Uomini di valore

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    Domenica 14 maggio, prima che iniziasse la sfilata, ho letto su un quotidiano un articolo che mi ha indignato per la ovvietà e la stupidità delle descrizioni fatte dall’autore su noi alpini. Come al solito, ma speravo che ormai nel terzo millennio certe posizioni preconcette fossero state rimediate da un minimo di informazione e di cultura, siamo definiti gli ubriaconi di sempre, pieni di alcol dalla mattina alla sera, un po’ buffoni di corte per il divertimento dei cittadini ospiti. 

     

    L’autore naturalmente non aveva ancora visto la sfilata né ascoltato le splendide descrizioni degli atti compiuti pressoché quotidianamente dagli italiani con la penna sul cappello (devo qui rivolgere un encomio allo speaker ufficiale, che di anno in anno non si smentisce mai). Ho scritto al quotidiano una lettera di protesta, che andrà a vuoto, definendomi per quel che sono: trentino nato in Val di Fiemme a quota 1.200, friulano di adozione, geologo e docente universitario che ha girato tutte le nostre Alpi per studio e per diletto e soprattutto caporalmaggiore dell’artiglieria da montagna, rigettando perciò quelle descrizioni offensive per me e per tutti noi alpini. Ma non cambierà mai questo stupido atteggiamento di chi non sa e non capirà, perché prevenuto e non vorrà riflettere per poi poter capire.

    Franco Vaia, Gemona del Friuli

    Caro Franco, ho scelto come lettera centrale proprio la tua perché sottolinea una delle rare pecche di questa ultima Adunata. Non mi riferisco all’organizzazione, ovviamente. Quella è stata impeccabile. Anzi, voglio dire un grazie al Coa e al suo Presidente, il caro, instancabile Gigi Cailotto, un grazie a tutte quattro le Sezioni. Un grazie particolare al sindaco Manildo e a tutte le rappresentanze politiche della Provincia e della Regione. L’efficienza che hanno dimostrato è una sfida difficile da vincere. Bastava aprire bocca e già c’era quello che avevi chiesto. Le pecche cui mi riferisco riguardano qualche nota stonata di alcuni giornali locali. Certi titoli allarmistici, certi toni pessimistici oltre ogni evidente ragione, certa pesantezza nel cogliere solo l’aspetto folcloristico degli alpini, insieme alla ricerca della polemica fine a se stessa, sono evidentemente delle note stonate. Ma come vado sempre ripetendo ai colleghi della redazione e come ho ripetuto continuamente all’Ufficio Stampa dell’Adunata, queste non sono offese agli alpini, ma al giornalismo di valore. Aggiungo però che, dal punto di vista della comunicazione, questa Adunata è stata probabilmente da record. Lo spazio che ci hanno riservato tutte le maggiori reti nazionali e le maggiori testate giornalistiche, nonché venti emittenti locali e decine e decine di giornali locali, sono un dato davvero consolante, che racconta la forza comunicativa della nostra presenza. Colgo qui l’opportunità per dire un grande grazie a Laura Simeoni, Marco Piovesan e Gianpietro Longo, che hanno collaborato con l’Ufficio Stampa dell’Ana Nazionale, dimostrando che operando con passione e sinergia si possono ottenere grandi risultati.