All'Adunata di Latina sfiler la Bandiera di guerra del 2 Reggimento Alpini

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Il 2º Reggimento Alpini, comandato dal colonnello Antonio Di Gregorio, è una delle unità fondamentali di manovra della Brigata, principalmente dedicate a svolgere la funzione combat . Sarà la sua Bandiera di Guerra, scortata da due compagnie e preceduta dalla Fanfara della brigata Taurinense, ad aprire la sfilata dell’82ª Adunata a Latina. Non potrebbero essere più degnamente rappresentati gli alpini in armi, tutti ugualmente cari al nostro cuore. Quando sfileranno, passato e presente si uniranno: se saremo capaci di guardare con gli occhi del cuore, vedremo sfilare con loro anche quanti della Cuneense, la divisione martire, non sono tornati.

Il 2º reggimento ha una lunga storia. E’ caratterizzato da elevata mobilità, spiccata versatilità di impiego, accentuata autonomia operativa, buona potenza di fuoco e modularità delle strutture operative. Come gli altri reggimenti alpini, costituisce la componente di fanteria leggera dell’Esercito che, per propria natura, deve esprimere al massimo le virtù del combattente. Allo stesso modo i reparti alpini sono idonei ad operare in tutti gli scenari di crisi, da quelli a più alta intensità alle missioni umanitarie.

Nasce il 15 ottobre 1882 a Bra con i battaglioni Val Pesio, Col di Lana e Val Schio. Riceve il battesimo del fuoco nel 1895 96 durante la guerra d’Africa con alcune sue compagnie di formazione che concorrono alla costituzione del Battaglione Alpini che parteciperà alla battaglia di Adua. Nel 1909 il Reggimento assume un ordinamento definitivo e viene trasferito da Bra a Cuneo: i suoi battaglioni assumono il nome delle città dai cui dintorni reclutano la maggior parte del personale (Borgo San Dalmazzo, Dronero e Saluzzo).

Partecipa alla guerra di Libia, alla prima guerra mondiale, alle operazioni in Africa Orientale inquadrato nella divisione Pusteria e quindi al secondo conflitto mondiale: prima sul fronte occidentale, poi in Albania. Nell’estate del ’42, con la divisione Cuneense, viene schierato sul fronte russo, sul Don, dove respinge un primo attacco. La grande offensiva dell’inverno’42/43 si abbatte sul corpo d’armata alpino con terribile potenza di uomini e mezzi. I reparti del 2º reggimento si distinguono a Novo Kalitwa e a Rossosch (Btg. Borgo San Dalmazzo e Saluzzo ).

Il 17 gennaio del 1943 inizia il tragico ripiegamento in conseguenza della grande offensiva russa. Le unità del Reggimento si distinguono ad Annowka, Popowka ed in particolare nell’attacco contro Novo Postojalowka, considerata la tomba dei battaglioni Borgo San Dalmazzo e Saluzzo. La notte fra il 22 ed il 23 gennaio 1943 avvenne la distruzione della Bandiera di Guerra del 2º Reggimento Alpini per evitare che cadesse in mano nemica. L’operazione venne eseguita dal magg. Nino Bima, aiutante maggiore del reggimento, per ordine del col. Scrimin, allora comandante.

La divisione Cuneense è decimata: i suoi alpini hanno scritto col sangue una grande pagina di eroismo e di sacrificio. Nel campo di prigionia di Suzdal, il magg. Bima, consegnò successivamente la Medaglia d’Argento al comandante della Divisione Cuneense, gen. Battisti. Il 10 maggio 1943, con i reduci della Russia e con il 104º Reggimento Alpini in marcia, viene ricostituito il Reggimento che però avrà vita breve a causa degli eventi dell’8 settembre. Ricostituito nel 1963 e sciolto nuovamente nel ’74 il reggimento rinasce il 29 agosto del 1992 e incorpora il comando di reggimento, la compagnia comando e servizi, la compagnia mortai e il battaglione Saluzzo che comprende la compagnia comando, le compagnie 21ª, 22ª e 23ª e la 106ª mortai, con sede alla caserma Vian.

Il reggimento ha partecipato a numerose missioni di pace, meritandosi la stima delle unità degli altri Paesi della forza multinazionale e facendo onore all’Italia. Ha pagato un pesantissimo tributo alla pace, con la morte di cinque suoi alpini, uccisi in attentati in Afghanistan: il tenente Manuel Fiorito, il maresciallo Luca Polsinelli, il caporale maggiore scelto Giuseppe Orlando, i due caporal maggiori Giorgio Langella e Vincenzo Cardella.

Ha avuto anche dei feriti: il maresciallo Francesco Cirmi, il caporal maggiore scelto Salvatore Coppola, il caporale Sebastiano Belfiore e il caporale Pamela Rendina, prima alpina ferita in una missione di pace. Il reggimento è ripartito nel gennaio del 2008 per Kabul, in Afghanistan, dove in una missione orientata alla sicurezza e allo sviluppo del Paese è rimasto ferito in un attentato il 1º caporal maggiore Andrea Tomasello. Il reparto è rientrato nel maggio successivo.


La Bandiera di Guerra del 2º Alpini.