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giovedì, 27 Giugno, 2019

Cantare per gli ultimi

Grazie per aver risposto con la vostra proverbiale disponibilità a venire in carcere. Oggi, con la vostra presenza e con i vostri canti, durante questa liturgia eucaristica, avete creato un’atmosfera particolare, solenne e più ricca, facendoci partecipi in tal modo della gloriosa storia del Corpo degli Alpini. 

Fotografare l’Adunata: ancora pochi giorni per partecipare al concorso

Le foto più belle e significative della 90a Adunata Nazionale degli Alpini possono ancora partecipare al concorso nazionale “Fotografare l’Adunata del Piave” indetto dalla Sezione Ana di Treviso. Il termine di accettazione dei lavori è infatti fissato al prossimo 30 giugno. L’iniziativa legata ai raduni delle penne nere è giunta alla 19a edizione, ma questa è davvero speciale poiché l’Adunata si è svolta dal 12 al 14 maggio nel capoluogo della Marca ed ha coinvolto migliaia di persone: cittadini trevigiani, alpini, familiari, amici e tantissimi turisti.

Pola, Fiume e Zara

Sono un alpino, figlio di un capitano dei bersaglieri, che combatté nell’ultimo conflitto mondiale, e di una istriana, esule in Patria, e nipote di un ufficiale degli alpini del btg. Cividale, che fu impegnato, tra gli altri, sul fronte greco. Ho prestato servizio di prima nomina come sottotenente, uscito dal 111º corso Auc della Smalp di Aosta, nel btg. Gemona, tra il 1983 e il 1984. Quando mi è possibile partecipo alle Adunate nazionali e, se ce la faccio, sfilo (anche e prima di tutto) con gli alpini di Pola, Fiume e Zara.

Sentirsi… mai strac!

 Tutto comincia dal campo base. Quest’anno siamo a Treviso, e ci hanno “cacciato” nell’angolo nord-est della città, fuori le mura. Mi sembra di essere tornato a naja, la caserma in fondo al paese e prima di arrivare un cartello con su scritto a mano: “se non son matti non li vogliamo”. 

Ferrovie, che scandalo!

Volevo innanzitutto complimentarmi per l’attenzione rivolta alla tutela e alla pulizia che gli organizzatori hanno previsto in questo evento storico dell’Adunata città di Treviso. Sono stati veramente in gamba tutti i giovani che giravano sempre per la città a svuotare e ripulire le vie da residui vari lasciati non solo dagli alpini ma da tutta la gente che ha accolto ed enfatizzato questo evento. 

Dna Alpino

L’emozione, il ricordo, la speranza. Sono questi i sentimenti che al Teatro Comunale di Treviso hanno accompagnato l’incontro con le rappresentanze all’estero, riassunti nel momento più toccante, con la sorpresa di Danilo Cal, Capogruppo di Toronto che ha dedicato una poesia ad Angelo, il papà alpino del Presidente Favero. A simboleggiare il passaggio generazionale sono saliti sul palco i nipotini di Favero e il cappello del papà, posato su di un tricolore. 

Nel segno della memoria

È venerdì 12 maggio, qualche minuto prima delle 9. Per fortuna le nuvole hanno lasciato il posto al sole che ora scalda l’aria. In Piazza della Vittoria a Treviso tante penne nere. Si respira nell’aria l’eccitazione e la frenesia che precedono le grandi cerimonie. La tribuna è gremita e lungo la via che porta alla piazza, dietro alla transenne, gli alpini e la gente aspettano l’inizio. La piazza è incorniciata dagli alpini schierati con i loro vessilli e gagliardetti e nei loro volti si legge la gioia e la fierezza di essere lì a rappresentare il proprio Gruppo o la propria Sezione. I gonfaloni di città, province e Regione sono allineati. Un trionfo di colori.

La mia Adunata del Piave

La mia Adunata del Piave Se non fossi tanto incline alla commozione, come invece sono, probabilmente gusterei molto meno l’Adunata nazionale. Mi sembra quasi che il frequente inumidirsi degli occhi nel corso delle varie cerimonie che si susseguono faccia da condimento al piacere di esser presente. Insomma, il sapore migliora. Dopo tanti anni di partecipazione, l’Adunata, pur con il suo cerimoniale standard, è misteriosamente sempre nuova, tutta da scoprire. 

Treviso bellissima e pulita

Faccio i doverosi complimenti al comitato organizzatore dell’Adunata di Treviso per la bellissima gestione della pulizia della città; ho notato da subito che i cestini e gli angoli delle vie erano sempre in ordine. Gruppi di ragazzi giravano con dei carrelli a pulire e svuotare i cestini, come li incontravo li ringraziavo e lo faccio tuttora.

Sul suolo natio

Il tradizionale arrivo della Bandiera di Guerra a Treviso ha assunto un valore speciale: era quella del 7º reggimento alpini, nato a Conegliano nell’agosto del 1887, proprio nella Marca trevigiana dove si è svolta l’Adunata del Piave, ed oggi di stanza a Belluno. Quattro Medaglie d’Argento e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare (una sul Grappa), una Medaglia d’Oro al Valor Civile per essere arrivati primi a soccorrere le vittime della tragedia del Vajont il 9 ottobre 1963, due Croci di Cavalleria dell’Ordine Militare di Savoia: la Bandiera del 7º Alpini è il simbolo di tutti coloro che hanno perso la vita nelle guerre combattute nel mondo.

E gli Acs?

Ho una richiesta da farvi: lo speaker durante il passaggio della Smalp anche a Treviso ha commentato solo gli Auc ma vorrei rammentare che alla Smalp sono passati 50 corsi di Acs. Gradirei che il prossimo raduno durante la sfilata venissero almeno citati. 

Insieme si va lontano

È su questa terra, “dove Sile e Cagnan s’accompagna” che gli alpini sono tornati per difendere quel patrimonio etico e di memoria cristallizzato sulle pagine della letteratura alpina, nelle immagini in bianco e nero vecchie di un secolo. Cento anni fa le sofferenze degli uomini al fronte, delle donne tanto coraggiose, delle genti costrette al profugato.