Articolo Alpino

La forza del gruppo


  Argomento: Ca.STA

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Marzo 2015 dell'Alpino


L’accensione del tripode da parte di Manfred Reichegger, campione di sci alpinismo del Centro Sportivo dell’Esercito, ha aperto ufficialmente la 67ª edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, ritornati sulle nevi dell’Alta Val Pusteria, a San Candido, Dobbiaco e Sesto. In gara 1.550 atleti italiani e di altre 14 nazioni (Argentina, Bulgaria, Cile, Francia, Germania, Libano, Macedonia, Oman, Polonia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera e Ungheria). Concentrazione, tensione, agonismo, desiderio di successo. I Ca.STA sono tutto questo, ma hanno altre caratteristiche che li rendono unici: la condivisione, il gioco di squadra e il grande affiatamento senza il quale difficilmente si forma un buon amalgama, non solo tra gli atleti, ma - visto che parliamo di militari - anche tra uomini e donne che si troveranno ad operare fianco a fianco in delicate missioni.

Ecco perché anche in quest’edizione, le gare più appassionanti e dove è emerso maggiormente lo spirito dei campionati sono quelle dove si è imposta la forza del gruppo. L’affiatamento e la preparazione partono da lontano, come racconta il caporal maggiore scelto Daniela Onnis, caposquadra della pattuglia femminile del 9° Alpini che ha disputato la 15 km alla Nordic Arena di Dobbiaco: «Abbiamo iniziato l’allenamento lo scorso luglio utilizzando gli skiroll sull’asfalto (sci estivo con l’uso di rotelle, n.d.r.). La formazione iniziale era di otto componenti, ma tra infortuni e forma ottimale per questa competizione, che alle doti atletiche del fondo unisce quelle di precisione del biathlon, alla fine siamo state selezionate in quattro».

Per alcune di loro è la prima volta ai Ca.STA, su una pista impegnativa, già teatro della Coppa del Mondo di fondo. Sotto una bufera di neve, alla partenza le squadre femminili si sono presentate con i colleghi, impegnati nella 25 km. «Il gioco di squadra su una pista così complessa è fondamentale - sottolinea il caporal maggiore del 9° Sonia Alfarano - anche se durante la prova abbiamo avuto il supporto e l’incitamento delle compagini maschili che lottavano accanto a noi, nella loro categoria. È un’altra bella nota distintiva di queste gare degli Alpini». Nell’occasione anche i comandanti non hanno risparmiato incoraggiamenti e applausi agli atleti, a partire dal comandante delle Truppe Alpine gen. Federico Bonato, dal suo vice gen. Marcello Bellacicco e dal comandante della Taurinense, gen. Massimo Panizzi.

Tra le pattuglie maschili della 25 km si è imposto il Centro Addestramento Alpino, davanti al 4° reggimento Alpini paracadutisti e al 5° Alpini. Il cronometro è stato spietato per le ragazze del 9°, precedute dalle colleghe del Centro Addestramento Alpino e del 2° Alpini. «Bisogna essere contenti comunque del risultato raggiunto nelle pattuglie femminili - afferma il loro comandante, gen. Panizzi - innanzitutto perché queste atlete non fanno parte di un gruppo sportivo e in secondo luogo perché questa disciplina fino a poco tempo fa era appannaggio principalmente degli uomini». Nella classifica assoluta delle pattuglie, valida per il Trofeo dell’Amicizia, ha vinto l’Italia, seconda la Germania, seguita dalla Spagna.

Ma la gara che incarna maggiormente lo spirito dei Ca.STA è quella che li apre e li chiude, ed è anche la più complessa e la più varia. È chiamata la “gara regina” e dura tre giorni. I plotoni, equipaggiati per il combattimento in montagna, sono impegnati in prove da veri “iron man”: ogni militare ha 15 kg di zaino sulle spalle e percorre oltre 23 km per 2.000 metri complessivi di dislivello, completati da prove di tiro, di lancio di precisione della bomba a mano, ricerca e soccorso di persona travolta da valanga, lo slalom, il fondo, la prova di topografia, la marcia di regolarità in salita e la staffetta. Dopo il primo giorno, nella classifica valida per il Trofeo IFMS era davanti a tutti la squadra tedesca, ma ha sbagliato la prova di topografia, permettendo il sorpasso degli Alpini nell’ultima gara, la staffetta, andata in scena sulla pista in località Rienza, a Dobbiaco.

Il maresciallo luogotenente Luca Dei Cas, istruttore del Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina, svela alcuni segreti del mestiere: «In questa prova le otto coppie percorrono 450 metri di salita e la discesa; devono possedere una buona tenuta atletica e soprattutto saper dosare le forze. Ad esempio, a livello anaerobico partire non troppo forte e andare in progressione consente di ottenere una migliore velocità con meno sforzo e minore produzione di acido lattico. Le coppie devono essere anche ben assortite, in modo che arrivino al traguardo con un distacco minimo, per non perdere tempo al cambio». Anche in questo caso la preparazione parte dopo l’estate e dei 25 componenti ne rimangono 16, «i migliori, forti di una preparazione atletica che è alla base di un gruppo all’altezza, sia per i campi di gara, sia per le attività operative».

