CADORE Cima Vallona, commemorate le vittime dell'attentato del 1967

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    Il 39º anniversario dell’eccidio di Cima Vallona (in Alto Adige, sconvolto da una lunga serie di attentati terroristici) è stato degnamente commemorato con una cerimonia promossa dalla sezione ANA Cadore e dal gruppo ANA San Nicolò Casada, presso la chiesetta di Cappella Tamai dedicata ai quattro militari uccisi da una mina piazzata sul sentiero che stavano percorrendo al termine di una ispezione successiva ad un attentato terroristico.

    Particolarmente commovente è stato l’intervento del generale paracadutista Celi, presidente dell’Associazione Nazionale Incursori, che in quel lontano 1967 era commilitone di quei Caduti, ricordati ad uno ad uno, citando semplici episodi di vita vissuta. Così le figure di Francesco Gentile, capitano dei carabinieri deciso, ma profondamente umano e comprensivo, del sottotenente parà Mario Di Lecce, neo papà di una bimba che egli non ebbe mai la fortuna di vedere, dell’altro sergente parà Olivo Dordi, e dell’alpino del btg. Val Cismon Armando Piva, ne escono più chiare e vicine, in un ricordo commosso e appassionato.

    Era presente anche Marcello Magnani, insignito della Medaglia d’Argento al valor militare, rimasto gravemente ferito nell’attentato ed erano presenti anche i fratelli di Dordi, la moglie e la figlia di Di Lecce e la sorella dell’alpino Piva. Nel contorno di una miriade di labari, vessilli e gagliardetti delle associazioni combattentistiche e d’arma, con la presenza di autorità militari e civili, la cerimonia ha ribadito un concetto fondamentale: il ricordo dei Caduti nell’adempimento del loro dovere. Padre Ippolito, cappellano militare alpino, ha avuto parole di perdono per coloro che non sanno quello che fanno’.

    Sono seguiti interventi del presidente della Sezione Cadore Antonio Cason, del sindaco di San Nicolò Cornelio De Bolfo, di Max Pachner in rappresentanza dell’assessore regionale De Bona, dell’assessore provinciale Angelo Costola, del colonnello dei carabinieri Sutto, del col. Ferraris del 6º Alpini, del prefetto di Belluno Raimondo Provvidenza. Ha chiuso i discorsi il nostro vicepresidente nazionale Ivano Gentili.

    L’assessore Costola ha proposto che per il 40º dell’eccidio, nel 2007, vi siano iniziative concrete, oltre alla consueta cerimonia di fine giugno, per il ricordo dei quattro militi. Il Prefetto di Belluno ha assicurato il suo interessamento in accordo con le autorità competenti. Nella foto: il momento del discorso di Antonio Cason, presidente della sezione Cadore, davanti alla cappella costruita sul luogo dell’attentato terroristico di 39 anni fa.

    Livio Olivotto