Articolo Alpino

Il sonno dei giusti


  Argomento: Ana

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Novembre 2017 dell'Alpino


La Sezione Bari-Puglia-Basilicata ha organizzato il 7º pellegrinaggio nazionale che quest’anno, ricorrendo il quinquennio, ha valenza solenne. Sabato 30 settembre nel suggestivo Sacrario militare dei Caduti d’Oltremare, il Labaro scortato dal Presidente nazionale Sebastiano Favero e da alcuni Consiglieri è stato accolto da vessilli e gagliardetti provenienti da diverse Regioni. Il Presidente della Sezione di Bari- Puglia-Basilicata Luigi Leo ha salutato e ringraziato per l’importante presenza nel luogo sacro dove oltre 75mila Caduti dormono “il sonno dei giusti”. 

Ha preso quindi la parola il Presidente Favero che ha esaltato i valori umani di tante vittime delle guerre e ha lanciato un accorato appello ai giovani di oggi, affinché difendano tali valori ed aiutino a rendere migliore la nostra nazione. Quindi Favero, Leo e il capitano di vascello Leotta hanno deposto le corone di alloro al Sacrario e al cippo che ricorda gli alpini Caduti. Il cappellano alpino don Giovanni de Palma ha officiato la Messa, accompagnata dal coro “Stelle Alpine” della Sezione Bari- Puglia-Basilicata, diretto dal maestro Paolo Romano.

Quattordici i vessilli di Sezione accanto a oltre 50 gagliardetti di Gruppo, al gonfalone della città di Bari, ai vessilli dell’Associazione Marinai d’Italia, a quello dell’Istituto del Nastro Azzurro e ai rappresentanti di bersaglieri, carabinieri, polizia e vigili urbani. Presenti i nuclei di Protezione Civile “Puglia Soccorso” e dell’Ana di Bari. È stata particolarmente toccante anche la cerimonia nel pomeriggio, quando i Presidenti Favero e Leo con il vice Presidente vicario Giorgio Sonzogni, i Consiglieri nazionali di Marzo, Di Nardo e Genovese e il generale Cassotta, a bordo di una motovedetta messa a disposizione della Capitaneria, hanno deposto in mare una corona di fiori a ricordo delle vittime dell’affondamento del piroscafo Galilea, avvenuto nelle acque dello Ionio il 28 marzo 1942.

Dei 1.329 militari si misero in salvo solamente 205 alpini e tra questi il tenente Antonio Ferrante, classe 1914, originario di Ruffano (Lecce) “andato avanti” di recente. Domenica 1º ottobre, in una meravigliosa giornata dal sapore primaverile, l’alzabandiera alla presenza di un picchetto armato e delle autorità civili e militari ha preceduto il corteo aperto dalla fanfara alpina di Sant’Agapito della Sezione Molise, diretta dal Maestro Matticoli. Al passo del Trentatré hanno sfilato i gonfaloni, i vessilli, i gagliardetti e i rappresentanti degli altri Corpi. Durante la due giorni, il giornalista Rai Gustavo Delgado ha commentato, con professionalità, ogni momento dell’evento. Presenza costante è stata anche quella del coro “Stelle Alpine” del maestro Romano che si è esibito in una chiesa cittadina. Allo scioglimento, avvenuto nella piazza antistante la prefettura di Bari, la fanfara ha intrattenuto la popolazione con un repertorio di musiche applaudite dalla popolazione.

Cesare Murolo
cesaremurolo@libero.it

  08/11/2017

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