Mascherine “alpine”

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“La produzione della mia azienda è ferma a causa dell’emergenza Coronavirus: allora mi sono detto, visto che ogni giorno lavoriamo tessuto non tessuto, perché non fabbrichiamo mascherine? Dal momento che i miei dipendenti sono a casa, ci siamo messi al lavoro io, mia moglie ed i miei due figli e adesso produciamo già trecento mascherine al giorno, ma possiamo arrivare senza troppi problemi a mille”.

Lo racconta, con semplicità tutta alpina, Enrico Corghi, 56 anni, socio del Gruppo di Basson di Verona, titolare de Il materassaio Srl di Villafranca Veronese: “Abbiamo già inoltrato richiesta di certificazione al Ministero ma siamo sicuri che il nostro prodotto ha tutti i requisiti, anche perché è facilmente sanificabile con un semplice lavaggio. Dalla prossima settimana, poi, un nostro fornitore pugliese ci farà avere un tessuto doppio strato con interno in cotone, ancora più performante e traspirante”. Difficoltà? “All’inizio – sorride Corghi – solo a reperire gli elastici, ma abbiamo risolto il problema grazie ad una ditta di Prato”.

Le mascherine prodotte da Corghi in questi giorni sono state distribuite gratuitamente a quanti ne avevano disperatamente bisogno, come forze dell’ordine, residenze per anziani, centri per la disabilità, ecc. “Chiaramente – sottolinea la penna nera veronese – se le forniremo a chi poi le vende, chiederemo di coprire i costi di produzione. Ma il ricavato andrà comunque ad iniziative di beneficenza che come alpini portiamo avanti abitualmente”.

Un altro dei mille esempi, dunque, dello “stile di vita” e della infinità capacità degli alpini, profondamente legati ai loro territori ed alle esigenze che in essi si manifestano: una delle caratteristiche che ci hanno fatto e continuano a farci rispettare e amare.