VICENZA – In Veneto a scuola di storia

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    Alpini in cattedra a Venezia, grazie al progetto “Ricordami… nelle trincee verso Trento e Trieste nasce l’Italia”, come maestri e testimoni della storia e dei valori sui quali si fonda il Paese. È questo il senso dell’iniziativa voluta e organizzata dall’Associazione Nazionale Alpini e dalla Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e la Direzione scuola, che coinvolge le scuole dell’obbligo e secondarie delle sette province venete negli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018, in contemporanea alla conclusione del centenario della Grande Guerra.

     

    Un progetto biennale, finanziato con 50mila euro l’anno dalla Regione Veneto, che rappresenta l’ultima tappa di un percorso educativo e didattico intrapreso dalle penne nere venete nel 2011, con le celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, e che ha già coinvolto in quattro anni 120 scuole di ogni ordine e grado e 15mila alunni.

    «Portare gli alpini nelle scuole, come testimoni ed eredi della storia, significa ricordare ai ragazzi che la nostra identità di popolo è nata nelle trincee, dallo spirito di sacrificio, dalla solidarietà e dal senso dello Stato di tanti giovani», ha spiegato Elena Donazzan, Assessore regionale alla scuola, presentando l’iniziativa insieme ai Presidenti delle 15 Sezioni venete. «Con le loro ‘lezioni’ – continua – fatte di visite guidate ai luoghi della Grande Guerra, di scoperta dei musei locali e dei sacrari militari, le penne nere arricchiscono di contenuti educativi e di esperienze di vita i programmi scolastici». Le esperienze realizzate sinora nelle scuole dalle sezioni Ana del Veneto e dai relativi Gruppi, sono state raccolte e documentate nella pubblicazione fotografica “Progetto Centenario. Ricordami … Sulle tracce degli alpini”, curato dai responsabili del progetto Artenio Gatto e Arcangelo Murzio della Sezione Ana di Vicenza, edito dall’Ana e dalla Regione Veneto e presentato a Venezia durante l’incontro con i Presidenti a palazzo Grandi Stazioni.

    «Parlare ai ragazzi di oggi di quanto successo cento anni fa in queste terre non è retorica, ma trasmettere il senso di Patria e di una storia comune», ha commentato il Presidente nazionale dell’Ana Sebastinao Favero. «Ringrazio la Regione Veneto per il sostegno che ci dà nel diffondere la cultura alpina e i suoi valori. Questo Paese, e in particolare le nuove generazioni, avrebbero bisogno di esperienze obbligatorie di servizio civico per educarci tutti al senso dello Stato. Ne ho parlato anche con il ministro della Difesa Pinotti: noi alpini eravamo contrari all’abolizione del servizio di leva e oggi siamo convinti fautori del ripristino di una forma obbligatoria di impegno organizzato, a servizio delle necessità del Paese e dei bisogni delle persone».

    Marco Marini