lettera di Damiano Rech uscita su L’Alpino di febbraio 2018 per aggiungere che Umberto I era molto immeritatamente soprannominato “il re buono”.
La manichea volontà di dividersi
Quando arriva L’Alpino è una festa. Un grazie a tutta la redazione. Bruno, la tua onestà intellettuale ti farà restare “don”. Ma va bene così, intendiamoci. A proposito del Tricolore italiano con la stella rossa al centro, posso dire anch’io, però come l’alunno dell’ultimo banco, che quelle bandiere io le ho proprio viste sfilare (avevo sei anni) qui per Gorizia, nel 1945 ed erano le bandiere dei partigiani italiani della zona, per la maggior parte comunisti e socialisti, che vagheggiavano la Venezia Giulia come 7ª Repubblica federativa della Jugoslavia.
Il solito disservizio
Nel fare i complimenti per il nostro giornale che sembra sempre giovane anche se leggendo gli “auguri ai veci” o la rubrica “incontriamoci” capiamo che non è così, non certo per colpa nostra, vorrei segnalare, cosa peraltro nota, che il giornale arriva sempre in ritardo. Anche i numeri di dicembre 2017 e gennaio 2018 mi sono arrivati assieme giovedì 30 gennaio e non è la prima volta.
Retorica di facciata
Leggo su L’Alpino la nuova iniziativa voluta dalla presidenza dell’Ana. Inutile dirti quanto sia importante e soprattutto quanto questa idea sia necessaria. Dal 1955 sono nell’Ana, anzi, dentro l’Ana e condivido anche con qualche se… e ma… certe iniziative, ma questo è un altro discorso. Da anni scrivo che i media Rai, reti televisive varie, stampa radical chic snobbano gli alpini.
Non solo manualità
In occasione di una delle assemblee annuali dei nostri Gruppi, mi ha colpito una lettera che i ragazzi della “Fondazione Exodus” di don Antonio Mazzi, hanno inviato agli amici di Bossico, per una serie di interventi realizzati dagli alpini del Gruppo negli anni 2016/2017 all’Isola d’Elba. Ho cercato di approfondire l’argomento e ho scoperto, con mia grande sorpresa, che i “nostri” hanno partecipato, in gruppo e nel silenzio, a ben 11 spedizioni per un totale di 2.817 ore di lavoro, finalizzate al completamento di un Centro di aggregazione, fondamentale per il percorso di riabilitazione di ragazzi in difficoltà.
I discriminati del Friuli
Ho letto della nascita della Tv con la penna e che l’emittente per il Friuli-Venezia Giulia sarà da Ran Friûl e questo significa che la visione è riservata solo agli alpini della bassa, mentre rimangono esclusi quelli della Carnia e del tarvisiano, in quanto la Ran Friûl non è attrezzata per coprire la zona montana.
“Corrado Perona si racconta…”, serata a Torino
Una serata per parlare di alpini e di alpinità. E’ questo il tema dell’incontro organizzato dalla Sezione di Torino il prossimo 18 aprile, alle ore 21, nella sede di via Balangero 17.
La storia delle penne nere e della nostra Associazione verrà raccontata da uno dei più amati protagonisti degli ultimi anni: il presidente emerito dell’Ana Corrado Perona.
“La Tradotta” presentazione a Milano il 15 aprile
Immagini e musica. E’ questo il leitmotiv de “La Tradotta”, Collana “I Girasoli”, volume realizzato da Massimo Marchesotti che verrà presentato domenica 15 aprile, ore 18, alla Libreria Bocca (in Galleria Vittorio Emanuele a Milano).
La storica libreria ha chiesto a Marchesotti di proporre alcune opere sull’argomento della Grande Guerra in occasione del Centenario. Un tema caro all’artista, sia perché da tanti anni è direttore del Coro ANA di Milano, sia perché nei suoi lavori è da sempre attratto dai temi sociali.
Adesso tocca a noi
Tra tanti eroi alpini la Chiesa ora annovera un altro Beato. È avvenuto a Vigevano, in mezzo alle risaie della Lomellina, tra Milano culla dell’Ana, Borgolavezzaro dove Cesare Ricotti Magnani volle gli “Alpini” e ad una manciata di chilometri da Gravellona dove l’Ana ha costruito una casa domotica per i reduci alpini inabili, ora affidata a Luca Barisonzi. Gli alpini sono ovunque, dove ci sia tenacia o operosità. Lo vediamo arrivando in questa terra dove l’acqua riaffiora dalla falda freatica del Monte Rosa e da invadente e ostile, gestita e incanalata è resa amica e risorsa in un reticolato di risaie e canali. Ma Teresio Olivelli è nato a Bellagio, dove la sua famiglia di Zeme Lomellina si era trasferita per lavoro, sino a quando tornò in Lomellina, a Mortara.
L’esempio di Battisti
Gli alpini della nostra bella Italia, chi in un modo e chi in un altro, stanno commemorando il centenario della Grande Guerra, tragico scontro tra l’Impero austro ungarico e l’Esercito italiano, in lotta per la propria libertà e per stabilire i confini di Stato. Più volte ho letto sul nostro mensile L’Alpino le imprese eroiche di vari alpini tra i quali Cesare Battisti. Quando ero ragazzino, la mia mamma friulana (Carnica) nata nel 1907, mi ha parlato di Cesare Battisti e mi ha insegnato il giuramento pronunciato sul patibolo il giorno della sua impiccagione.
