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domenica, 25 Febbraio 2024

Due nuove realtà

Gli stucchi dorati e i velluti rossi dell’ottocentesco Teatro Alfieri hanno fatto da cornice all’incontro tra i vertici dell’Ana e i rappresentanti delle trenta Sezioni all’estero, convenuti ad Asti per partecipare l’89ª Adunata. Sul palcoscenico si sono vissuti momenti di intensa emozione. Volti e racconti che si dipanano nei continenti con la capacità di rinnovarsi e proporre nuove storie di “alpinità e italianità” come le ha definite il Presidente Sebastiano Favero.

La seconda volta di Asti

Allo scoccare delle 9 arriva il benvenuto alle penne nere, giunte da tutta Italia, sulle note della fanfara della Taurinense, accanto alla Compagnia d’onore del 2º Alpini. Il fragore che segue è tutto per loro. Sguardi tesi e gesti all’unisono: a colpire sono la fierezza degli alpini in armi inquadrati e l’esecuzione, come sempre impeccabile, fra la compostezza di chi sfila e il rincorrersi dinamico dei fotografi che inseguono lo scatto migliore. 

UDINE – Trofeo De Bellis e coppa Julia

Al “Centro sportivo al 91” di Tarcento si sono svolte le gare di tiro con fucile Garand M1 per l’assegnazione del 38º trofeo “Guglielmo De Bellis”, riservato ai soci della Sezione. Il trofeo è stato istituito nel 1978 per ricordare la figura del maggiore alpino Guglielmo De Bellis, reduce di Russia e Presidente sezionale dal 1973 fino all’autunno del 1976, quando “andò avanti” mentre ferveva l’opera dei cantieri di lavoro alpini per la ricostruzione del Friuli terremotato. 

Che sorpresa!

Le scrivo con il cuore ancora pieno di emozione e di felicità per ringraziare tutti i miei commilitoni che, in occasione del mio quarantesimo compleanno, mi hanno organizzato (con la complicità della mia fidanzata ed altri amici) un’indimenticabile festa a sorpresa. È stata una gioia immensa rivedere (alcuni dopo anni!) i veri amici che l’esperienza del servizio militare mi ha donato.

Cosa resta di un’Adunata

Dice un mio amico alpino che l’Adunata più bella è sempre l’ultima. Ci arrivi pieno di aspettative. La voglia di reincontrare vecchi amici, fare conoscenze nuove, vedere luoghi sconosciuti, staccare la spina dalle preoccupazioni di tutti i giorni per immergersi in una ubriacatura di cordialità. Sfilare dentro un fiume umano dove nessuno è fuori posto, perché tra gli alpini un posto c’è per tutti, senza distinzioni di anagrafe, di salute, di cultura, di appartenenza geografica.

Auguri Pippo

In casa mia siamo una famiglia di militari e qui vorrei ricordare mio fratello. Seguendo le orme di mio padre, si è arruolato a 18 anni ed è stato subito alpino per tutta la vita. È nel suo Dna! Il suo amore l’ha trasmesso a me, che pur non facendone parte in modo attivo, amo profondamente questo unico e meraviglioso Corpo.

Forza comunicativa

Partiamo dalla fine. Domenica mattina, sfilata in pieno svolgimento, la situazione era la seguente: Rai3 stava trasmettendo in diretta, come fa da diversi anni, la sfilata, arricchendo la trasmissione con servizi e interviste; TgCom24 era in diretta con le immagini provenienti dal nostro service tv in una ampia finestra in alto a destra, la conduzione in studio e le interviste raccolte dagli inviati. 

VERONA – L’elmetto che salvò la vita a mio padre

«Quell’elmetto gli salvò la vita». La voce trema per l’emozione. Gianfranco Nocca, 90 anni, tiene tra le mani l’elmetto che fu di suo padre Gino, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Sottotenente del 6º Alpini Luigi “Gino” Nocca combatté da volontario durante la Grande Guerra. E in occasione del Centenario il figlio Gianfranco ha deciso di fare tutto il possibile per evitare che quel «pezzo di storia non finisse in un cassonetto dell’immondizia». 

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