Fare prevenzione

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    A Valdagno, nel corso del primo fine settimana di aprile, è stata sfiorata la soglia del “traguardo psicologico” dei mille volontari partecipanti ad un’esercitazione. Sono stati infatti 971 le donne e gli uomini della Protezione Civile del 3º Raggruppamento che hanno prestato la loro opera nelle giornate di venerdì 5 e sabato 6 aprile, e che il giorno successivo, domenica 7, hanno celebrato il 90º anniversario di fondazione della Sezione di Valdagno. Vi hanno preso parte tutte le specialità della Colonna Mobile: le Squadre Alpinistiche, con 49 volontari, la Squadra Sanitaria con 6, l’Anti Incendio Boschivo con 57, Unità Cinofile di Soccorso con 40, Droni con 5, Idrogeologico con 2, Informatica con 34, Sanità Alpina con 49, Segreteria con 3, Attività Subacquee e Soccorso Fluviale con 8, Telecomunicazioni con 33 e quasi 700 tra generici e logistica. Un impegno, quello della Protezione Civile del 3º Raggruppamento, che è andato ben oltre l’allestimento dei 40 cantieri previsti, disseminati sui territori di ben sette Comuni del territorio: Altissimo, Brogliano, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno. Un plauso speciale è da attribuirsi ai tanti percorsi e ai tanti incontri che sono stati realizzati con i ragazzi scuole operanti sul territorio, un “plus” che, certamente, non deve essere dimenticato perché anche questo deve considerarsi come fare prevenzione ed è una delle ragioni per le quali esistiamo e siamo così importanti nella nostra società. Prevenzione non è solo liberare l’alveo di un torrente dagli arbusti, pulire una scarpata perché il fuoco non la possa aggredire, mettere in sicurezza i territori più a rischio: prevenzione è principalmente e soprattutto far nascere all’interno di ciascuno di noi, una consapevolezza di fenomeni e rischi che ci porti a ragionare in maniera sicura, e gli interventi sui ragazzi delle scuole sono certamente di gran lunga i più premianti in termini di medio e lungo periodo. La seconda cosa che mi ha fatto maggiormente piacere è stata il constatare che esercitazione dopo esercitazione, emergenza dopo emergenza, la Protezione Civile degli alpini sta completando il difficile cammino per portare i concetti di sicurezza all’interno del proprio modus operandi. Sono ormai anni che, girando per i cantieri, la gente non indossa i dpi, il caschetto, cuffie, occhiali e quant’altro previsto da normativa nazionale e buon senso «perché altrimenti arriva il Gianni e mi fa il paiolo…», ma perché e nata e si è consolidata a consapevolezza che la sicurezza non è un peso, un orpello burocratico che ci limita nel presente delle nostre attività, bensì una risorsa per non farsi male, e per tornare, il giorno successivo, a continuare a fare quello che riteniamo giusto fare, a portare la nostra opera laddove ce ne fosse bisogno, a essere, ostinatamente fieri e orgogliosamente coscienti di essere ciò che siamo: semplicemente alpini!

    Gianni Gontero