Articolo Alpino

Dedicato alla Tridentina


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Settembre 2018 dell'Alpino


Il Comitato Tridentina 1942-2018, formato dalle Sezioni di Torino, Asti e Val Susa, ha voluto ricordare la partenza per la Russia, avvenuta nel luglio 1942 dalle stazioni di Torino, Asti, Avigliana, Collegno e Chivasso, dei reparti della divisione Tridentina, che avevano soggiornato per un anno in Piemonte, svolgendovi la preparazione per la nuova Campagna di guerra.

Gli alpini della Tridentina, giunti nel nord del Piemonte nel luglio del 1941, di ritorno dalla Campagna di Grecia, per quasi tre mesi avevano soggiornato in Alta Val Susa, per poi acquartierarsi in pianura nel mese di ottobre, in varie zone del torinese e dell’astigiano. «Vogliamo rendere omaggio ai ragazzi della Tridentina - ha detto il vice Presidente Buttigliero - non solo per le loro gesta eroiche, ma semplicemente per ricordare un periodo trascorso in queste valli ad addestrarsi prima della Campaggna di Russia, mesi che sono anche stati i loro ultimi sereni e spensierati.

La capacità degli alpini e di questi uomini, di adattarsi alle situazioni più complicate, di amalgamarsi con la popolazione e il territorio, alpini veneti e lombardi della Tridentina che nel loro anno trascorso sulle nostre montagne in addestramento prima della partenza, hanno fatto parte integrante di questa popolazione. Posso immaginare che qui, abbiano trovato ospitalità ed in alcuni casi, anche l’amore. Al termine della guerra, alcuni di loro sono tornati per metter su famiglia. In Russia grazie alla loro umanità, durante la ritirata, vennero più volte ospitati nelle isbe, pur essendo di fatto, gli invasori. Come gli alpini in armi di oggi che, seppur in un diverso contesto delle missioni all’estero, vengono accolti con grande rispetto dalle popolazioni.

O ancora, gli alpini dell’Ana che grazie anche a quell’anno di naja che ha insegnato loro il rispetto degli altri e delle regole - spesso poco amate - hanno appreso il valore dell’aiuto reciproco, per affrontare le difficoltà sotto le armi e successivamente nella vita quotidiana». Buttigliero ha proseguito: «La forza e la capacità della nostra Associazione è proprio questa, quella di ricordare non solo le vicende belliche, ma anche gli alpini che trascorsero qui quel periodo sereno. E anche mantenendo rapporti di amicizia con i popoli una volta ritenuti nemici. L’asilo di Rossosch proprio in Russia, nato per i bambini e il ‘Ponte dell’amicizia’ che verrà inaugurato a Livenka a settembre, ne sono un esempio tangibile».

Con queste parole, il vice Presidente Buttigliero, ha concluso il suo intervento salutando i numerosi presenti, molti dei quali erano giunti ad Avigliana, con la Tradotta Storica, partita al mattino dalla stazione di Porta Nuova di Torino. Stesso luogo che vide la partenza per la Russia di numerose tradotte alpine, tra le quali quella dello scrittore Mario Rigoni Stern, sergente del battaglione Vestone. Non è voluto mancare al ricordo della Tridentina in Piemonte, il vice comandante delle Truppe Alpine e comandante della Divisione alpina Tridentina, gen. Marcello Bellacicco, che ha sottolineato quanto siano importanti queste giornate di ricordo per fare capire ai giovani chi erano i loro coetanei che, nel 1942, vennero comandati per la Campagna di Russia.

Ragazzi che arrivavano già da altri territori di battaglia e che, qui in Piemonte, avevano potuto godere di un periodo di relativa normalità, con persone cordiali che li hanno accolti come dei figli. Il ritorno della tradotta verso Torino, con sosta alla stazione di Collegno, altro teatro di partenze per la Russia, ha così concluso il ricco programma di eventi.

Luca Marchiori

  11/09/2018

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