Tornare in Adamello

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    Quanto ci siamo persi in questi due anni di pandemia, quante occasioni abbiamo dovuto “lasciar andare”, a partire dai molti centenari scappati letteralmente fra le mani, compreso quello della Sezione di Trento, alla quale è stata negata una degna cornice che invece quell’evento avrebbe meritato. E così è stato anche per il consueto pellegrinaggio in Adamello, passato sotto la scure organizzativa della pandemia, ma che finalmente in questo 2022, e possiamo dirlo con orgoglio, è tornato alle origini, e non solo per la ritrovata consuetudine dei suoi riti laici.

    Tra il 22 ed il 24 luglio scorso, infatti, la Val Rendena in Trentino ha ospitato la 58ª edizione del pellegrinaggio solenne, alla presenza del Labaro e di molti illustri ospiti che hanno voluto prendere parte agli eventi calendarizzati dalla Sezione di Trento che per quest’anno era l’organizzatrice, in alternanza con la consorella Sezione Vallecamonica. Ben sette colonne di pellegrini hanno dato vita alla parte alpinistica, concludendo i percorsi diversificati, per difficoltà e lunghezza, proprio nel cuore storico del massiccio adamellino, cioè il rifugio “Adamello Collini” al Bèdole, un antico gioiello di ospitalità montana in fronte alle Lobbie, e nel bel mezzo del Parco Adamello-Brenta in alta Val di Genova.

    Sulla piccola rampa erbosa, appena fuori il rifugio, sabato 23 si sono così dati appuntamento pellegrini, alpini e tanti amici giunti per assistere al rito laico del ricordo dei Caduti della Grande Guerra, preceduto dalla Messa presieduta dal vescovo mons. Claudio Giuliodori. Al termine della celebrazione, e prima delle allocuzioni ufficiali, l’organizzazione ha riservato un momento dedicato allo scoprimento di una lapide che l’Ana e l’associazione Amici del rifugio Mandròn hanno voluto dedicare alla memoria dei fratelli Faustino e Bortolo Pedretti, soci di entrambe le associazioni, ed artefici di molte iniziative sul massiccio adamellino compresi molti pellegrinaggi.

    A loro – recita la lapide in granito del posto – viene dedicato il rinnovato sentiero dell’Acqua pendente, antico percorso che ricollegherà il rifugio Bèdole al rifugio Mandròn. Nel pomeriggio, dopo la discesa a valle, c’è stato un momento riservato ai Caduti, con la deposizione di una corona in contemporanea davanti ai monumenti di Carisolo, Pinzolo e Spiazzo. Ai molti presenti, si sono aggiunti anche alcuni ospiti di rilievo: ai numerosi turisti in villeggiatura a Pinzolo in Val Rendena non è certo sfuggita la fisionomia, ormai ben conosciuta, del gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo che ha voluto farci il grande onore di prender parte all’evento adamellino. Nello stesso istante a Spiazzo il comandante delle Truppe Alpine, gen. C.A. Ignazio Gamba partecipava invece alla deposizione al locale monumento, mentre a Carisolo il col. Gaetano Celestre rappresentava gli alpini in armi assieme a molti gagliardetti e vessilli.

    Il sabato sera si è invece concluso “all’alpina” presso il tendone che la Protezione civile Ana Trento ha allestito a Spiazzo, fornendo con i NuVolA locali un ottimo servizio di ristorazione nella due giorni adamellina. Il concerto serale del coro sezionale Re di Castello, pure presente alla Messa al Bèdole, ha invece garantito una degna conclusione al percorso culturale di avvicinamento denominato “Aspettando l’Adamello” che la Sezione organizzatrice ha proposto nei centri della valle nell’ultimo mese precedente l’evento. Domenica è stata invece dedicata alla cerimonia ufficiale, sempre a Spiazzo, dove si è svolta la sfilata attraverso le vie del paese. Pellegrini, alpini e amici preceduti dal Labaro scortato dai due vessilli delle Sezioni organizzatrici di Trento e Vallecamonica hanno quindi raggiunto il piazzale delle scuole. Nella successione, gli interventi di saluto, dapprima della sindaca di Spiazzo Barbara Chesi, anche a nome degli altri sindaci della Val Rendena presenti all’evento.

    È toccato a me, come Presidente della Sezione di Trento, anche a nome dell’Presidente della Sezione Vallecamonica, che ho voluto ricordare le figure del cap. Guido Larcher e del ten. Medaglia d’Oro al Valor Militare Ferruccio Stefenelli, entrambi padri fondatori della Sezione ai quali è stata dedicata l’edizione di questo pellegrinaggio. Al gen. C.A. Figliuolo è stato invece riservato il compito di portare il saluto degli alpini in armi, anche a nome del collega gen. C.A. Ignazio Gamba. Il gen. Figliuolo, nella sua qualità di comandante del Covi (Comando Operativo di Vertice Interforze), ha ricordato i molti impegni attuali nei teatri operativi esteri delle Truppe Alpine, in particolare nel nuovo scenario dell’est Europa, ed ha poi voluto ricordare e ringraziare i tanti volontari alpini soci Ana che hanno preso parte attivamente alle operazioni di sostegno alla popolazione durante l’emergenza Covid.

    Come di consueto l’ultimo indirizzo di saluto è giunto dal Presidente nazionale Sebastiano Favero il quale ha rimarcato l’importanza della memoria che, in luoghi così carichi di storia come appunto l’Adamello, acquista maggior significato per gli impegni morali che gli alpini debbono oggi assumersi: primo fra tutti il tramandare ai più giovani proprio quella memoria ed i valori su cui si fonda la nostra Associazione. Ecco l’importanza dei molti Campi Scuola in questi mesi organizzati dall’Ana per aiutare i giovani ad avere gli strumenti per capire e comprendere il significato di “dovere, aiuto, altruismo ed organizzazione”. Al termine dei discorsi vi è stato lo spazio dedicato alla Messa presieduta dal card. Walter Kasper, amico dell’Adamello e che già molte altre volte è stato presente assieme agli alpini nei diversi pellegrinaggi.

    La fanfara sezionale, quella di Pieve di Bono della Sezione di Trento e la fanfara Valle Camonica hanno garantito l’accompagnamento musicale, riservando all’uscita del Labaro un “33” suonato assieme. Arrivederci, dunque, in Valle Camonica nel 2023!

    Paolo Frizzi