Un vento sferzante e la neve secca hanno accompagnato quest’ultima prova dei plotoni, seguita da numerosi alti ufficiali e raccontata dalla voce di Francesco Brighenti, speaker ufficiale dei Ca.STA. I compagni hanno battuto più forte i campanacci per gli straordinari Alpini paracadutisti del 4° che hanno sorpassato in classifica i tedeschi, schierati sotto i colori di un’immancabile bandierona bavarese; terzi gli Alpini dell’8° che hanno scalzato dalla posizione il plotone del 3°, a lungo in ballottaggio per un posto sul podio, ottenuto invece nel trofeo “Buffa”. A bordo pista i “Mai strac”, quasi per dar contezza al loro motto, hanno dato vita ad una bella serie di piegamenti e hanno ricevuto i complimenti del comandante, gen. Nicola Zanelli, che mettendosi orgoglioso il basco (i parà Alpini da luglio sono sotto il comando delle “Forze speciali”) non se l’è sentita di non ribadire: «Questa vittoria vi aiuti a ricordare che dovete mantenere sempre intatta la caratteristica alpina, che incentiva il vostro spirito, la vostra peculiarità e la vostra forza nel lavoro che svolgete quotidianamente ». Che dire… “chapeau”!

Nelle numerose altre gare, valide per l’assegnazione dei trofei di categoria, si sono affrontati atleti di grande valore. Nello sci di fondo 15 km maschile si è imposto il caporal maggiore capo Fabio Pasini, mentre nella 10 km donne il caporal maggiore Alice Canclini. Lo slalom gigante femminile “FIS – Coppa Europa”, disputato sulla pista “Baranci” di San Candido in tre combattutissime manches, è stato vinto dalla francese Anne Sophie Barthet che si è aggiudicata il trofeo Comando Truppe Alpine di sci alpino.

I campioni dell’Esercito nello slalom gigante sono il 1° maresciallo Nicola Pittino, del 3° Artiglieria da montagna e Giulia Monaco, allieva della scuola sottufficiali dell’Esercito. Il sergente Roberto Mauro del 2° Alpini e il caporal maggiore scelto Michela Andreola del Reparto comando e supporti tattici Tridentina hanno vinto il biathlon militare, valido per i Campionati italiani Esercito. Spettacolare la gara di sci alpinismo in notturna, disputata sulla pista “Baranci” a San Candido, con 300 atleti alla partenza.

Nei Campionati dell’Esercito hanno vinto due atleti della Tridentina, il 1° caporal maggiore Anna Moraschetti e il caporal maggiore scelto Daniele Cappelletti, mentre nel Trofeo dell’Amicizia si sono imposti Gloriana Pellissier e lo spagnolo Manuel Merillas Moredo. Tra gli atleti in gara, con il pettorale numero “147”, anche il generale Marcello Bellacicco, vice comandante delle Truppe Alpine. Da sottolineare la prova degli atleti dell’ANA, classificatisi dalla 4° alla 7° posizione con Francesco Sandrini, Roberto Testini, Enzo Passare e Nicola Grassi. Un grande risultato che ha permesso alla nostra Associazione di arrivare seconda nella classifica assoluta della disciplina, dietro all’Italia, battendo i titolati tedeschi, terzi.

Nella combinata di queste ultime tre discipline (gigante, biathlon e sci alpinismo) i più forti sono stati i caporal maggiore Jessica Brandstetter e Andrea Giacomini, entrambi del 4° Alpini paracadutisti. Alla kermesse sciistica si affiancano numerose manifestazioni collaterali, a partire dal concerto della Fanfara della brigata Julia all’Auditorium Mahler e dal 9° meeting “La montagna, nuove tecnologie ed equipaggiamenti”, con la presentazione delle novità nel campo dell’equipaggiamento militare e dello sport. La grande novità di quest’anno è stata la partita benefica di hockey allo stadio del ghiaccio di Dobbiaco: la rappresentativa delle Truppe Alpine che ha vinto di misura per 3 a 2 sugli “Ice Bears”. Al di là del risultato, la serata ha rappresentato un bel momento di solidarietà con la donazione dell’incasso, 4.000 euro, a favore dell’Associazione Assistenza Tumori dell’Alto Adige.

