Un’unica Sanità Alpina

    0
    2153

    Con le delibere del 2017 e 2018 il Consiglio Direttivo Nazionale ha sancito l’unione delle squadre sanitarie di autoprotezione della nostra Protezione Civile e dell’Ospedale da Campo, creando un’unica Sanità Alpina al fine di meglio operare e supportare il Dipartimento nazionale di Protezione Civile e le Forze Armate con i quali si è rafforzata la collaborazione. Questa integrazione, suggellata dalla nuova denominazione dell’Ospedale da Campo in “Sanità Alpina – Ospedale da Campo” e della sua unità operativa ora chiamata “Gruppo d’Intervento Medico Chirurgico Alpino” (Gimca), ha aumentato considerevolmente la funzionalità della compagine sanitaria dell’Ana.

    La nuova struttura organizzativa di base della “Sanità Alpina – Ospedale da Campo” prevede un direttore generale (Sergio Rizzini), un direttore sanitario (Federica De Giuli) un direttore logistico (Antonio Tonarelli), un direttore amministrativo (Pierangelo Leoni) e un coordinatore nazionale delle Squadre Sanitarie (Angelo Mariani), coadiuvati e supportati dai loro collaboratori. La Sanità Alpina continuerà a garantire, attraverso le Squadre sanitarie di autoprotezione, le attività già in essere a supporto della Protezione Civile Ana, le stesse, in caso di necessità, rafforzeranno l’organico dell’Ospedale da Campo che rimane la struttura di massima specializzazione e di proiettabilità internazionale dell’Associazione.

    L’attività sanitaria è per definizione specialistica, tanto più se le strutture sono ospedali da campo con attività chirurgica, impiegabili all’estero, in condizioni di totale autonomia logistica. La formazione è l’elemento imprescindibile per poter operare e svolgere il lavoro nel migliore dei modi, per offrire alle popolazioni un’assistenza eccellente anche se svolta in condizione di precarietà. Da oltre un decennio l’Ospedale da Campo pianifica, organizza e svolge attività di formazione, informazione e addestramento nel campo igienico-sanitario, nel settore della prevenzione degli infortuni sul lavoro e in altri settori specialistici e logistici. Per coordinare e organizzare tale attività didattica, due anni fa è stata istituita una vera e propria scuola di formazione per il personale della Sanità Alpina ma anche a favore di volontari non sanitari della Protezione Civile Ana, di volontari di altre associazioni (Croce Rossa Italiana, volontari di Gruppi Comunali di Protezione Civile, Scuola Superiore di Protezione Civile di Regione Lombardia) e di personale di organizzazioni cooperanti quali militari delle Truppe Alpine, operatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e della Società di Medicina d’Urgenza Pediatrica.

    L’attività della scuola è coordinata dal direttore Sergio Rota, coadiuvato dal vicedirettore Stefano Foschini – responsabile anche del gruppo di Medicina Preventiva e Veterinaria del Gimca – e dal segretario Paolo Petriccioli. I docenti, per la quasi totalità interni al Gimca, hanno tutti una provata esperienza nel settore sanitario o specialistico in ambito di Protezione Civile; nove sono istruttori ufficiali di Basic Life Support Defibrillation dell’American Heart Association (Blsd, le manovre da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco, n.d.r.). Per talune specifiche tematiche, che necessitano di esperti con qualifiche non rinvenibili nel Gimca, collaborano anche docenti esterni provenienti da Protezione Civile Ana, Province, Vigili del Fuoco, ecc.

    L’attività formativa è svolta in conformità alle linee guide nazionali e regionali e laddove esistono, in conformità a normative di riferimento europee o internazionali (es. Reg. Ce n.852/2004 inerente la sicurezza alimentare e American Heart Association). Le tematiche della formazione abbracciano tutti i settori operativi: dal corso base per volontari di Protezione Civile alla formazione nell’ambito della sicurezza alimentare, dalla potabilizzazione dell’acqua alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, dai corsi Blsd alla gestione delle maxiemergenze, dalla informatizzazione della gestione dei pazienti e alla gestione dei dati dei volontari.

    In collaborazione con le squadre sanitarie sezionali, nel corso degli anni, sono stati erogati corsi residenziali per addetti alla preparazione di pasti in condizioni di emergenza a cui hanno partecipato circa 600 volontari Ana appartenenti a diverse Sezioni Ana. Per riconoscere un valore aggiunto ai corsi di carattere sanitario è stata siglata una collaborazione con l’ufficio formazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna che ne consente il riconoscimento anche nell’ambito del processo di Educazione Continua in Medicina.

    La formazione svolta dalla scuola trova il naturale epilogo nell’attività esercitativa e in particolare in un evento come Vardirex (Various Disaster Relief Exercise), che si svolge con cadenza annuale e a cui prendono parte operatori del Gimca, della Protezione Civile dell’Ana, della Direzione nazionale di Protezione Civile, delle Truppe Alpine, del Comando dell’Aviazione dell’Esercito e di tutte le Forze Armate. In tale contesto, che prevede il dispiegamento dell’Ospedale da Campo e di Posti Medici Avanzati, campi d’accoglienza e interventi di tutte le specialità Ana, vengono testate tutte le fasi di una maxiemergenza: l’attivazione, lo scouting, l’installazione delle strutture, delle infrastrutture e delle attrezzature medicali, la gestione delle emergenze di carattere sanitario e logistico.

    I volontari della Sanità Alpina e della Protezione Civile Ana, sono coinvolti in uno scenario emergenziale realistico e si trovano ad operare e a coordinarsi con operatori appartenenti ad altri enti e strutture, sviluppando capacità di cooperazione con il personale militare, condizione indispensabile in caso di catastrofi emergenziali.