Articolo Alpino

I colori della speranza


  Argomento: Sisma Centro Italia 2016

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Ottobre 2016 dell'Alpino


“Ciao, io mi chiamo Lucrezia e ho 9 anni. Spero che il regalo che vi ho fatto vi piaccia. Sapete, anche da me è venuto il terremoto e anch’io ho dormito nelle tende come voi. Ora qui da me è tutto ricostruito, non vi preoccupate, anche voi tornerete presto nelle vostre case. Non abbiate paura”. Quando i grandi pensano di sapere tutto, spesso sbagliano, e come altrettanto spesso accade i bambini ci sorprendono con dei gesti così semplici, ma così unici da lasciarci senza parole. 

Non c’è bisogno di scrivere un romanzo, ma una semplice lettera, come quella di Lucrezia, bimba di 9 anni di Finale Emila, dettata unicamente dalla sua volontà di essere vicina a bambini come lei per dar loro forza e coraggio in un momento difficile come questo. Lucrezia ha passato sia il dramma del terremoto, sia periodi in tenda mentre la terra continuava a tremare. Ciò che colpisce è la volontà di sostenere i suoi coetanei e la sua determinazione e semplicità nel raccontarlo. Ma la lettera non era l’unico pensiero: all’interno del pacchetto che lei ha voluto preparare personalmente, con i propri risparmi, c’erano giochi, pennarelli e album da colorare in compagnia.

Lucrezia, con questo dono, riconosce e ricorda l’importanza di non rimanere da soli e di stare insieme ad altri bambini, ai propri cari e ai compaesani. La lettera con il pacchetto è stata affidata alla Sezione Ana di Modena che organizza settimanalmente turni di lavoro in accordo con la regione Emilia Romagna presso le tendopoli di Balzo di Montegallo e Uscerno, in provincia di Ascoli Piceno. La lettera è stata consegnata al campo di Uscerno assieme ad altri giocattoli, disposti sul tavolo della mensa affinché i bambini potessero scegliere ciò che preferivano.

Ci siamo accorti che le mamme leggevano commosse la lettera di Lucrezia. Fare il volontario di Protezione Civile è dura, spesso si lavora in condizioni veramente difficili e sempre lontano da casa, ma la gratificazione che ti trasmettono le persone che incontri ti dà la forza di continuare con maggiore entusiamo e impegno.

Giuseppe Carboni, Sezione di Modena

  11/10/2016

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