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domenica, 21 Giugno 2026

Supera i monti, divora i piani

Succede spesso che siano proprio gli alpini a raccontarci storie insolite, impronte ravvisabili ancora oggi lasciate da personaggi poco noti. A tale proposito, qualche tempo fa, per via di quelle strane circostanze che accadono nella vita, Mario Nasatti, alpino del gruppo di Valmadrera (Lecco) ci ha parlato dei Badoni, importante famiglia lecchese. La sua storia si intreccia con le cronache della Grande Guerra, con un approfondimento che ci ha offerto Andrea Bianchi, alpino della sezione di Milano. Noi, alchimisti per gioco, abbiamo unito in un’unica miscela queste due fragranze e… voilà, questo è quanto ne è sortito.

Quarant’anni di… uomini speciali!

Premiare coloro che hanno rappresentato degnamente l’Associazione Nazionale Alpini e i suoi valori, quanti in silenzio hanno saputo aiutare i meno fortunati o le persone in pericolo, accorrere in caso di calamità naturali, essere di supporto alle amministrazioni locali. Questo è lo spirito del premio “L’Alpino dell’Anno”, istituito nel 1974 dal presidente della sezione di Savona Franco Siccardi.

Gli alpini a Roma: “Liberate i marò!”

“Marò liberi” si legge sul paracadute che gli alpini avevano portato in sfilata all’Adunata di Pordenone e che sabato 14 giugno è stato gonfiato dal vento della capitale. Al corteo di Roma, in favore della liberazione di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri di marina ingiustamente detenuti in India, hanno partecipato centinaia di penne nere - presente anche Luca Barisonzi - accanto ai militari di altre Armi, sindaci, politici e cittadini.

Un nuovo servizio militare

Quanto recentemente emerso anche a livello politico, ovvero l’idea di istituire un breve periodo di servizio civile/militare, oltre ad essere un’opportunità formativa per i giovani potrebbe rivelarsi un’iniziativa vantaggiosa per le istituzioni militari e più in generale per il nostro “Sistema Paese”.

Quando si ama non si fa fatica

Mio padre era un alpino, tenente degli alpini. È “andato avanti” qualche anno fa quando la malattia, dopo 15 anni di lotta, non ha avuto più nulla da prendersi. Per me, però, mio padre “andando avanti” è andato anche in alto, è andato oltre…

Delegazione IFMS in Spagna

Su proposta del presidente IFMS dell’ANA Renato Cisilin una delegazione di alpini si è recata in Spagna, presso il Monastero Les Avellanes (Lleida), per onorare i Caduti della guerra civile spagnola (1936/1939). La delegazione, con al seguito i vessilli di Bergamo, Pavia, Torino, i rappresentanti dei gruppi di Moncalieri, Testona, Carmagnola di Torino, Gropello Cairoli, Gorlago, Mozzo, Osio Sotto, accompagnati dai delegati ANA Alessio Granelli e Danilo Perosa con lo stendardo dell’IFMS, è stata ricevuta a Lleida dal segretario dell’IFMS spagnola Esteban Calzada e da altre autorità militari e civili. Nell’Abbazia di Lleida si è tenuta una solenne commemorazione con la Messa celebrata dall’abate priore.

Il Sacrario del Leiten

Caro direttore in occasione del recente raduno di Pordenone ho fatto visita al Sacrario Militare di Asiago detto di Leiten. Come per tante famiglie italiane anche per la mia è un posto importante perché in questi luoghi mio nonno partecipò alla prima guerra mondiale. Già da lontano il Sacrario si staglia imponente su una collina che lo pone in una posizione principesca, al centro dell’altipiano.

Bello il "Tasi e tira"

Sarò nostalgico, ma credo che il nostro “Tasi e tira” sia infinitamente più bello, più profondo e poetico rispetto al triste attuale “Tasi e Imu”.

Federico Fux – sezione di Roma

Il primo è una metafora del servizio, il secondo della “mungitura”.

Forze Armate garanzia di pace

Il 2 giugno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e le più alte cariche dello Stato, hanno reso omaggio ai Caduti deponendo una corona al sacello del milite ignoto all’Altare della Patria, a Roma. Tra i 3.500 militari che hanno partecipato alla rivista militare lungo i Fori Imperiali c’era una Compagnia del 9° Alpini e la fanfara della Julia. Il Labaro dell’ANA ha sfilato su una camionetta militare, scortato dal vice presidente nazionale Nino Geronazzo e il delegato dell’ANA in Roma Federico di Marzo (nella foto qui sopra). Il tema scelto per celebrare il 68° anniversario della Repubblica è stato: “Forze Armate, valori e tradizione dalla prima guerra mondiale alla difesa europea”.

Le testimonianze nella roccia

Nella Grande Guerra l’area del Passo di Monte Croce Carnico era denominata “zona Carnia” contrapposta alla “zona Carinzia” (in Austria) per la quale il comandante, generale Rohr, dispose: “Resistenza tenace sulla cresta delle montagne della Carnia come prima linea”. Il monte Freikofel si trova proprio qui: caratterizzato da una parete quasi a picco sul versante italiano e da un pendio più dolce su quello austriaco. Come gran parte delle cime durante il conflitto anche il Freikofel venne perso e riconquistato più volte nello stesso giorno.

La Linea Cadorna

Lungo “quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno” di manzoniana memoria, poche decine di chilometri a nord del capoluogo, in territorio comunale di Dervio, la sezione di Lecco ha realizzato il recupero di un tratto della Linea Occupazione Avanzata Frontiera Nord (O.A.F.N.). Il tratto di Linea, che noi continueremo a chiamare con il nome con cui è ormai universalmente nota, ovvero Linea Cadorna, faceva parte del Settore Mera – Adda, sotto settore Bellano – Dervio raggruppamento di Dervio.

La zona sacra del Pasubio

Walter Bonatti soleva ripetere che “le montagne sarebbero un mucchio di sassi se non ci fosse l’uomo a dare loro vita”. Poche parole che riassumono interi scaffali di libri sul rapporto uomo-natura. Le montagne – sosteneva l’alpinista lombardo – non hanno un significato che va cercato dentro di esse, non esprimono una forza immanente, “esistono” solo se l’uomo le tocca, le vive, ci lascia sopra una traccia.

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