L’alpinità oltre gli oceani

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    NEW YORK

    La lunga trasferta nel Nord America del presidente Corrado Perona e del consigliere nazionale delegato ai contatti con le sezioni all’estero Ornello Capannolo, comincia il 5 ottobre con la visita alla sezione di New York. Nella metropoli americana, simbolo di un paese che da quasi un secolo gioca un ruolo di primaria grandezza nei destini del mondo, c’è l’unica sezione ANA degli Stati Uniti, anche se gli alpini non mancano in ogni città dalla bandiera a stelle e strisce. Ad accogliere la delegazione all’aeroporto JFK c’era, con alcuni alpini, il presidente Luigi Covati, un giovane imprenditore che da qualche decennio lavora nel settore dell’edilizia.

    Nella Grande Mela, centro propulsore dell’economia mondiale, gli alpini non sono proprio di casa, ma anche se sono L’alpinità oltre gli oceani pochi non rinunciano a portare con fierezza il loro cappello tra grattacieli e magie della vita moderna e si portano nel cuore, senza pudori, la nostalgia dei silenzi delle montagne e delle creste vertiginose . Nell’incontro conviviale con il presidente nazionale si parla dei problemi della sezione, sparsa in un territorio molto esteso che non facilita i contatti, della necessità di mantenere stretti i rapporti con la sede nazionale e dell’intenzione di tenere a New York il congresso del 2011.

    A tutti risponde Perona assicurando l’attenzione e l’affetto degli alpini nei confronti di chi vive all’estero e li incita a conservare l’attaccamento ai valori che fanno del cappello alpino un simbolo di serietà ovunque. Nata come New Amsterdam all’inizio del 600, New York s’incunea nel fiume Hudson con l’isola di Manhattan creando uno scenario di rara suggestione, in equilibrio tra la modernità degli edifici e la bellezza del golfo dominato dalla statua della Libertà. Ellis Island, Central Park, Brooklin, Time Square riusciranno ad attirare tante penne nere dall’Italia per il Columbus Day del 2011, 11 ottobre, quando ci sarà, in coincidenza con il XVI Congresso delle sezioni del Nord America, la storica parata sulla Quinta Strada?C’è da giurarci.

    MONTRÉAL OTTAWA

    Ad attendere il presidente Perona all’aeroporto di Montréal ci sono il presidente della sezione Ferdinando Bisinella e Bruno Negrello. Il primo bassanese e il secondo di Valstagna, in Valsugana. Finalmente si parla veneto dopo una full immersion nei dialetti abruzzese e friulano. Mercoledì 7 l’emittente radio italiana in Canada riserva alla delegazione ANA mezz’ora di intervista, nel corso della quale il presidente nazionale parla delle iniziative in Abruzzo e delle finalità dell’Associazione.

    Alle 10,30 puntuali all’incontro con il viceconsole Massimiliano Gori. La conversazione sulla situazione della comunità italiana nella regione francofona scorre piacevole, grazie alla simpatia che il giovane diplomatico dimostra nei confronti degli alpini. Si parla delle associazioni d’arma, della condizione dei nostri emigrati, del voto degli italiani all’estero. Su 200.000 residenti a Montréal solo 50.000 sono iscritti nelle liste del consolato, ma l’attività degli uffici non esclude nessuno. Infatti possiamo constatare un bel gruppo di persone in attesa per espletare le loro pratiche. Breve visita alla vecchia città capitale del Québec, a quella sotterranea, al Centro Leonardo da Vinci e infine incontro con gli alpini al Buffet le Ritz. Grande accoglienza al presidente nazionale, con foto ricordo e abbracci.

    La famiglia alpina avverte la vicinanza della sede nazionale e la bella serata scorre all’insegna dei ricordi. Il giorno seguente, con due limousine bianche lascio al lettore le battute ironiche di circostanza che non hanno risparmiato nessuno partenza per la capitale del Canada, Ottawa, dove stanno ad attendere il corteo presidenziale Luciano Boselli, neopresidente della sezione, e una decina di alpini. Reso l’omaggio al bel monumento eretto in un parco di fronte alla chiesa di Sant’Antonio si passa all’ambasciata d’Italia, per un saluto all’addetto militare gen. Brigata aerea Sanzio Bonotto e all’ambasciatore Gabriele Sardo di Trieste.

