Un’Adunata da record

    0
    6

    Gentile direttore, a poche ore dalla conclusione della splendida Adunata del Piave svoltasi nella mia città, sono a scriverti la mia grande soddisfazione e penso anche quella di tutti noi trevigiani, vittoriesi, coneglianesi e valdobbiadenesi, per un’Adunata veramente da record. 

     

    Credo che l’enfasi del dopo festa non mi porti ad esagerare, eventualmente mi correggerai, ma penso proprio che i numeri saranno importanti. Una citazione particolare va a tutti quelli che si sono spesi per non far passare quei fastidiosi trabiccoli e credo che anche in questo siamo stati da record. Infine una doverosa tiratina di orecchie ai tanti veci che hanno abusato dell’alcool facendo invero anche bruttissime figure, sicuramente verranno inseriti nel web e questo dovrebbe già essere un castigo. Il buon bicchiere si deve bere, ma non si deve esagerare alimentando nella collettività l’idea che noi sappiamo solo bere. Questo mi dà fastidio e te lo dice uno che non si tira certo indietro di fronte a qualche bicchiere di vino, ma che per fortuna sa fermarsi in tempo. Grazie a tutti gli alpini convenuti a Treviso, speriamo siate stati trattati bene.

    Enzo Dal Sie Gruppo di Ponzano Veneto, Sezione Treviso

    Davvero splendida caro Enzo questa novantesima Adunata. L’assenza dei trabiccoli è stata salutata da tutti come un significativo passo avanti. Segno di maturità, magari non proprio spontanea, ma indotta dalla minaccia di sanzioni mica da ridere. Purtroppo il fenomeno dell’eccesso di alpini sbronzi appartiene a quel folclore duro a morire. E lo chiamo folclore perché ritengo che la liturgia dell’ebbrezza esprima, a cominciare da Dioniso e Bacco in poi, l’indole umana e il bisogno di estraniarsi dalla realtà. Semel in anno licet insanire (una volta all’anno è lecito impazzire) sostenevano già Seneca e Sant’Agostino. Questo non per giustificare, ma per dire che ci sono momenti di follia, che nulla hanno a vedere con le ragioni dell’Adunata. E infatti la domenica tutto si ricompone nei toni dell’ordine e della responsabilità.