Altrettanto spettacolare la fiaccolata a Sesto, con 350 atleti che hanno colorato di verde, rosso e bianco le piste del Monte Elmo. Per l’occasione si sono esibiti anche gli atleti dello sci acrobatico, mentre il cielo è stato illuminato dalle luci portate dai parapendii. Gli Alpini hanno anche dato prova di alta capacità tecnico-tattica, conducendo nell’aerocampo di Dobbiaco due dimostrazioni con l’impiego congiunto di mezzi speciali da neve, elicotteri, mortai e sofisticati sistemi d’arma.

«Spirito di sacrificio, motivazione e sostegno reciproco - ha detto il gen. Bonato nel corso della cerimonia di chiusura - sono gli aspetti vincenti che emergono durante i campionati, ma sono anche i tratti autentici di chi vive in montagna. Al di là dei risultati sono importanti i valori di lealtà, amicizia e senso di appartenenza che sono emersi in quest’edizione e rimarranno parte del nostro patrimonio». Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Claudio Graziano (che a fine febbraio ha avvicendato l’amm. Luigi Binelli Mantelli nella carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa), ha rievocato un evento di 22 anni prima quando comandava il btg. Susa che con gli Alpini paracadutisti venne dispiegato in Mozambico: «Era un battaglione artico, preparato ad operare durante la Guerra Fredda tra la Norvegia e l’URSS, ma il cambio “improvviso” di temperatura non provocò alcun problema, perché quando si è addestrati per un clima rigido si è pronti ad operare in ogni situazione». E ha ricordato che la Julia si sta preparando per l’Afghanistan, altri reparti alpini per il Libano con la brigata multinazionale franco-italiana.

Le numerose autorità, su tutte, il sottosegretario alla Difesa on. Gioacchino Alfano, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli, il comandante del Comfoter gen. Alberto Primicerj con il presidente dell’ANA Sebastiano Favero, il vice Angelo Pandolfo e il presidente dello Sport ANA Onorio Miotto, si sono avvicendate nelle premiazioni dei trofei. Il trofeo Medaglie d’Oro è stato alzato dal 4° reggimento Alpini paracadutisti, vincitore davanti ad un sorprendente Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina e all’8° Alpini; tra le rappresentative straniere, la Germania si è classificata al secondo posto sia nel trofeo International Federation of Mountain Soldiers che in quello dell’Amicizia, dove ha preceduto la Slovenia.

Matteo Martin

Su www.truppealpine.eu/casta2015/ sono pubblicate le classifiche complete.


Bravi gli atleti ANA!

La nostra Associazione non è riuscita, per un soffio, a salire sul podio del trofeo dell’Amicizia. È arrivata 6ª, a pari merito con la Spagna e la Bulgaria. A dispetto della posizione in classifica possiamo dire che è un risultato di tutto rispetto, poiché gli atleti ANA hanno partecipato a sole due delle otto gare valevoli per l’assegnazione del trofeo. Nello slalom gigante hanno ottenuto il punteggio più alto grazie alle prove di Gianmauro Piantoni (sez. Bergamo) e Mauro Dionori (sez. Cadore), rispettivamente secondo e terzo. Nello sci alpinismo in notturna l’ANA si è classificata seconda con gli ottimi tempi di Francesco Sandrini (sez. Vallecamonica) ed Enzo Passare (sez. Biella). Complimentandosi con gli atleti per i risultati il presidente dello Sport ANA Onorio Miotto guarda al prossimo anno, in cui «potremmo partecipare anche alla gara di pattuglie e ambire così al podio, visti gli ottimi risultati ottenuti».


Il TROFEO DELL’AMICIZIA viene disputato tra le rappresentative di eserciti di Paesi alleati e amici nello spirito di partnership per la pace, Centro Addestramento Alpino e Reparto Attività Sportive per l’Italia, Gruppi sportivi militari nazionali e di Stato, Comandi NATO multinazionali, Associazione Nazionale Alpini. Prevede lo svolgimento delle gare di slalom gigante su due manche; fondo 15 km maschile e 10 km femminile; team sprint; pattuglia 25 km con tiro; gara di sci alpinismo notturna.

Il TROFEO MEDAGLIE D’ORO viene disputato tra le rappresentative di tutti i reggimenti e i reparti autonomi delle Truppe Alpine e prevede le seguenti gare: pattuglia 25 km maschile e 15 km femminile con tiro; gara dei plotoni su tre giorni, team sprint. Alle singole gare possono partecipare anche rappresentative del Comando Truppe Alpine, dei Comandi brigata alpina e dei rispettivi Reparti comando, di reggimenti non appartenenti alle Truppe Alpine, personale dell’UNUCI, della CRI e personale in quiescenza delle Truppe Alpine.

L’INTERNATIONAL FEDERATION OF MOUNTAIN TROPHY è il trofeo assegnato al reparto meglio classificato in assoluto nella gara dei plotoni, mentre il TROFEO M.O. “SILVANO BUFFA” è assegnato al reparto delle Truppe Alpine vincitore della gara dei plotoni.

  09/03/2015

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