Grazie presidente emerito Ciampi

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    Intendo esprimere, attraverso la rubrica che lei cura, la gratitudine più sentita al presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha saputo interpretare attraverso atti ufficiali, discorsi istituzionali ed iniziative pubbliche quel senso di appartenenza alla nazione e verso la bandiera che pareva sopito nella tradizione dei suoi predecessori: il ripristino della festa nazionale del 2 Giugno, la maggiore considerazione verso l’inno nazionale, l’esposizione del Tricolore in ogni luogo pubblico e l’impegno verso i giovani cui ha inteso trasmettere il senso più profondo dell’unità nazionale sono i segni più evidenti di una sensibilità di cui siamo sinceramente orgogliosi.

    Alberto Falato Ceriana (IM)

    Non credo che il presidente Ciampi abbia manifestato solo segni di sensibilità nei confronti dei simboli dell’unità nazionale, ma abbia capito che era doveroso da parte di chi riveste la massima carica dello Stato fare qualcosa per riportare l’attenzione degli italiani su quel bene inestimabile che ci fa sentire parte di una identità nazionale. Viviamo ancora tempi dominati dalla voglia distruttiva del patrimonio di valori trasmessici dai padri e sopravvissuti al fallimento delle nefaste ideologie del secolo scorso. Famiglia, scuola, parrocchia, servizio di leva obbligatorio, organizzazione dello stato sono finiti nel ciclone perverso di un’altra ideologia’, quella del potere ad ogni costo. Risultato: un dilagare di libertarismo, di qualunquismo, di relativismo, di egoismo che consente a personaggi che sfiorano il ridicolo, ma sono tremendamente seri e pericolosi, di emergere in virtù di una spregiudicata sete di potere e di soldi che li domina.

    Pubblicato sul numero di novembre 2010 de L’Alpino.