Uniti contro il virus

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    Il 16 dicembre scorso, alla caserma Piave a Civitavecchia, si è tenuto il workshop intitolato “Il contributo del 7º reggimento difesa nucleare, biologica e chimica nell’ambito della pandemia da Sars CoV-2”. L’Associazione Nazionale Alpini è stata invitata al convegno per illustrare le attività effettuate congiuntamente al 7º reggimento difesa Cbrn Cremona nei mesi di aprile e maggio 2020, quando lo stesso fu inviato ad intervenire nella realtà bergamasca prima e bresciana poi.

    Ricordiamo che durante la prima ondata della pandemia, nell’arco di pochi giorni dall’attivazione, 70 uomini del reparto, al comando del ten. col. De Masi e una colonna di mezzi appositi, giunsero a Bergamo per contribuire, con interventi mirati di disinfezione, alla lotta al virus. Questa attività è valsa al 7º Cremona la Medaglia d’argento al Valore dell’Esercito. La colonna ebbe al seguito un reparto militare russo, inviato dal governo russo a quello italiano, che intervenne come contributo operativo. Al comando dell’operazione il gen. B. Fabio Giambartolomei, comandante dell’artiglieria.

    I volontari di Protezione Civile della Sezione di Bergamo, in particolare del Gruppo di Filago, mediamente 15 persone, coordinati dal Consigliere nazionale Carlo Macalli, da Gianni Gontero, all’epoca Coordinatore nazionale della Pc Ana e dal logista del 2º Raggruppamento, Bonetti, affiancarono i militari nel supporto logistico per due mesi. Le attività, comprese i briefing iniziali con Ats, 7º reggimento, Forze dell’ordine e successivamente quelli quotidiani, con amministrazioni comunali e direzioni Rsa e Rsd (strutture residenziali per anziani e disabili). L’attività logistica di sopralluoghi congiunti, di accompagnamento delle colonne operative, di attività di trasferimento materiali anche provenienti in aeroporto da mezzi italiani e per i russi da loro aerei cargo, fu solo una parte dell’intenso lavoro.

    A tutto questo le strutture sanitarie interessate e le comunità locali corrisposero con estrema gratitudine, espressa anche con il sorriso e il ringraziamento degli ospiti, cosa questa più commovente e gradita conservata gelosamente nell’animo dei militari e dei volontari. A distanza di tempo ripercorrere durante un convegno questi momenti di collaborazione tra la forza armata e il volontariato Ana ha testimoniato, ancora una volta, quale sinergie possano essere attivate e l’esigenza, rivendicata dal Consigliere nazionale Macalli, dell’utilità e necessità di un servizio universale obbligatorio per i giovani, civile o militare, al servizio del Paese.