Due settimane per formare gli alpini di domani

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Creare un sistema sinergico tra Associazione Nazionale Alpini, Truppe Alpine e Protezione Civile, formando al tempo stesso le giovani generazioni ai valori che sono propri della nostra Associazione, come lealtà, collaborazione, impegno ed attenzione verso il prossimo. 

È uno degli obiettivi del Campo Scuola Giovani Alpini, allestito ad Almenno San Bartolomeo (Bergamo) dal 12 al 28 luglio, in località Colombaia, da Gruppo Alpini e Protezione Civile locali, in collaborazione col Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, l’Ana nazionale, la Sezione di Bergamo, il Comune di Almenno San Bartolomeo, Humanitas Gavazzeni, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’Ospedale da Campo Nazionale Alpini, col patrocinio della Regione Lombardia.

Ieri, 16 luglio, il Campo è stato visitato da una delegazione ai massimi livelli, comprendente, tra gli altri, oltre al presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il comandante delle Truppe Alpine, gen. Claudio Berto, l’assessore regionale della Lombardia alla Protezione Civile, Pietro Foroni, il direttore generale della Sanità alpina, Sergio Rizzini ed il presidente della Sezione Ana di Bergamo, Giovanni Ferrari. Con Favero, anche due vice presidenti nazionali, Alfonsino Ercole e Lorenzo Cordiglia.

Gli oltre 260 ragazzi del “Campo” 2019, divisi in cinque compagnie che portano i nomi delle Brigate Alpine, hanno partecipato alla cerimonia dell’Alzabandiera, ai comandi del gen. Berto, per proseguire poi nelle attività quotidiane che li stanno impegnando, per quattrodici giorni, sotto la guida di istruttori dell’Ana e delle Forze Armate. Per loro si tratta di condividere una quotidianità di piccoli gesti e grandi valori, focalizzata sulla crescita della persona e su uno stile di vita, quello alpino, da tramandare alle generazioni future.

Nato nel 2011 con la partecipazione di 62 ragazzi, il Campo Scuola Giovani Alpini di Almenno San Bartolomeo ad oggi è giunto ad aver coinvolto 560 iscritti tra i 9 e i 14 anni, dalla quinta elementare alla terza media. “Il Campo Scuola Giovani Alpini non è una vacanza in tenda, ma un’avventura durante cui gli educatori attraverso il gioco faranno vivere alle piccole penne nere un’autentica esperienza di addestramento. – ha detto Domenico Donghi, capogruppo e responsabile della Protezione Civile di Almenno San Bartolomeo. Un addestramento ed un percorso per avvicinare i ragazzi al mondo degli alpini e, per chi vorrà, anche fino all’Esercito Italiano.

Tra orienteering, arrampicata e bivacco alpino i ragazzi si dedicano anche alle attività da campo come montaggio e smontaggio tende, nodi e imbragature, trasmissioni e difesa personale. Grazie al Gruppo Humanitas Gavazzeni, che dal 2016 affianca gli Alpini di Almenno in questa esperienza (in rete con l’ospedale Papa Giovanni e la Croce Azzurra), i “giovani alpini” possono contare anche sull’Ospedale da Campo Nazionale Alpini, fiore all’occhiello della sanità nazionale.

Ma l’obiettivo è decisamente più ampio e concreto, ovvero dare vita, con una serie di iniziative, tutte già in atto, al RAI, Raggruppamento Alpino Integrato, un dispositivo in sinergia con Protezione Civile e Truppe Alpine in grado di operare al servizio della comunità nazionale in caso di necessità. Sinergia che si è già estrinsecata nelle operazioni “Vardirex” di Protezione civile, in cui gli alpini in congedo hanno affiancato operativamente quelli in armi. La presenza ieri ad Almenno dei presidenti delle Sezioni di Valle Camonica e Salò era indicatore del fatto che la Vardirex 2020 avrà come teatro l’are Valtellinese-Camuna, probabilmente con “estensione” ligure.

I livelli dei “campi scuola” sono tre: Campo giovani alpini (dalle terza elementare alla terza media), Campo aspiranti alpini (Primo triennio delle superiori) e Campo futuri alpini (per giovani delle quarte e quinte superiori), che rientrano a pieno titolo nell’Alternanza scuola-lavoro con la certificazione di crediti formativi legalmente riconosciuti. La collaborazione con le scuole, infatti, è uno dei cardini di questo “sistema” di formazione.

I numeri raccontano di una operazione imponente: una volta a regime, nell’arco di un decennio già iniziato, 20 Sezioni potranno ospitare ventimila ragazzi in 100 Campi Scuola gestiti dai Gruppi; 40 (sempre su 20 Sezioni) invece i campi destinati ad ottomila Aspiranti alpini ed un campo per Zona (per un totale di 20) per quattromila Futuri alpini. Questi quattromila potrebbero ragionevolmente indirizzarsi (in parti uguali e su base volontaria) alla Protezione Civile Ana, alle Truppe Alpine, alla PC Nazionale ed a Campi scuola universitari specialistici. Il fine ultimo è la creazione di quel Corpo Ausiliario Alpino (CAA), progetto in cui l’Ana crede e su cui sta investendo idee ed impegno, che coinvolga tutti i giovani italiani in un servizio nazionale che affianchi le Truppe Alpine nei compiti che riguardano salvaguardia del territorio, ambiente e la stessa protezione civile, senza trascurare la fondamentale prospettiva di una rinnovata educazione civica nel senso più ampio del termine, di cui il Paese ha sempre più bisogno.

Uno spettro operativo molto ampio, quindi, che ha raccolto plauso e convinto consenso del Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, che così ha commentato: “Il concorso dell’Ana al servizio del Paese è davvero grande, in perfetta sintonia con la Protezione Civile, che sa di poter contare su questa organizzazione, sicuramente la più efficiente. L’investimento sui giovani è fondamentale non solo per la nostra struttura: lo è in primo luogo per il domani del sistema Paese”.