Articolo Alpino

Le testimonianze nella roccia


  Argomento: I guerra mondiale, Centenario Grande Guerra

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Nella Grande Guerra l’area del Passo di Monte Croce Carnico era denominata “zona Carnia” contrapposta alla “zona Carinzia” (in Austria) per la quale il comandante, generale Rohr, dispose: “Resistenza tenace sulla cresta delle montagne della Carnia come prima linea”. Il monte Freikofel si trova proprio qui: caratterizzato da una parete quasi a picco sul versante italiano e da un pendio più dolce su quello austriaco. Come gran parte delle cime durante il conflitto anche il Freikofel venne perso e riconquistato più volte nello stesso giorno.

Tra i principali eventi accaduti quassù ricordiamo l’ascensione della parete sud della 6ª Compagnia del battaglione Tolmezzo, che calzando “scarpez” (calzature in tessuto preparate dalle donne di Timau), per non far rumore, sorprese gli avversari e conquistò la cima. Era il 6 giugno 1915. I continui cambiamenti di fronte, non fecero altro che incrementare le perdite; a riguardo, è significativa la definizione di “Valletta dei Morti”, nei pressi della cima. Il museo all’aperto del Freikofel (versante italiano) è gestito dall’Associazione “Amici delle Alpi Carniche” che nel 1997 iniziò l’opera di recupero grazie ai gruppi di Gradiscutta di Varmo (sez. Udine) e di Ampezzo (sez. Carnica) ed alla passione di Mauro Muser.

Il legno e il cemento che coprivano i camminamenti hanno ceduto, prima sotto i colpi avversari e poi sotto il peso degli anni, riversando detriti in ogni luogo. Sotto il sapiente coordinamento dell’Associazione Amici delle Alpi Carniche, si sono potuti scoprire così gli importanti manufatti che all’epoca caratterizzavano l’area. La scala a chiocciola che da una posizione defilata portava alla postazione della mitragliatrice di una trincea a Passo Cavallo; le diverse incisioni fatte dai soldati sulla pietra; gli stemmi dei battaglioni scolpiti nella roccia a memoria indelebile della loro presenza.

Da allora, parecchi i gruppi ANA di tutta Italia hanno lavorato in quota; questo ha consentito il ripristino di diverse gallerie: la trincea a due piani e la scudata nord oltre che a ricostruire alcune strutture come il posto di medicazione della 12ª Compagnia del Tolmezzo; il ricovero ufficiali e altri rifugi. I numeri: oltre 4.000 le presenze dei volontari e oltre 100.000 le ore lavorate in quota. I reperti ritrovati, qualcuno di notevole interesse e valenza storica, sono stati portati al Museo della Grande Guerra di Timau affinché li esponesse. E risalendo questi pendii, dove la storia ha lasciato tracce in ogni roccia, si ha la sensazione di camminare a fianco dei soldati che, quasi cent’anni fa, vissero e combatterono per l’Italia.

Per raggiungere il Freikofel, il percorso più agevole è quello che parte dalla Casa Cantoniera, via Malga Pal Piccolo (1,5 h). Alternative, dai laghetti via “Calada” (2,00 h); dai laghetti via Casera Pal Grande (CAI 402-a/402/401 – 2,20 h); da Timau via Creta (CAI 402 – 2,30 h).

Davide De Piante

  03/07/2014

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