Al Colle di Nava, nel ricordo dell'eroica Cuneense

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    Con quale immagine si può cominciare a scrivere del 57º raduno nazionale al Colle di Nava?Quale rappresenta nel migliore dei modi questo incontro che ogni anno fa tornare gli alpini liguri e piemontesi su questo Colle che divide due Regioni, ma che, contemporaneamente, le unisce nel ricordo e nella celebrazione del sacrificio della Divisione Alpina Cuneense in terra di Russia?

    Chi scrive ha ancora negli occhi e nel cuore i reduci che del raduno sono stati i protagonisti: erano accanto all’altare durante la Messa al campo, poi lentamente ma con una fierezza che non si perde mai, hanno risalito il prato per accostarsi al monumento che ricorda i 13.470 Caduti e dispersi (su 16.500 partiti!) della loro Cuneense. Idealmente, ognuno di loro ha deposto quella corona d’alloro al cippo di pietra sormontato dall’aquila in bronzo. Ognuno di loro, dopo 63 anni, porta ancora con sé il nitido ricordo di quei Fratelli d’Italia visti cadere e morire nella steppa russa.

    Questi nostri veci , hanno poi reso omaggio al loro generale Battisti, che ha voluto essere sepolto nella chiesetta che ricorda il sacrificio dei suoi Alpini. Sono rimasti muti, con gli occhi lucidi, mentre ai lenti rintocchi della campana veniva deposto un cuscino di fiori alla tomba di quello che è stato l’ultimo comandante della gloriosa Divisione. Con fierezza hanno ascoltato le note del silenzio . Quasi duecento tra gagliardetti e vessilli avevano sfilato fino al prato con la fanfara ed il picchetto della Taurinense , la fanfara Colle di Nava , il coro Monte Saccarello , i gonfaloni di Provincia e Comuni e centinaia di alpini che il prato non è riuscito a contenere.

    Il presidente nazionale Corrado Perona ha ricordato la necessità di mantenere viva la memoria, il ricordo di quelli che non sono tornati da quella tremenda esperienza, e di quelli che sono tornati segnati nel fisico e nel morale. Ma sarebbe troppo facile vivere solo di ricordi e di memoria , ha detto Perona. L’A.N.A. l’ha sempre saputo, e fin dalla costituzione si è mantenuta Associazione degli alpini nella gente, tra la gente: perché noi alpini siamo da sempre la gente, presenti con la solidarietà e l’esempio, nelle piccole come nelle grandi cose.

    Gli alpini lavorano in silenzio e senza clamori, fedeli a un loro motto: Tasi e tira . E devono continuare ad esserci ha concluso Perona Con gli alpini in armi, che pur di provenienze diverse hanno sempre sulla testa lo stesso nostro cappello alpino, lo stesso che noi tutti portiamo con orgoglio e che i ragazzi della Cuneense hanno onorato con il loro sacrificio .

    Un reduce del battaglione Pieve di Teco ha chiesto con un filo di voce dove fosse sepolto il generale Battisti. Quando gli è stato indicato l’altare ha detto in dialetto, con i lucciconi agli occhi : Abbiamo fatto il soldato insieme .

    Abbadia