Territorio d’eccellenze

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    La gran parte dei vini sulle nostre tavole e in quelle del resto del mondo. Oppure gli idromassaggi che spopolano nelle lussuose dimore dello star system hollywoodiano. Ma anche le “Ferrari” dei pianoforti, utilizzati dai più grandi musicisti, o ancora uno dei primi campioni del mondo di boxe che ha fatto sognare una nazione nel periodo della seconda guerra mondiale. Che cos’hanno in comune tra loro tutte queste cose? Semplice: l’origine in provincia di Pordenone.

     

    Barbatelle, vasche Jacuzzi, pianoforti Fazioli e il “gigante buono” Primo Carnera sono prodotti, marchi e uomini che hanno origine nella Destra Tagliamento (così viene anche chiamato il territorio provinciale pordenonese) che rendono questa zona del Friuli Venezia Giulia una eccellenza in Italia e nel mondo. Pordenone e la sua area circostante sono relativamente giovani, visto che è solo nel 1968 che lo Stato riconosce a questo territorio lo status di Provincia. Ma la storia alle spalle è invece molto lunga e consolidata, permettendo al Friuli Occidentale di vantare importanti primati in campo produttivo e artigianale, come dimostrano i dati relativi ad altre eccellenze di questa zona del nordest: ossia coltelli e lame, mobili e mosaico. Insomma Pordenone scrive la sua storia sul lavoro, sull’artigianato, sull’industrializzazione. L’incessante crescita permette di tracciare rotte nuove verso il mondo, facendo dell’esportazione uno dei punti di forza del territorio a livello regionale.

    LE RADICI DEL VINO – Ma andiamo con ordine e partiamo da quello che senza dubbio è il simbolo di Pordenone in tutti e cinque i continenti. Stiamo parlando della barbatella, ossia la piantina dalla quale si genera la vite e cresce l’uva, trasformata poi in vino. Nata durante la Prima Guerra Mondiale, questa attività rappresentò un esperimento, riuscito con successo, per tentare di debellare la fillossera. Con il passare degli anni, grazie agli studi sul genoma, si è riusciti a produrre barbatelle che si adeguano alle caratteristiche del terreno in cui si piantano. A Rauscedo, un piccolo comune che dista circa 15 chilometri dal capoluogo di provincia, gli oltre 250 coltivatori vivaisti producono più del 60 per cento delle barbatelle presenti in Italia nonché il 20 per cento di quelle europee, per complessivi 70 milioni di innesti-talea all’anno, esportati poi in tutto il mondo. La coltivazione di barbatelle si coniuga con una produzione intensiva di vini Doc Friuli Grave, che pone la provincia di Pordenone al primo posto in regione per quantitativo, con il 55 per cento circa.

    WELLNESS HOLLYWOODIANO – Nell’immaginario collettivo rappresenta il meglio del wellness. Un desiderio da gustare ad occhi chiusi, assaporando il piacere del massaggio vellutato sul corpo stando comodamente immersi nell’acqua circondati da soffici bolle d’aria. La Jacuzzi, regina delle soluzioni per l’idromassaggio che impreziosisce dimore hollywoodiane e spa di tutto il mondo, è frutto di un sogno americano in salsa pordenonese. Una storia di emigrazione con protagonisti tre fratelli originari di un piccolo comune, Valvasone, che lasciano il Friuli Venezia Giulia per cercare fortuna in Usa. Dal 1970 ad oggi si coniugano negli stabilimenti di questo piccolo paese – dove ha anche sede il “core business” per i mercati Europei e Asiatici – le tecnologie più all’avanguardia con le avanzate ricerche sul design e gli stili di vita contemporanei per creare soluzioni innovative e al passo coi tempi.

