Due nuove realtà

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    Gli stucchi dorati e i velluti rossi dell’ottocentesco Teatro Alfieri hanno fatto da cornice all’incontro tra i vertici dell’Ana e i rappresentanti delle trenta Sezioni all’estero, convenuti ad Asti per partecipare l’89ª Adunata. Sul palcoscenico si sono vissuti momenti di intensa emozione. Volti e racconti che si dipanano nei continenti con la capacità di rinnovarsi e proporre nuove storie di “alpinità e italianità” come le ha definite il Presidente Sebastiano Favero.

     

    Lo confermano i due nuovi ingressi nella grande famiglia Ana, che hanno ricevuto ad Asti il loro gagliardetto ufficiale: il Gruppo autonomo Slovacchia e il Gruppo Pannonia, della Sezione Danubiana.

    Due nuove formazioni la cui nascita si deve a vicende di vita che sono il segno dei tempi. Alessandro Zazzeron, vicentino, è da 13 anni in Slovacchia come dirigente di una azienda italiana che ha aperto uno stabilimento per la produzione di antenne per autoradio: «La dirigenza del nostro Gruppo è tutta italiana e veneta in particolare, la maggioranza di noi ha un passata da alpino e ci è sembrato giusto organizzarci nell’ambito dell’Ana. Questa di Asti è la nostra prima Adunata ufficiale come Gruppo autonomo della Slovacchia».

    Storie di emigrazione molto diverse dalle grandi ondate dei decenni scorsi che hanno portato decine di migliaia di alpini nelle Americhe, in Australia e nel resto d’Europa. Antonio Sciacovelli, originario di un paesino delle Dolomiti lucane, testimonia una vicenda di emigrazione intellettuale.

    «Sono stato docente in Italia e ora ho un incarico di professore di italianistica in una facoltà di lingue dell’Ungheria occidentale a Szombathely, in Pannonia. Come gruppo alpini abbiamo organizzato anche incontri storici sulle vicende della Prima Guerra Mondiale viste dai due fronti che allora erano contrapposti: Italia e Austia-Ungheria».

    A stimolare e mettere insieme questi pezzi di italianità un personaggio vulcanico: Antonio Dal Fabbro, alpino di lunga data e inalterata passione. Sul biglietto da visita ha aggiunto un polemico “esule”. «Nel senso – spiega – che con la mia pensione in Italia non camperei mentre in Ungheria ci vivo bene».

    Dal Fabbro sta mettendo insieme anche un Gruppo viennese. «Ho girato Vienna e ho trovato molti titolari di gelaterie, quasi tutti di origine bellunese e alpini da sempre. Alla prossima Adunata di Treviso ci saranno anche loro. È una promessa e anche un po’ una scommessa».

    Sergio Miravalle

    sergio.miravalle@mailbox.lastampa.it