Il saluto agli alpini dell'8 rientrati dall'Afghanistan

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    A Venzone, con i sindaci di Venzone, Cividale, Gemona, dell’Alto Friuli e le Sezioni e gruppi ANA.

    Celebrato a Venzone, a fine aprile, nel corso di una intensa cerimonia, il rientro a casa degli 85 alpini dell’8º Reggimento, battaglione Tolmezzo , dopo 5 mesi di missione in Afghanistan. Nella splendida piazza del Comune di Venzone e nella sala consiliare i sindaci di Cividale e Venzone le città che ospitano le due sedi del reggimento insieme al sindaco di Gemona, Marini, di Tolmezzo Cuzzi, di Paluzza Maieron e di Tarvisio Baritussio, tutte città accomunate da un rapporto strettissimo con l’8º, hanno salutato gli alpini, presenti il comandante del reggimento, col. Massimo Panizzi e il vice comandante della brigata alpina Julia , col. Romeo Vicario.

    La cerimonia ha visto la presenza di numerosi rappresentanti dei gruppi friulani dell’Associazione Nazionale Alpini e di varie associazioni combattentistiche e d’arma. Insieme ai rappresentanti del gruppo ANA di Paluzza, città dell’Alto Friuli gemellata con il battaglione Tolmezzo , è stata graditissima la presenza di Giorgio Di Centa, due volte medaglia d’oro olimpica, legato agli alpini dell’8º. Durante i mesi di missione gli alpini hanno effettuato più di 1.500 pattuglie di sicurezza e di ricognizione su tutti i distretti della provincia, percorrendo più di 135.000 chilometri sulle impervie e difficili strade del Paese.

    L’attività di scorta effettuata dalle pattuglie di alpini ha consentito al personale tecnico, militare (CIMIC) e civile (Cooperazione Italiana), di seguire ben settanta progetti di ricostruzione, di cui sessanta già portati a termine. L’attività è stata rivolta, in particolare, all’istruzione (costruzione e riedificazione di scuole), alla costruzione di acquedotti, al potenziamento delle risorse idriche, allo sviluppo delle aree rurali, alla sicurezza (addestramento delle forze di polizia locali e dell’ esercito) e alla sanità. Alcuni progetti sono stati particolarmente finalizzati al supporto della popolazione più vulnerabile (bambini, orfani, donne, disabili).

    Sono stati inoltre distribuiti alla popolazione aiuti umanitari donati da enti pubblici, associazioni ed aziende italiane (vestiario, personal computer, materiale antincendio, farmaci ed attrezzature sanitarie). Tale approccio con i locali, dopo una prima fase di studio e di graduale integrazione con la realtà del luogo, ha contribuito a infondere nella popolazione sentimenti di fiducia, stima ed affetto verso i nostri alpini e i nostri operatori civili.

    Da novembre ad oggi non sono comunque mancati momenti di tensione, soprattutto legati a singoli episodi verificatisi tra sciiti e sunniti, alle manifestazioni di protesta da parte di estremisti e a due attentati suicidi con autobomba. Nel primo dei due, occorso nel mese di dicembre, erano stati coinvolti anche due alpini dell’8º Reggimento senza gravi conseguenze, grazie anche all’abilità e alla professionalità dimostrata dai nostri militari.

    Al momento, la situazione risulta stabilizzata anche se l’attenzione resta alta. L’8º Reggimento alpini si conferma quale realtà operativa a tutto campo capace di esprimersi con successo nei più disparati teatri operativi: due compagnie sono infatti rientrate da poco dal Kosovo, ove attualmente opera la brigata Julia, contribuendo in modo decisivo al mantenimento della pace nelle difficili zone di Dakovica e Decani, ove ancora le tensioni di carattere interetnico sono presenti e le degenerazioni possibili.

    Da alcuni mesi, inoltre, il Reggimento di Cividale e Venzone ha iniziato le attività addestrative di studio per la costituzione, insieme ai colleghi sloveni e ungheresi, dell’European Union Battle Group, il Gruppo da Combattimento europeo cui la brigata Julia darà vita e che avrà, nell’Ottavo alpini il suo punto di forza.