    PIANOFORTI – Dal piacere del corpo a quello dell’anima il passo è breve. Ed ancora una volta questo territorio sa offrire emozioni speciali: lo fa con i pianoforti, una delle griffe “Made in Italy” con base produttiva nella provincia di Pordenone. Stiamo parlando dello strumento a corde della ditta Fazioli, azienda con sede a Sacile, diventata sinonimo di eccellenza al mondo e leader nel settore. Oggi questi veri e propri gioielli, frutto della sapiente combinazione tra la delicata manualità artigiana e l’approfondita ricerca tecnologica nella scelta dei materiali, sono adottati dai maggiori teatri e dalle più celebrate sale da concerto: da quelle italiane quali Scala, Parco della Musica e Fenice, al Metropolitan di New York, passando attraverso la Cina. Pianoforti così prestigiosi non potevano mancare nelle singolari collezioni del sultano del Brunei, che ne ha voluto uno intarsiato con pietre preziose.

    IL GIGANTE BUONO – In una terra che in passato è stata fortemente caratterizzata dall’emigrazione, ha avuto i natali e ha trascorso gli ultimi anni della sua vita un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dello sport. Primo Carnera, primo italiano a conquistare nel 1933 il titolo mondiale dei pesi massimi battendo Jack Sharkey al Madison Square Garden di New York, nacque nel 1906 a Sequals. Definito “il gigante buono” per la sua prestanza fisica (era alto 2.05 e aveva il n. 52 di piede) e per la sua grande sensibilità, Carnera scelse di tornare a Sequals per trascorrere gli ultimi giorni della sua vita nella villa – attualmente visitabile – che è stata trasformata in un museo, grazie alla raccolta degli innumerevoli cimeli del campione. Egli riposa nel cimitero cittadino.

    LAME D’AUTORE – In passato i salti d’acqua, dovuti alla presenza di fiumi nella zona, vennero utilizzati nel maniaghese per muovere mulini e far funzionare i battiferri nelle officine. Opifici artigianali, in cui i fabbri – con grossi magli – forgiavano arnesi da lavoro soprattutto per contadini e boscaioli ma anche armi di qualità. L’antica tradizione si è tramandata nei secoli e ancora oggi viene portata avanti con moderne tecnologie. Ora le lame forgiate sono frutto di una attenta ricerca scientifica, impreziosite da contenuti di design sofisticato. Nel distretto industriale maniaghese vengono prodotti coltelli a lama fissa e richiudibili, cavatappi, forbici e cesoie, attrezzi manuali da raschio e taglio, utensili da taglio e incisione. La provincia di Pordenone è la prima in Italia per la realizzazione di questo tipo di oggetti, con oltre il 50 per cento della produzione nazionale. Infine da questa zona provengono anche molte delle armi utilizzate nella cinematografia hollywoodiana dedicata alle saghe epiche, quali la spada di Brave Heart oppure quella di Robin Hood, film interpretati rispettivamente da Mel Gibson e Kevin Costner.

    MOBILI – Il Distretto del Mobile Livenza è situato al confine con la Regione Veneto, a cavallo tra la provincia di Pordenone e di Treviso. Ne fanno parte 19 Comuni dove si ha una delle più importanti concentrazioni industriali d’Italia nel campo del legno e del mobile, che produce un fatturato complessivo di 2 miliardi di euro, un decimo del totale nazionale. Nel breve arco di cinquant’anni si sono sviluppate 800 aziende che fino a poco tempo fa, prima della grande crisi che sta attanagliando il nostro Paese, ponevano questa provincia al terzo posto in Italia per il valore delle esportazioni di mobili.

    I COLORI DEL MOSAICO – Quelli descritti fino ad ora sono preziosi tasselli di un territorio che dà vita ad un quadro variopinto, come le tessiture cromatiche dei mosaici di Spilimbergo, altra eccellenza inimitabile della provincia di Pordenone. In questo Comune ha sede una scuola unica nel suo genere in Italia e nel mondo, che ha formato migliaia di artisti e terrazzieri i quali hanno esportato l’arte musiva storica e soprattutto moderna in tutti e cinque i continenti. Solo per fare degli esempi, la saetta iridescente che si trova nella metropolitana di New York a Ground zero è stata progettata e realizzata in questa istituto. Ma anche il restauro di altri grandi mosaici quali quelli del foro Italico a Roma oppure del Santo Sepolcro a Gerusalemme è stato compiuto da mani spilimberghesi. Ed in passato l’Opera di Parigi oppure la Library of Congress di Washington, furono decorate dagli artigiani di questa zona del pordenonense.

    Antonio Liberti