Il 4 Novembre cerimonia al sacrario di Redipuglia
Nelle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra assume un significato particolare la celebrazione per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate che si svolgerà il prossimo 4 Novembre al sacrario di Redipuglia (dalle ore 10,15).
"Uomo a terra" presentazione a Verona
Giovedì 29 ottobre, alle 19.30, presso la Società letteraria di Verona (piazzetta Scalette Rubiani 1, angolo di Piazza Brà, a Verona) sarà presentato il libro “Uomo a terra”, scritto dal ten. col. Federico Lunardi che racconterà la sua esperienza da osservatore privilegiato, in quanto è ufficiale medico, alpino paracadutista e ranger e ha svolto missioni in Bosnia, Afghanistan e in Antartide.
19º Convegno itinerante della stampa alpina e riunione dei referenti del Centro Studi Ana
Sabato 24 ottobre alle ore 9, aprirà la due giorni la riunione annuale dei referenti del Centro Studi Ana, i cui lavori proseguiranno nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, per concludersi verso le 19.
Alle ore 15 di sabato 24 avrà inizio il Cisa, il cui tema quest’anno è: “La responsabilità dell’Ana davanti alle nuove generazioni e al futuro della società”. Il dibattito continuerà fino alle ore 19 circa.
Presentazione del libro "Pavia eroica, universitaria e… alpina"
Il prossimo 4 novembre, alle ore 17, presso l’Aula Foscolo dell’Università degli Studi di Pavia (c.so Strada Nuova 65, Pavia) verrà presentato il libro di Ettore Avietti “Pavia eroica, universitaria e… alpina”.
L’opera rievoca gli avvenimenti legati alla storia di Pavia con l’intento di rinnovare l'omaggio alla memoria di tanti alpini nati nel territorio pavese, o ad esso legati, per aver frequentato l’Università di Pavia come studenti o docenti.
Una tradizione di fraternità
Sono un maresciallo aiutante dell’Aeronautica Militare ed essendo simpatizzante della vostra eccellente Associazione mi sono iscritto e leggo attentamente la vostra rivista, laddove lascia spazio alle lettere dei lettori. Più leggo le lettere che scrivono gli alpini di tutte le età e più mi convinco che nelle vostre vene scorre sangue patriottico ricco di tradizione, di spirito di Corpo così tanto amato.
Le armi della fede
Carissimo direttore, non appena venuto a conoscenza della censura attuata alla “Preghiera dell’Alpino”, da parte della diocesi di Vittorio Veneto, il mio primo pensiero si è indirizzato alla tua persona, il che mi ha indotto ad eleggerti, se me lo consenti, a mio confessore e consolatore.
Sgradevoli strumentalizzazioni
Il giorno di ferragosto ha promosso a caso nazionale un episodio che ha posto al centro dell’attenzione la nostra “Preghiera”. Non che mancassero notizie per riempire le pagine dei giornali o gli spazi dei siti web nel mese vacanziero per eccellenza, almeno in Italia, ma probabilmente a qualcuno ha fatto comodo quanto avvenuto alla celebrazione di Passo San Boldo in quel di Vittorio Veneto.
"Albanaia" in scena a Milano il 16 ottobre
Il prossimo 16 ottobre al Teatro Elfo Puccini torna, per una sola sera "Albanaia", lo spettacolo tratto dal romanzo di Augusto Bianchi Rizzi che ha fatto emozionare il pubblico della passata stagione. Il titolo, così particolare, nasce dall’appellativo che gli Alpini davano alla guerra in Albania, dove, tra il 1940 e il 1941 migliaia di nostri connazionali caddero. Attraverso la figura del dottor Vittorio Bellei viene raccontata l’adesione, con rigore etico e morale, al sistema di valori del suo tempo, valori nei quali si riconosce totalmente, tanto da partire volontario come tenente medico delle Truppe alpine nella seconda guerra mondiale.
Custodi di un insegnamento
Sul Monte Pasubio, ogni roccia, ogni sentiero, ogni angolo, ogni cresta pulsa di ricordi degli alpini, quegli uomini che lì si immolarono per fermare l’avanzata austroungarica della Strafexpedition. Sulla parete rocciosa che delimita la Strada degli Eroi sono collocate le targhe delle 15 Medaglie d’Oro al Valor Militare che lì combatterono, tra i quali Cesare Battisti, Fabio Filzi che furono catturati sul Monte Corno di Vallarsa, cima del massiccio del Pasubio, e Damiano Chiesa. Il Pasubio ha visto ogni tipo di guerra, di mine, di trincea, di fortezze, ma anche l’ingegno e la capacità dell’uomo di costruire opere belliche di grande ingegneria militare come la Strada delle 52 gallerie. E c’è un appuntamento, la prima domenica di settembre di ogni anno, al quale un alpino non può mancare: è il pellegrinaggio sul Pasubio, quest’anno nazionale e solenne.
Fare politica
Carissimo direttore, è da tempo che volevo scriverle per sapere cosa pensa sulla questione dell’Ana in rapporto alla politica. Io penso che bisogna distinguere fra apartitico e apolitico. È un dovere essere apartitico, è un dovere non essere apolitico. È un nostro dovere fare politica. Se non la facciamo si fa il gioco dell’avversario.
Il capitano Sora e i crimini che non commise
Caro direttore, mi riferisco all’articolo di Gian Antonio Stella uscito sul Corriere della Sera di domenica 23 agosto dal titolo “La vera storia della Preghiera dell’Alpino” nel quale il giornalista oltre a raccontare la storia della “Preghiera dell’Alpino” racconta i crimini che sarebbero stati commessi in Etiopia, a Zeret, da parte del col. Sora, al comando del XX battaglione coloniale. Ricordo che il col. Gennaro Sora non solo partecipò alla leggendaria ricerca e salvataggio dei superstiti della spedizione del generale Umberto Nobile al Polo Nord nel maggio 1928 ma, durante la Prima Guerra Mondiale, combatté valorosamente alla testa dei suoi insuperabili alpini, con il grado di sottotenente, sui ghiacciai dell’Adamello e sulle creste del Tonale a fianco degli eroici fratelli Nino e Attilio Calvi, di Cesare Battisti e dei trentini Larcher e Mosna, guadagnandosi tre Medaglie d’Argento al Valore Militare e una promozione per eccezionali meriti dimostrati sulle alte cime dell’Adamello.
Un uomo, una preghiera
Dato che contro gli alpini c’è poco da dire, essendo essi più attenti ai valori che ai colori, ecco che si prende di mira la loro Preghiera, magari senza averla letta o quanto meno compresa. E solo perché parla di armi. Occorre innanzi tutto precisare che gli alpini fanno parte di un’Associazione d’Arma, avendo avuto a che fare con le armi durante il servizio militare. D’altra parte non sono le armi, ma è il loro uso che può essere condannabile; infatti, in certi frangenti possono essere utili e pure necessarie, a meno che si vogliano lasciare i deboli, siano singoli o gruppi, alla mercè dei prepotenti e dei delinquenti. Si chiede inoltre che queste siano “forti” non contro tutto o contro tutti, ma solo per difendersi da chi “minacci la nostra Patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana”.