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sabato, 30 Maggio 2026

TREVISO Il Progetto Bedeschi : un successo eccezionale

'Centomila gavette di ghiaccio' ha debuttato a teatro

ABRUZZI Civitella Roveto: inaugurato il monumento agli alpini nel 50 anniversario del gruppo

Gli alpini del gruppo di Civitella Roveto (L'Aquila), coordinati dal capogruppo Marco Mattei, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione, hanno inaugurato il monumento...

I giovani e la memoria

Cosa fa di noi un popolo?Non la stessa lingua, né il territorio o il modello sociale o il sistema economico ma la storia comune,...

La montagna nei libri, a Milano

Monti in città è la prima libreria della montagna aperta a Milano. E' rivolta a quanti cercano cartografia, guide escursionistiche, manuali sugli sport di montagna, libri naturalistici, ma anche narrativa di montagna, cultura alpina, libri fotografici, video, riviste e così via.

Quei bocia sul monte Guglielmo

Sono stata alla seconda alpinata sul monte Guglielmo (BS). La messa si è svolta con tempo pessimo; ciò nonostante gli alpini erano attenti e composti anche se inzuppati; i gagliardetti si alzavano fradici come chi li portava con orgoglio. Nessuno ha lasciato la vetta prima della fine della Messa. È stata una giornata indimenticabile e, per noi, con la sorpresa della presenza di tanti bocia , a conferma che lo spirito alpino è ancora vivo e che davvero fino a che ci saranno montagne ci saranno alpini .

Enrica Zugni Pilzone di Iseo (BS)

Condivido il suo genuino entusiasmo che sorge da una giornata vissuta intensamente in un ambiente certo non favorevole. Al motto da lei citato aggiungo l'altro: L'alpin l'è semper quel , il che è bello e confortante.

Dialogare con i giovani

Sono in sintonia con il pensiero del presidente Perona che sa dialogare con i giovani. Anch'io prediligo la parola per avvicinarli. Confrontare il proprio pensiero con quello degli altri è una grande forma di crescita personale. È compito degli anziani trasmettere ai giovani i valori di giustizia, fraternità, o­nestà. Chi fa volontariato non deve avere secondi fini, altrimenti verrebbe meno il significato della parola stessa.

Giusi Aosta

È vero: ai giovani occorre parlare, parlare e, alla fine, parlare ancora. Ma non per motti o per battutacce più o meno in rima; bensì spiegando i valori sui quali si basa il nostro volontariato che è teso al bene del prossimo e rifugge dal lucro. Pensiero francescano?Sì, lo scrivemmo quando andammo in Umbria per il terremoto: in quella terra gli alpini si sono sentiti a proprio agio, in uno con i fraticelli del Santo.

Aviere o autiere (alpino)?

Ho prestato servizio a Merano come VFA nel 24º rgt. di manovra che alla visita di leva mi era stato descritto come Corpo alpino . Partii ma a Merano, durante il CAR, ci dissero che eravamo avieri e non alpini. Infatti portavamo le mostrine nero blu da aviere e il cappello con il fregio da aviere! Mi sentii ingannato dallo Stato, ma nel cuore mi sentivo e mi sento tuttora alpino.

Paolo Brunelli Salò

Ma chi le ha detto che lei era aviere? Temo tanto che lei per dodici mesi abbia confuso il termine aviere con autiere. Lei è alpino a tutti gli effetti, gli avieri li lasci negli aeroporti. Il fregio e le mostrine sono del vecchio Corpo automobilistico alpino, il cappello è da alpino, la sua naja è stata da alpino: cosa vuole di più?

La sacralit della nostra Bandiera

Ritengo che il Tricolore dovrebbe rappresentare per tutti gli italiani la sacralità della Patria, ma noi lo vediamo sventolare in manifestazioni calcistiche o, peggio, politiche, dove diventa un mezzo per mostrarsi. In realtà i molti che lo ostentano non sanno che è un emblema sacro. Non è la bandiera dell'Inter (mi scuserà Peppino Prisco di lassù) né quella di un qualsiasi partito.

Gaetano Agnini Desenzano

Si può essere in disaccordo con te? Amaramente debbo aggiungere che buon per noi che compaia negli stadi, e solo per la Nazionale mi raccomando, altrimenti il mare di biancorossoverde esisterebbe solo nelle nostre Adunate, da quella nazionale a quelle di gruppo.

La medaglia d'Oro Antonio Giuriolo

Nel numero di settembre è apparso l'articolo 8º Alpini, cittadino o­norario di Arzignano (VI) . In esso non è stato ricordato, tra le altre personalità che hanno o­norato la cittadina, la Medaglia d'Oro, capitano degli alpini Antonio Giuriolo, caduto a Corona, comune di Lizzano (BO) nel dicembre 1944. Il cippo che lo ricorda, inaugurato dal presidente Ciampi nel 2001, è affidato alle cure del gruppo alpini di Lizzano.

Clara Castelli Lizzano in Belvedere

Prendo doverosamente atto e riporto con piacere la notizia: una nostra Medaglia d'Oro non è mai abbastanza o­norata. E con lui anche tutti gli altri alpini che hanno dedicato se stessi, in pace e in guerra, alla Patria.

Sentirsi alpino

Ho fatto di tutto per fare l'alpino, ma il destino non ha voluto così. Però mi sento alpino anche se non ho fatto quei miseri due mesi di naja alpina; partecipo ai raduni, indosso il cappello di mio nonno, reduce, andato avanti tre anni fa. So di sbagliare ma il cappello lo porto con tutto il rispetto che merita. Vi chiedo: è espressamente la naja alpina a creare gli alpini oppure alpini si nasce?

Lettera firmata

Al momento la risposta non può essere che quella insita nello Statuto: chi non ha fatto almeno due miseri mesi di naja alpina non può godere dei privilegi degli alpini d.o.c. Del resto, il problema è stato più volte sollevato dagli Amici degli alpini. Per ora, comunque, le regole sono queste. Ma è proprio necessario avere il cappello per sentirsi alpino?

Essere, non apparire

Sono rimasto colpito dall'articolo di ottobre sull'esercitazione di P.C. a Borgotaro. Colpito perché chi si è spaccato la schiena per 20 ore al giorno per realizzare questa manifestazione non è stato preso in considerazione. Trovo giusto ringraziare i miei ragazzi e le mie ragazze per quello che hanno fatto senza la smania di apparire o di indossare l'uniforme della P.C. solo per le sfilate.

Michele Iotti Salsomaggiore (PR)

Se tu rileggessi i miei articoli noteresti che rifuggo sempre da aridi elenchi di nomi e di numeri che vellicano l'ego di ciascuno di noi, ma che servono a poco. Nec videar dum sim dicono il 5º alpini e il vescovo di Parma: io cerco di attenermi a questo bellissimo motto, a cominciare da me stesso. Interessa sapere cosa si è fatto, non chi lo ha fatto.

NELL'ULTIMA SETTIMANA

Antonio Palombo

Moreno Ortelli

Floriano Zambon

Marco Cicolin