VERONA – L’elmetto che salvò la vita a mio padre

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    «Quell’elmetto gli salvò la vita». La voce trema per l’emozione. Gianfranco Nocca, 90 anni, tiene tra le mani l’elmetto che fu di suo padre Gino, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Sottotenente del 6º Alpini Luigi “Gino” Nocca combatté da volontario durante la Grande Guerra. E in occasione del Centenario il figlio Gianfranco ha deciso di fare tutto il possibile per evitare che quel «pezzo di storia non finisse in un cassonetto dell’immondizia». 

     

    Per questo, con la collaborazione della Sezione di Verona e del Gruppo di Lugagnano, nella sede del Gruppo, Nocca ha donato al museo allestito dalle penne nere, l’elmetto e il cappello alpino di suo padre, oltre agli attestati originali al Valor Militare: distintivo d’onore rilasciato dal 6º reggimento alpini nel 1917, la Medaglia d’Argento e quella di Bronzo al Valor Militare.

    «Quando ho saputo di questo museo, non ho avuto alcun dubbio: era la sede perfetta perché gli alpini condividono da sempre il valore del ricordo. Non volevo che andasse perso, perché mio padre aveva una vera e propria venerazione per quell’elmetto», ha raccontato Nocca. Nel corso di un’azione di guerra contro gli austriaci suo padre si ritrovò sotto il tiro del nemico e si rannicchiò per proteggersi.

    Il colpo partì all’improvviso, ma grazie alla curvatura dell’elmetto la pallottola fu deviata e né uscì senza un graffio. «Ero bersagliere – ricorda Gianfranco – e nel corso della Seconda Guerra Mondiale persi mio fratello che aveva solo 18 anni. I giovani d’oggi non possono sapere cosa significa il dramma di un conflitto, ma è importante che conoscano la storia per evitare di ripetere tragici errori».