Missione in Iraq: ricordati i Caduti della Campagna di Russia

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Pochi giorni fa i militari italiani appartenenti alle Truppe Alpine in forza al contingente nazionale dell’operazione “Prima Parthica” distaccati alla base di Camp Singara, Erbil, nel Kurdistan iracheno, hanno commemorato la battaglia di Nikolajewka, rendendo onore ai Caduti in terra di Russia.

Sebbene non sia stato possibile celebrare la ricorrenza nella giornata del 26 gennaio, il proposito di ricordare degnamente i tanti che non sono tornati, o sono ritornati profondamente segnati nel fisico e nello spirito, ha fatto sì che il generale di Brigata Francesco Principe, comandante del contingente italiano in Iraq, decidesse di celebrare il sentito anniversario, seppure con qualche giorno di ritardo.    

La commemorazione è cominciata con la deposizione di una corona ai piedi del caratteristico monumento che, a fianco dell’asta portabandiera, ricorda i Caduti italiani. Alle note del “Silenzio” i comandanti, il picchetto in armi e la rappresentanza dei militari del contingente hanno rivolto il pensiero ai loro predecessori con la penna in testa.

È seguita la Messa, celebrata dal cappellano militare del contingente nel locale polifunzionale della base, occupato nei limiti consentiti dall’applicazione rigorosa delle misure anti-Covid. E’ seguita la lettura della “Preghiera del Caduto in Russia”, con le note di “Le voci di Nikolajewka” in sottofondo. I soldati hanno poi ascoltato un breve inquadramento storico della battaglia.

Il generale Principe ha concluso la commemorazione. Le sue sono state parole molto sentite. Il comandante ha infatti condiviso a livello familiare il dramma dell’ARMIR, con il nonno che è tornato in Patria solo dopo anni di dura prigionia.

L’aver ricordato Nikolajewka durante l’impiego in una terra lontana, sebbene tanto diversa dalla steppa russa, ha creato negli animi dei soldati una suggestione particolare, accresciuta dalla consapevolezza della vicinanza morale degli alpini delle sezioni dell’ANA coinvolte, che sono stati splendidi, come sempre. La sezione di Udine ha inviato il filmato della commemorazione fatta il 24 gennaio al Tempio Nazionale “Madonna del Conforto” di Cargnacco (in chiave ridotta, a causa del Coronavirus) con le sincere riflessioni del Presidente. Le sezioni di Belluno, di Brescia e Valtellinese hanno inviato i calorosi saluti augurali dei rispettivi Presidenti.

Attualmente, il contingente italiano comprende una grossa presenza della “Julia” con una nutrita aliquota di Alpini del 7° di Belluno, ma gli organici sono completati anche da personale del Comando Brigata, del 3° Reggimento artiglieria terrestre (da montagna) di Remanzacco (UD), del 2° Reggimento genio guastatori di Trento, del 5° Reggimento alpini di Vipiteno (BZ) e del Reggimento logistico “Julia” di Merano (BZ).

Con il cappello, anche se non dipendenti dal Comando Truppe Alpine, ci sono anche i trasmettitori del 2° Reggimento di Bolzano. Sono inoltre in forza diversi militari che in passato hanno prestato servizio nelle Truppe Alpine, ma che ora sono effettivi ad altri prestigiosi comandi ed unità dell’Esercito, conservando l’orgoglio di appartenere comunque al Corpo.

Un momento della Messa.
Il generale Principe, comandante del contingente, rende gli onori ai Caduti.
Il monumento ai Caduti a Camp Singara.