VALDOBBIADENE – Mosnigo, per ricordare e aiutare

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    Il raduno della Sezione di Valdobbiadene è stato organizzato in collaborazione con il Gruppo di Mosnigo che quest’anno ricorda il 50º di fondazione e il 25º anniversario dell’inaugurazione della sede con l’adiacente complesso monumentale che interpreta la vita ideale del buon alpino. Mosnigo sorge poco distante dal fiume Piave e guarda, a sud, al Montello e a nord-ovest all’imponente massiccio del Monte Grappa. 

     

    Questo piccolo paese, per l’occasione, è stato inondato da penne nere e bianche nonostante una dispettosa e continua pioggia. Il Capogruppo Giuseppe Frezza ha accolto il Presidente nazionale Sebastiano Favero, il Consigliere nazionale Michele Dal Paos, il ten. col. Fasolini, comandante la caserma alpini di Belluno e molte altre autorità.

    Dopo la Messa, la sfilata per le vie imbandierate e l’omaggio ai Caduti, alpini e autorità si sono ritrovati nella sala polifunzionale per la parte conclusiva della cerimonia. Il Capogruppo e il Presidente sezionale Valentino Baron hanno salutato i rappresentanti delle numerose Sezioni, esortando a mettersi a disposizione per organizzare al meglio l’Adunata 2017, l’Adunata del Piave.

    Applaudito l’intervento del Presidente Sebastiano Favero che con la sua risaputa sinteticità ha elogiato alcuni valori guida delle penne nere: «Gli alpini non devono mai dimenticare due parole: ricordare e aiutare». E il Gruppo di Mosnigo ha sempre aiutato e ricordato, ne è dimostrazione l’opera voluta 25 anni fa dall’allora Capogruppo Mansueto Frezza: una piccola cappella degli alpini, inserita nel complesso monumentale che fiancheggia la casa degli alpini e che irradia sentimenti di pace. Una casa per ricordare le sofferenze che vissero gli uomini in guerra affinché siano un monito per i giovani e un insegnamento di pace.

    Particolarmente commovente è stato il saluto rivolto al nostro alpino, reduce Angelo Corazzin, classe 1920, che ha sempre voluto partecipare alle feste del Gruppo. Tra i vari omaggi distribuiti, significativa è stata la consegna di un riconoscimento ai due fondatori ancora viventi, Domenico Bertazzan e Mansueto Frezza. Questa giornata resterà una delle pagine più belle della storia di questo piccolo, ma orgoglioso gruppo alpini.