    L’accoglienza nella sede diplomatica è calorosa e offre l’opportunità per uno scambio di considerazioni sulla presenza in Canada degli italiani e degli alpini. Nelle parole dell’ambasciatore si coglie una netta simpatia verso la nostra Associazione di cui si apprezza il lavoro compiuto in favore delle comunità, ovunque ci sia bisogno di aiuto. In serata la sezione offre una cena in onore del presidente Perona e accompagnatori in un elegante ristorante, presenti tutti gli alpini, le loro famiglie, gli amici e simpatizzanti.

    TORONTO

    Le sezioni e i gruppi autonomi del Nord America s’incontrano ogni due anni per fare il punto sulla loro presenza nell’area geografica più ricca del mondo. C’è l’aria euforica degli incontri alpini e i presidenti o capigruppo si salutano con commovente slancio. Vivono spesso lontani parecchie migliaia di chilometri e in contesti sociali molto diversi, ma conservano intatto lo spirito di quando indossavano la divisa. Al Fogolar Furlan veste i panni del gran cerimoniere Gino Vatri, coordinatore della presenza alpina negli Stati Uniti e nel Canada, coadiuvato da Ferdinando Bisinella, Montréal, per l’area orientale, e da Vittorino Dal Cengio, Vancouver, per quella occidentale. Tutti e tre saranno riconfermati, per acclamazione, nel mandato per il biennio 2009 2011.

    Letto ed approvato il verbale della seduta precedente, prende la parola per un breve saluto il presidente nazionale Corrado Perona che, commosso, ringrazia tutti per la tempestività e la generosità degli aiuti in occasione del terremoto in Abruzzo. Siete arrivati dice prima di tante sezioni in Italia e avete dimostrato di avere un grande cuore. Quando sfilate per le vie delle nostre città in occasione dell’Adunata nazionale suscitate ammirazione e stupore. Pochi immaginano quanti alpini siano sparsi nel mondo. Le attività che portate avanti sono tante e fanno onore al nostro cappello e al nostro paese. Avete dato molto e continuerete a farlo . Vatri legge la sua relazione morale e sottolinea con soddisfazione che nessun gruppo è stato perso, e non è poco, che le borse di studio assegnate a familiari di soci sono sempre apprezzate e numerose.

    Il giornale Alpini in trasferta è uscito 4 volte e il Corriere Canadese pubblica spesso notizie sulle attività dell’associazione. Sezioni e Gruppi tengono in vita i loro notiziari che riferiscono puntualmente sulla vita intensa dei soci e degli amici, valorizzando le iniziative di solidarietà, culturali e di intrattenimento. La relazione del coordinatore è volutamente scarna per lasciare spazio al dibattito. Uno dei problemi sentiti e discussi è l’inevitabile calo degli iscritti e la pressante richiesta, da parte dei figli e dei nipoti di alpini andati avanti, di portare il cappello dei padri o dei nonni. In Canada questo avviene regolarmente da parte dei discendenti dei legionari. Perché non imitare l’esempio?Perona risponde che a norma di Statuto questo non è possibile e che dobbiamo puntare sulla qualità dei nostri soci più che sulla quantità. In Italia, abbiamo ancora tanti alpini non iscritti all’ANA. Ne è prova il gran numero di nuovi gruppi sorti in questi ultimi anni. La sospensione della leva ha sollevato sconcerto, malumori e ha messo in difficoltà i rapporti con le FF.AA.

    Oggi fortunatamente siamo in sintonia con i nostri comandanti e la collaborazione con i militari si fa sempre più stretta e amichevole. Le sezioni all’estero riconosce incontrano più difficoltà di
    quelle in patria e quindi bisognerà trovare una formula per metterle in condizione di poter operare . E conclude: La chiusura non è una soluzione. Non risolve nulla . Segue la consegna del volume Storia delle sezioni all’estero , a firma di Ornello Capannolo, che suscita subito un grande interesse e riceve i complimenti più vivi da parte del presidente nazionale. L’Alpino avrà modo di presentarlo in modo conveniente in uno dei prossimi numeri. Domenica 11 ottobre, Messa presso la parrocchia di San Rocco celebrata da frate Vitaliano Papais. Nella sua omelia il simpatico sacerdote sottolinea l’attualità degli ideali dell’alpinità, intessuti di spirito religioso e afferma: La vita è troppo breve per essere sprecata .

