L’incontro del presidente con gli alpini della seconda naja

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    Alle ore 16 di venerdì 6 maggio, in uno splendido salone di Palazzo Carignano, cuore storico dell’Unità d’Italia, i presidenti delle Sezioni ANA all’estero si sono riuniti per l’ormai tradizionale incontro con il presidente nazionale Perona e il consiglio direttivo. Ha aperto la seduta il vice presidente, delegato alle sezioni all’estero, Ornello Capannolo che, prossimo a lasciare l’incarico per fine mandato, ricorda come i legami con i presidenti siano stati in questi ultimi anni stretti e collaborativi. Ricorda che il suo costante impegno, animato da profondi sentimenti di amicizia, gli ha consentito di fare una bella esperienza che si porterà a lungo nel cuore. Augura al suo successore tante soddisfazioni.

    Si apre il dibattito con gli interventi di Covati (New York) che ricorda come gli alpini all’estero, anche se lontani, abbiano sempre nella loro mente l’Italia e informa che il prossimo ottobre, in occasione del Columbus Day, nella sua città avrà luogo il convegno intersezionale del Nord America. Sambucco (Germania) esprime il suo apprezzamento per l’organizzazione dell’Adunata di Torino, mentre Benazzo (Balcanica-Carpatica-Danubiana) evidenzia l’opportunità che in seno al CDN ci sia un rappresentante delle Sezioni all’estero.

    A questo proposito consegna al presidente un promemoria. Caretti (Argentina), uno dei decani delle Sezioni all’estero, con la verve che lo caratterizza sostiene la necessità di aiutare le Sezioni che fuori dall’Italia tengono vivo l’orgoglio di essere alpini. Bertuol (consigliere nazionale) propone un coinvolgimento dei giovani per attivare la circolazione di esperienze anche con chi lavora all’estero.

    Piovesan (Transilvania) constata che oggi c’è una nuova emigrazione fatta di giovani imprenditori, ricercatori e professionisti che si stanno attivando per costituire unità di Protezione civile in Paesi dove questa è carente. Basile (Nordica) comunica che l’anno prossimo la sua Sezione compie quarant’anni e si aspetta per la circostanza una presenza massiccia di alpini dall’Italia. Don Graziano (Romania) presenta un confratello che esercita il suo apostolato in Grecia e informa che si sta costituendo un’organizzazione dei cappellani delle sezioni all’Estero. L’ambasciatore Scarso, rifacendosi all’esperienza dell’associazione Dante Alighieri, propone un modello di collaborazione e una serie di iniziative che possono valorizzare la presenza alpina fuori dall’Italia.

    Conclude il presidente Perona dichiarando che nei suoi numerosi viaggi all’estero ha capito quanto sia importante la presenza alpina nei Paesi dove i nostri emigrati hanno trovato una seconda patria. Nella relazione annuale, che leggerà all’assemblea dei delegati, il primo capitolo, non casualmente è riservato alle sezioni all’estero. La sospensione della leva pone in Italia un problema sul futuro dell’ANA. All’estero, con la fine dell’emigrazione, le difficoltà a continuare un’attività associativa degna della tradizione alpina sono già presenti per cui bisogna andare oltre lo Statuto e adeguarlo alle esigenze dei tempi.

    È difficile negare ad un figlio di portare quel cappello che il padre si è portato nella valigia quando ha lasciato l’Italia. L’Associazione deve cambiare per poter continuare ad essere un punto di riferimento nella società: per questo Perona sta incontrando i presidenti di Sezione, i capigruppo e raccoglie idee e proposte da trasmettere tra qualche anno al suo successore. I cambiamenti fatti senza fretta e con buon senso devono mirare ad una strategia che consenta all’associazione di continuare ad essere un punto di riferimento per chi crede ancora negli ideali dei padri.