In ricordo del generale Varda

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    Illustre e caro direttore, cinquant’anni orsono, il 23 ottobre 1965, moriva il gen. C.A. degli alpini Giovanni Varda, mio padre. Ebbe funerali militari, con la bandiera del 2º rgt. alpini. Unitamente a mia sorella Maddalena, abbiamo voluto ricordarlo con una Messa nelle due sedi significative della sua vita: Chiomonte dove nacque, Alba dove spirò.

     

    Egli sull’uniforme o sul bavero della giacca portava solamente i nastrini di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e quelli azzurri delle sue decorazioni al valore: una Medaglia d’Argento, cinque Medaglie di Bronzo, una Croce di Guerra e quattro Croci al Merito. Un bel petto! Era notaio ma preferì la vita delle armi: guerra di Libia, 1ª Guerra Mondiale, Campagna di Etiopia, 2ª Guerra Mondiale. Da subalterno era l’ufficiale più decorato del 7º rgt. alpini; ha comandato la 30ª cp. del Fenestrelle in Val Travenanzes, dove fu ferito, sulle Tofane, il btg. Borgo San Dalmazzo, il 6º rgt. alpini e l’11º rgt. alpini di cui fu il primo comandante e che portò in Africa nella Campagna di Etiopia. Questi sono i comandi più significativi nelle Truppe Alpine mentre non cito i comandi di livello superiore né quelli nel servizio di Stato Maggiore. Con queste mie parole desidero ringraziare gli alpini dell’Associazione che nelle due località citate ci hanno fatto l’onore, donandoci grande gioia, con la loro presenza e con i loro gagliardetti, di ricordarlo a quanti in varie parti delle Alpi lo hanno conosciuto. Alba gli ha dedicato una piazza per il suo impegno civico e scorrendo i locali giornali dell’epoca ho scoperto che da pensionato era nominato come “il papà dei poveri”.

    Aldo Varda