    Segue una sfilata di oltre un chilometro fino alla Famee Furlane per una breve cerimonia davanti al monumento degli Alpini e quindi pranzo cui hanno partecipato oltre 700 persone. Al tavolo delle autorità l’addetto militare ad Ottawa gen. Sanzio Bonotto, e il comandante della polizia di Toronto (9.000 poliziotti alle sue dipendenze!), Julian Fantino, che, oltre ad esprimersi in un italiano perfetto, non disdegna di dirigere il traffico nei punti cruciali della sfilata. A dare un tono alpino al convivio ci pensa il coro congedati della Julia con una esibizione applauditissima. Durante lo scambio di doni e guidoncini il presidente Perona rivolge ai presenti un saluto accalorato e toccante, concludendo: Guai se si spegnessero le luci delle sezioni all’estero. Anche una fiammella è luce. Continuate a camminare sulla strada che avete intrapreso . Applausi e commozione.

    HAMILTON

    Il presidente nazionale non poteva negare a Fausto Chiocchio una puntata rapida nella sede della sezione di Hamilton. Arrivata in serata giusto in tempo per partecipare al concerto del coro alpino Brigata Julia Congedati, seguito da una Messa, e accolta con la calorosa simpatia tipica degli abruzzesi, ma non solo, la delegazione ANA ha trascorso una serata indimenticabile, animata dai giovani del coro che, smessi i panni delle esibizioni, hanno coinvolto gli alpini residenti in Canada nella voglia di scherzare che caratterizza gli anni verdi.

    La cucina, a base di arrosticini’, ha avuto un meritato successo e alla fine ci si è sentiti tutti più alpini. Il presidente Perona ha rivolto un affettuoso saluto a tutti i presenti, sottolineando come la nostra famiglia, in ogni latitudine, si porta addosso il bisogno di stare assieme, di cantare le nostre canzoni e di tenere alto il nome dell’Italia. Per una volta, il nostro Corrado nazionale non è stato solo attento ascoltatore di cori, ma corista.

    WINDSOR

    L’ultima tappa del viaggio in terra canadese tocca la città di Windsor, sorta appena qualche secolo fa sulle rive del fiume Michigan, di fronte alla capitale delle auto, Detroit. Qui si parla, si pensa, si agisce soprattutto in friulano. Il Fogolar Furlan fa da centro catalizzatore e gli alpini ne sono l’anima. Morasset, presidente della sezione, col fair play del manager abituato a relazionarsi con la comunità americana, governa, affiancato da un impeccabile consiglio sezionale, i suoi soci con taglio alpino e accento anglosassone.

    Una forte componente della comunità italiana è presente alla serata organizzata presso la Famee Furlane in onore della delegazione ANA. C’è l’animazione dei grandi eventi e il calore dell’amicizia. A rendere particolarmente piacevole l’incontro ci pensano i giovani del Coro dei Congedati della Brigata Julia, che, esibendosi con un eccellente repertorio di cante della montagna, predilegendo le composizioni del maestro Bepi De Marzi, scaldano i cuori degli alpini dell’Ontario. Nelle presentazioni dei brani non mancano scenette piene di brio e di quell’aria un po’ scanzonata delle penne nere.

    Non si poteva passare da quelle parti senza portare un saluto fraterno ad Aldo Lot, artigliere da montagna, imprenditore di grandi capacità manageriali, e ad Arrigo Collavino, costruttore affermato, con cantieri edili che vanno dal Polo Nord al Centro Africa, per non parlare degli Stati Uniti. Con loro si parla esclusivamente di cappello alpino, cui sono legati da un attaccamento pari solo a quello per la loro terra, il Friuli.

    Si conclude così un viaggio lungo, a volte faticoso, che ha confermato l’ottimo stato di salute delle sezioni del Nord America. Viene da chiedersi se per respirare l’aria sana dell’italianità non bisogna attraversare gli oceani.

    Pubblicato sul numero di novembre 2009 de L’Alpino.