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lunedì, 23 Settembre 2019

Pola, Fiume e Zara

Sono un alpino, figlio di un capitano dei bersaglieri, che combatté nell’ultimo conflitto mondiale, e di una istriana, esule in Patria, e nipote di un ufficiale degli alpini del btg. Cividale, che fu impegnato, tra gli altri, sul fronte greco. Ho prestato servizio di prima nomina come sottotenente, uscito dal 111º corso Auc della Smalp di Aosta, nel btg. Gemona, tra il 1983 e il 1984. Quando mi è possibile partecipo alle Adunate nazionali e, se ce la faccio, sfilo (anche e prima di tutto) con gli alpini di Pola, Fiume e Zara.

Sentirsi… mai strac!

 Tutto comincia dal campo base. Quest’anno siamo a Treviso, e ci hanno “cacciato” nell’angolo nord-est della città, fuori le mura. Mi sembra di essere tornato a naja, la caserma in fondo al paese e prima di arrivare un cartello con su scritto a mano: “se non son matti non li vogliamo”. 

Ferrovie, che scandalo!

Volevo innanzitutto complimentarmi per l’attenzione rivolta alla tutela e alla pulizia che gli organizzatori hanno previsto in questo evento storico dell’Adunata città di Treviso. Sono stati veramente in gamba tutti i giovani che giravano sempre per la città a svuotare e ripulire le vie da residui vari lasciati non solo dagli alpini ma da tutta la gente che ha accolto ed enfatizzato questo evento. 

Dna Alpino

L’emozione, il ricordo, la speranza. Sono questi i sentimenti che al Teatro Comunale di Treviso hanno accompagnato l’incontro con le rappresentanze all’estero, riassunti nel momento più toccante, con la sorpresa di Danilo Cal, Capogruppo di Toronto che ha dedicato una poesia ad Angelo, il papà alpino del Presidente Favero. A simboleggiare il passaggio generazionale sono saliti sul palco i nipotini di Favero e il cappello del papà, posato su di un tricolore. 

Nel segno della memoria

È venerdì 12 maggio, qualche minuto prima delle 9. Per fortuna le nuvole hanno lasciato il posto al sole che ora scalda l’aria. In Piazza della Vittoria a Treviso tante penne nere. Si respira nell’aria l’eccitazione e la frenesia che precedono le grandi cerimonie. La tribuna è gremita e lungo la via che porta alla piazza, dietro alla transenne, gli alpini e la gente aspettano l’inizio. La piazza è incorniciata dagli alpini schierati con i loro vessilli e gagliardetti e nei loro volti si legge la gioia e la fierezza di essere lì a rappresentare il proprio Gruppo o la propria Sezione. I gonfaloni di città, province e Regione sono allineati. Un trionfo di colori.

La mia Adunata del Piave

La mia Adunata del Piave Se non fossi tanto incline alla commozione, come invece sono, probabilmente gusterei molto meno l’Adunata nazionale. Mi sembra quasi che il frequente inumidirsi degli occhi nel corso delle varie cerimonie che si susseguono faccia da condimento al piacere di esser presente. Insomma, il sapore migliora. Dopo tanti anni di partecipazione, l’Adunata, pur con il suo cerimoniale standard, è misteriosamente sempre nuova, tutta da scoprire. 

Treviso bellissima e pulita

Faccio i doverosi complimenti al comitato organizzatore dell’Adunata di Treviso per la bellissima gestione della pulizia della città; ho notato da subito che i cestini e gli angoli delle vie erano sempre in ordine. Gruppi di ragazzi giravano con dei carrelli a pulire e svuotare i cestini, come li incontravo li ringraziavo e lo faccio tuttora.

Sul suolo natio

Il tradizionale arrivo della Bandiera di Guerra a Treviso ha assunto un valore speciale: era quella del 7º reggimento alpini, nato a Conegliano nell’agosto del 1887, proprio nella Marca trevigiana dove si è svolta l’Adunata del Piave, ed oggi di stanza a Belluno. Quattro Medaglie d’Argento e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare (una sul Grappa), una Medaglia d’Oro al Valor Civile per essere arrivati primi a soccorrere le vittime della tragedia del Vajont il 9 ottobre 1963, due Croci di Cavalleria dell’Ordine Militare di Savoia: la Bandiera del 7º Alpini è il simbolo di tutti coloro che hanno perso la vita nelle guerre combattute nel mondo.

Cappelli persi e trovati a Treviso

Pubblichiamo l'elenco dei cappelli alpini persi e trovati all'Adunata di Treviso. La lista sarà aggiornata regolarmente.

Ottantamila in sfilata per 13 ore: tripudio alpino a Treviso

#alpiniadunata2017

Sono stati 80mila gli alpini che hanno sfilato per le vie della città, applauditi dai trevigiani assiepati lungo il percorso o affacciati ai balconi imbandierati. Salutati dal Presidente dell’Ana Sebastiano Favero, dal Presidente della Regione Luca Zaia, dal Sindaco Giovanni Manildo, dal comandante delle Truppe Alpine gen. Federico Bonato e dai vertici della Difesa: il ministro Roberta Pinotti, i generali Claudio Graziano, Danilo Errico e numerose altre autorità del territorio.

Santa Messa in onore ai caduti: un filo lega passato e presente delle penne...

#alpiniadunata2017

La cerimonia eucaristica è il momento più intimo dell’Adunata, che interrompe per un’ora il frastuono della festa e concentra l’attenzione sui valori alpini, sul silenzio, sulla memoria ai caduti. Intensa la cerimonia - accompagnata dal Corale del Duomo di Montebelluna - svoltasi oggi pomeriggio nel Tempio di san Nicolò le cui navate trecentesche sono state riempite da duemila penne nere, tante altre hanno seguito la cerimonia all’esterno, nel maxi schermo allestito per l’occasione.

In Teatro per l’appuntamento con la città

#alpiniadunata2017

Alla vigilia della grande sfilata della domenica, il consueto appuntamento che vede protagoniste le due anime dell’Adunata Nazionale, l’Ana e la città ospitante. Sul palco del Teatro Comunale di Treviso il Presidente nazionale Sebastiano Favero e il Presidente della locale Sezione Ana, Raffaele Panno. Accanto a loro il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e il Comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Federico Bonato.