La Strada degli Alpini

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    “Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi” (Walter Bonatti). Una frase ad effetto, presa a campione dal coro unanime di ringraziamento che, la mattina del 6 agosto a Oulx, ha plaudito per il termine dei lavori al sentiero attrezzato “Brigata Alpina Taurinense” e alla Strada degli Alpini al Passo della Mulattiera, in Alta Val Susa, ai confini con la Francia.

    La cerimonia è iniziata in quota, sul tracciato del sentiero attrezzato, dove una rappresentanza delle squadre alpinistiche della Protezione Civile del 1º Raggruppamento e degli istruttori militari di alpinismo della brigata alpina Taurinense hanno salutato, con fumogeni tricolori, il passaggio dei due elicotteri AW-412 con le autorità. L’inaugurazione è proseguita ad Oulx, con il tradizionale taglio del nastro tricolore, ad essa hanno preso parte il Presidente nazionale Sebastiano Favero, il vice comandante della Taurinense, col. Pierpaolo Lamacchia, il sindaco di Oulx Andrea Terzolo, il Presidente del Cai Bardonecchia Piero Scaglia, il Presidente del comprensorio alpino Torino 2, Marco Cenni e il Presidente del consorzio forestale Alta Valle Susa, Massimo Garavelli.

    La storica Ferrata degli Alpini, così denominata prima dei lavori di ripristino appena ultimati, è in realtà un sentiero attrezzato che attraversa diagonalmente il versante italiano sotto la Punta Charrà. Fu costruito dagli alpini negli anni che precedettero la Seconda guerra mondiale, intorno al 1939, quando un conflitto con la Francia era uno scenario plausibile. L’obiettivo del sentiero era quello di proteggere i rifornimenti tra i Passi della Mulattiera e della Sanità, rimanendo al riparo dal versante francese.

    A metà degli anni Settanta il battaglione alpini Susa ripristinò il sentiero rendendolo accessibile agli escursionisti, tuttavia i cavi e gli ancoraggi, assoggettati a valanghe durante il periodo invernale e a frane durante quello estivo, con il passare del tempo sono stati danneggiati. A distanza di cinquant’anni gli alpini della Taurinense e i volontari della Protezione Civile del 1º Raggruppamento si sono occupati nuovamente del ripristino e della messa in sicurezza del sentiero attrezzato effettuando importanti lavori di manutenzione, di ispezione e di controllo. Grazie all’ausilio di mezzi speciali del 32º reggimento Genio guastatori di stanza a Fossano, alla grande esperienza degli istruttori militari di alpinismo appartenenti ai vari reparti della Taurinense e alla professionalità delle squadre alpinistiche, dei logistici e dei supporti della Protezione Civile Ana è stato possibile riaprire l’impianto, molto apprezzato da turisti e alpinisti italiani e stranieri.

    I Guastatori del 32º si sono occupati in particolare della manutenzione della strada militare che dal Colomion conduce al Passo della Mulattiera, dove inizia la via ferrata. La strada, a causa delle avverse condizioni meteorologiche del periodo invernale, era in diversi punti franata causando un restringimento della carreggiata, pertanto è stato necessario intervenire per allargare la sede stradale e realizzare delle opere di contenimento laddove si erano verificati dei cedimenti. L’intervento, reso ancora più difficile dal contesto montano, ha richiesto un’organizzazione del cantiere di lavoro in spazi ristretti per trasportare mezzi e materiali fino a quota 2.400 metri. Nove Guastatori, 4 mezzi da cantiere, 25 giorni circa d’intervento, 450 ore lavoro delle macchine, 4 chilometri circa e 1.700 metri di dislivello: questi i numeri che riassumono la complessità dell’operazione ad alta quota, su una vecchia mulattiera oggi transitabile da veicoli leggeri.

    È toccato invece agli istruttori militari di alpinismo, assieme agli alpinisti e agli ergotecnici della Protezione Civile Ana, pianificare, organizzare e condurre la messa in posa dei cavi metallici e degli ancoraggi lungo l’itinerario che si sviluppa dal Colle della Mulattiera a quello della Sanità per oltre un chilometro e mezzo e 250 metri di dislivello. Con l’ausilio di trapani a batteria e a scoppio sono stati effettuati dei fori entro i quali inserire i fittoni metallici, fissati alla parete per mezzo di una resina epossidica ad alto carico. Una volta posizionati gli ancoraggi, grazie al supporto dell’aviazione dell’Esercito con gli elicotteri del 34º distaccamento permanente Toro di Venaria Reale, sono state trasportate al Passo della Mulattiera e al Passo della Sanità nove bobine di cavo di acciaio. Ognuna di esse conteneva un cavo metallico della lunghezza di 200 metri per 150 kg di peso.

    Gli istruttori militari di alpinismo della Taurinense con i volontari della Protezione Civile Ana hanno sfilato e messo in tensione il cavo, fissandolo ai fittoni precedentemente installati grazie a dei morsetti metallici. Gli specialisti della Protezione Civile del 1º Raggruppamento hanno operato con impegno e dedizione 7 giorni su 7. Complessivamente e limitatamente al sentiero attrezzato ha richiesto oltre 440 giornate, pari a circa 5.520 ore/ uomo, comprensive del tempo necessario per accedere al cantiere.

    In particolare si annoverano 210 giornate/ uomo (circa 1.680 ore) sul tratto in roccia dei volontari delle squadre alpinistiche della Protezione Civile Ana e della Valsusa e dagli istruttori della Taurinense; 27 giornate (216 ore) a pala e piccone nei canaloni e sulle pietraie dei volontari della Protezione Civile della Sezione Valsusa; 90 giornate circa (720 ore) di supporto tecnico e logistico fornite dai militari del 34º squadrone Toro (elitrasporto di circa 8 quintali di materiali) e da volontari della Protezione Civile Ana (gestione base logistica, telecomunicazioni, riprese con Apr) e infine 120 giornate (960 ore) per attività di programmazione, coordinamento, gestione, attività amministrativa di segreteria, registrazione, informatica, ecc.

    Ancora una volta l’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine, forti delle esperienze maturate nel corso delle esercitazioni congiunte e degli interventi di soccorso e sicurezza del territorio, hanno messo a disposizione la professionalità, l’entusiasmo e le tecnologie di cui dispongono a conferma del costante impegno a favore della comunità, per la sicurezza in montagna.

    s.m.