Un’occasione mancata

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    La sala riunioni della Sezione di Milano e i bellissimi disegni di Novello e Riosa che ne decorano le pareti hanno accolto i referenti sezionali del Centro Studi per l’annuale convegno nazionale. Il responsabile della commissione nazionale Mauro Azzi aprendo i lavori ha sottolineato come queste occasioni di incontro devono essere intese come momenti di confronto e scambio di esperienze nell’ottica di un continuo miglioramento della collaborazione.

    Il vice Presidente vicario Alfonsino Ercole nel suo intervento ha, dal canto suo, sottolineato come occorra valorizzare e comprendere appieno il potenziale del Centro Studi. Bisognerà lavorare per far comprendere l’importanza dell’ambito culturale perché quando non ci saremo più noi, le nuove generazioni troveranno il nostro lavoro e potranno apprezzarlo e conservarlo come un patrimonio. Sento il dovere di segnalare come, nel corso di questi ultimi anni, sia notevolmente cambiato (in meglio) lo svolgimento dei convegni non solo per gli argomenti proposti ma soprattutto per il valore del contributo dei referenti. Non più “autocelebrazioni” del lavoro fatto o di eventuali pubblicazioni curate ma una accresciuta voglia (e necessità) di scambiarsi esperienze e idee. In particolare va evidenziato quanto si sta facendo nel 1º Raggruppamento.

    Con il determinante supporto dei Presidenti di sezione, i referenti hanno creato una rete per lo scambio di notizie e informazioni, dotandosi oltre che di un gruppo su whatsapp anche di caselle email “sezionali” con indirizzo standard. I risultati di questo scambio di comunicazioni si stanno già evidenziando. Tornando ai lavori del convegno, è stato presentato da Pierluigi Scolè il risultato del lavoro “Degni delle glorie dei nostri avi”: quattro ebook che raccolgono tutti i decorati alpini nella Grande Guerra e che sono pubblicati in una prima versione sul sito ana.it.

    Attualmente è in corso il lavoro di revisione per poter portare il lavoro anche in stampa. Il gruppo di lavoro coordinato da Scolè, composto da 12 volontari, ha raccolto in 2.500 pagine i dati riguardanti oltre 14.000 decorati alpini (2.500 dei quali fino a ora sconosciuti) e oltre 1.000 immagini. Scolè ha rivolto i suoi complimenti all’Ana per aver onorato il Centenario della Grande Guerra con diverse importanti iniziative, proprio come questa che si pone come un punto di arrivo, ma che potrebbe invece rivelarsi come un punto di partenza: infatti, partendo dagli ebook pubblicati, sarebbe possibile fare un lavoro a livello locale, intrapreso già da alcune Sezioni.

    Questo, sostiene Scolè, per valorizzare ancora di più gli uomini raccontati in quelle pagine; sono persone il cui spirito va preso ad esempio nella vita quotidiana ed in particolar modo in quella associativa. Buone notizie anche da Cristina Silvani che da molti anni ormai segue il lavoro di censimento del patrimonio bibliotecario dell’Ana tramite la piattaforma Bibliowin. Il catalogo partecipato contiene 32.000 voci, per la maggior parte monografie e poi periodici delle Sezioni. Alle biblioteche sezionali si aggiungono due biblioteche di alpini in armi, quella della brigata Julia e quella del Centro Addestramento Alpino. Al momento sono 58 le biblioteche sezionali attive sulla piattaforma Bibliowin, 4 di queste si sono aggiunte quest’anno.

    Altra iniziativa di alto livello proposta dall’Ana è stata l’attribuzione di una borsa di studio a un ricercatore universitario per sviluppare una ricerca sulla coralità alpina. Filippo Masina, vincitore dell’assegno di ricerca, ha presentato i primi risultati del lavoro che verrà pubblicato tra qualche mese. Nel volume saranno compresi gli atti del convegno sulla coralità alpina tenutosi a Milano l’8 giugno scorso e il suo lavoro: una indagine relativa al canto e alla coralità nella storia dell’Associazione attraverso i canzonieri e i titoli dei canti alpini, degli alpini e legati alla tradizione popolare (canti di montagna). Una tradizione importante portata avanti oggi da circa 150 cori. Grande piacere ha fatto la presenza per buona parte dei lavori del past president Beppe Parazzini che, sollecitato dai presenti, ha preso la parola ricordando come il Centro Studi sia nato sotto la sua presidenza da un’idea di Alfredo Costa della Sezione di Genova.

    Parazzini ha poi sottolineato come i referenti del Centro Studi abbiano una grande responsabilità: devono fare cultura conservando sempre la genuinità, elemento distintivo degli alpini nella società. Ricorda inoltre che l’Associazione è una scuola di vita senza paragoni, crogiolo di gente con molti ideali, di gente per bene. Il consueto momento di dibattito e scambio di idee e proposte ha chiuso il convegno. Al termine Mauro Azzi ha rivolto ancora un plauso al 1º Raggruppamento per la coesione e lo spirito collaborativo che si sono costituiti (anche grazie alla tecnologia) e sottolinea quanto importante sia il coinvolgimento dei presidenti e dei capigruppo. Fin qui la breve cronaca del convegno, permettetemi ora una considerazione con la franchezza che dovrebbe sempre contraddistinguere gli alpini: al convegno erano presenti solo 34 sezioni su 80 (ricordo che lo scorso anno a Bologna erano 50).

    Sinceramente non riesco a cogliere il motivo di una così deludente partecipazione che, di sicuro, non può essere attribuita alla difficoltà di raggiungere Milano anche se si possono comprendere i problemi (logistici ed economici) per le sezioni più lontane come alcune del 4º Raggruppamento. Quali altre ragioni hanno portato così tanti a disertare l’appuntamento annuale (già in calendario da un anno)? La comunicazione è fondamentale e oggigiorno ne abusiamo o ne facciamo un uso distorto: perché non usarla per comunicare in modo chiaro e tempestivo tra di noi? Perché non far sapere che cosa a vostro parere non va?

    Francesco Maregatti