GEMONA – L’amato Tolmezzo

    0
    145

    Grande partecipazione alle cerimonie del 3º raduno del btg. Tolmezzo nella caserma Manlio Feruglio di Venzone dove, dopo due anni di forzato rinvio causa Covid, la Sezione di Gemona del Friuli, coadiuvata dall’8º Alpini e dal Comune di Venzone, ha richiamato i tanti alpini che negli anni hanno svolto il servizio militare tra le fila del Tolmezzo, battaglione tutt’ora pedina operativa dell’8º Alpini. Una due giorni (8 e 9 ottobre) dal ricco programma, con concerti di bande alpine e deposizioni di corone ai monumenti simbolo dei cantieri Ana del terremoto del 1976.

    Nel corso di una serata storicoculturale, allietata dall’esibizione del coro Teresina Unfer di Timau, si è posto l’accento sul tema della manifestazione con cui, ancora una volta, la Sezione ha voluto riannodare i fili della memoria e della storia alpina, riportando l’attenzione su tre Medaglie d’oro al valore militare legate alla storia del reparto e a cui furono intitolate caserme sedi del battaglione e delle sue compagnie: la Medaglia d’oro Maria Plozner Mentil, portatrice carnica caduta nel 1916 a Casera Malpasso mentre portava a spalla rifornimenti alle linee del Tolmezzo (alla sua memoria fu dedicata nel 1955 la caserma di Paluzza, ora dismessa, l’unica ad essere intitolata a una donna); Umberto Tinivella, combattente nella Grande guerra, nella campagna d’Africa e nella Seconda guerra mondiale, caduto alla guida del Val Tagliamento a Mali Topojanit (fronte greco) l’8 gennaio del 1941 (a lui fu dedicata la caserma di Moggio Udinese, già sede di reparti della Julia e della 12ª cp. durante il terremoto del 1976); Renato Del Din, sottotenente del Gemona, promotore della lotta partigiana in Carnia e tra i fondatori delle brigate partigiane Osoppo-Friuli, caduto a Tolmezzo nel 1944 (a cui fu intitolata la caserma di Tolmezzo ora dismessa, già sede dell’8º alpini fino al 1975 e in seguito di altri reparti della Julia).

    Alla presenza dei familiari discendenti, a queste tre eroiche figure sono state intitolate altrettante palazzine della caserma di Venzone, dove sono state apposte delle targhe a ricordo, assieme ad un grande pannello storico-commemorativo, cerimonia organizzata dalla Sezione di Gemona e dal Gruppo 8º Alpini. Oltre duemila alpini, più i loro familiari, si sono ritrovati all’interno della caserma Feruglio: gli alpini a passo di marcia, suddivisi nelle storiche compagnie del battaglione (6ª, 12ª, 72ª, 114ª e Ccs) si sono schierati per l’alzabandiera assieme alla fanfara della Julia e al picchetto in armi.

    Commovente la presenza della professoressa Paola Del Din (classe 1923), che personalmente ha voluto scoprire la lapite dedicata al fratello Roberto. Tra i vari interventi, quello dell’assessore regionale Barbara Zilli, che ha ricordato il debito di riconoscenza dei friulani nei confronti degli alpini per «il fondamentale intervento nelle emergenze e nei momenti più difficili: come fu nel terremoto del 1976 e come è stato anche nei momenti più duri della pandemia. Un contributo fondamentale che si basa sui vostri valori di impegno e solidarietà verso le comunità. Valori che abbiamo il dovere di tramandare ai nostri ragazzi». Infine, preceduti dalla fanfara della brigata Julia, gli alpini hanno poi sfilato dalla caserma fino al centro storico di Venzone, nella cornice di uno dei borghi giudicati più belli d’Italia.

    Per un intero mese è stato possibile visitare una interessantissima mostra, tributo alle penne nere del Tolmezzo, attraverso una carrellata storica delle glorie passate e presenti di un reparto così caro ai friulani: un’esposizione fotografica dei diversi momenti storici, con immagini dei volti degli alpini ripresi in quella che fu la vita di trincea a fianco degli amici muli o nel più recente e quotidiano addestramento in montagna.