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domenica, 27 Settembre 2026

Mininaja in settembre: aperte le iscrizioni

Anche quest’anno ritorna, seppur in forma ridotta, la mininaja, chiamata ufficialmente “Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane”.

In moto a Rossosch, per il venennale

In occasione del ventennale della costruzione dell’Asilo Sorriso, Aldo Bergoglio e Massimo Rubeo, due alpini dell’Associazione Motociclisti e consiglieri delle sezioni di Biella e di Torino, viaggeranno in sella ad una Bmw e ad una Guzzi fino a Rossosch (Russia), coprendo gli 8.500 chilometri dal 1° al 22 agosto, giorno in cui, con una piccola cerimonia, consegneranno dei fondi all'Asilo costruito dagli alpini.

In breve – luglio 2013

Notizie in breve.

L’ultimo saluto a Nardo Caprioli

A dare l’ultimo saluto a Nardo Caprioli, il presidente emerito andato avanti la mattina del 2 luglio, sono venuti a Bergamo tanti alpini da ogni parte d’Italia, tanto che la chiesa di Santa Maria delle Grazie non li ha potuti contenere: centinaia sono rimasti all’esterno ad assistere al rito religioso celebrato nella basilica di Santa Maria delle Grazie dall’arcivescovo mons. Gaetano Bonicelli, già ordinario militare, dal parroco monsignor Valentino Ottolini e dal cappellano del Centro Addestramento Alpino di Aosta don Flavio Riva, bergamasco come Bonicelli. Bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici della città per il lutto cittadino decretato dalla Giunta comunale.

Da Cima Vallona invito alla pace

Cima Vallona, 46 anni dopo. E sembra ieri. Sembra ieri che sia stato ucciso da una mina l’alpino 22enne Armando Piva, del battaglione Val Cismon, e dilaniati da altri ordigni il capitano dei carabinieri Francesco Gentile, il sottotenente Mario Di Lecce e il sergente Olivo Dordi, entrambi paracadutisti incursori del 9° reggimento d’assalto “Col Moschin”.

La Grande Guerra, in 38×27

C’era una volta… la Grande Guerra. Combattuta nelle trincee non meno che nelle retrovie del Paese. Non c’era ancora la televisione a portare la gente nel fuoco dell’inferno e la radio era privilegio di pochi. Gli Stati Maggiori coinvolsero i migliori grafici per tappezzare il Paese di manifesti che demonizzavano il nemico e spronavano i cittadini alla vittoria. I giornali – quotidiani e riviste – non furono da meno, avendo sottomano una schiera di giornalisti dell’area futurista che glorificavano la guerra come unica igiene e motore del mondo. Gli stessi giornalisti che, una volta andati alla guerra, scoprirono che era brutta e cattiva, lo scrissero e furono emarginati dal regime per tutto il periodo del Ventennio. A anche un po’ dopo.

“Raccontare una guerra non è meno importante che combatterla, specialmente se dura 41 mesi e coinvolge milioni di uomini e milioni di famiglie delle quali è indispensabile conquistare il consenso. Era una guerra diversa da quelle del Risorgimento, che si svilupparono e conclusero nell’arco di qualche settimana o qualche mese, ed ebbero un impatto territoriale limitato.

Ritorniamo a Rossosch

Il 19 settembre 1993 l’Associazione Nazionale Alpini inaugurò un asilo a Rossosch (Russia), nello stesso luogo in cui durante la seconda guerra mondiale era insediato il comando del Corpo d’Armata Alpino. Nel cantiere dell’Asilo sorriso, così chiamato a testimonianza del rinnovato sentimento di pace e fraternità tra i popoli, lavorarono oltre 600 volontari alpini. Grazie alle numerose offerte libere e di materiali l’opera fu completata in soli due anni. Vennero successivamente realizzate alcune parti esterne come la piscina, il piazzale e il giardino. Seguirono le manutenzioni quasi annuali.

Il libro Ritorniamo a Rossosch “Operazione Sorriso” è la riedizione, aggiornata e ampliata, della bella storia di solidarietà scritta a più mani da Lino Chies, Sebastiano Favero, Cesare Poncato e dalla generosità di tante penne nere - le “mani parlanti” come vengono chiamate dagli autori - senza le quali il Sorriso non sarebbe potuto apparire. Tra le novità rispetto all’edizione del ’97 c’è una consistente documentazione fotografica, rivista e aggiornata, i “nuovi incontri” con le testimonianze e i racconti successivi al 1995, mentre la parte finale riporta documenti e atti sullo sviluppo costruttivo dell’opera. Inoltre, i testi introduttivi sono stati tradotti in alfabeto cirillico, perché il libro possa restare un documento a memoria anche per il popolo russo.

I sindaci alle nostre Adunate

Anche quest’anno ho partecipato all’Adunata. Indimenticabile come sempre. Solo, con spirito propositivo, le segnalo come molte persone fra il pubblico si chiedevano il motivo della presenza di tanti sindaci non alpini alla sfilata.

Una bella novità per il giornale

Sulla rivista L’Alpino ho letto un bellissimo articolo, scritto da Mariolina Cattaneo, intitolato “Essere direttori”. Questa giornalista descrive molto bene le caratteristiche dei tre direttori. Il generale Cesare Di Dato, che sono orgogliosa di conoscere, essendo di Como, è veramente “signore”.

La poesia che scalda il cuore

Ieri stavo mangiando in una trattoria e mi è capitata in mano la vostra rivista L’Alpino dedicata alla sfilata di Piacenza. Ho fatto l’alpino anch’io, prima ad Aosta e poi da sottoufficiale al 7° reggimento Alpini di Belluno come esploratore. Ma non ho mai partecipato ad una sfilata, nemmeno quando è stata qui da noi a Bassano del Grappa.

Il bersagliere, morto da eroe

Un eroe. È Giuseppe La Rosa capitano dei Bersaglieri, che in Afghanistan si è gettato su una bomba a mano lanciata a bordo del “Lince”, facendo scudo ai suoi compagni, salvandone la vita. Il nostro mensile arriva in ritardo con questa tragica notizia, per comprensibili tempi di stampa, ma ciò non diminuisce lo sconcerto e il dolore per quanto è avvenuto in quella terra dove si trova anche la brigata Julia e dove sono caduti tanti nostri alpini.

Alpinità, cioè famiglia allargata

Carissimi Alpini, grazie! Con la vostra allegria e spensieratezza avete ravvivato la mia città di Piacenza. Grazie alla vostra Adunata nazionale avete portato gioia dove prima vi era solamente monotonia. Mi sono divertito moltissimo a cantare i vostri cori accompagnati dalle fanfare. A volte improvvisando. Mi avete insegnato molte cose tra cui la fratellanza umana e la volontà di aiutare il prossimo.

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